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Preparare il portafoglio a una recessione: ecco i titoli difensivi | WeWealth

Preparare il portafoglio a una recessione: ecco i titoli difensivi

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Fra le aziende meglio attrezzate per mantenere i propri margini quando le famiglie tagliano i consumi, ci sono quelle che lavorano con i beni e i servizi più essenziali

Sulla base delle trimestrali diffuse da 419 aziende, sulle 500 dell'indice S&P, Refiniv ha calcolato che gli utili si sono rivelati superiori alle attese degli analisti nel 77,1% dei casi

L'ipotesi che la recessione possa, alla fine, farsi vedere resta comunque negli scenari degli economisti, tenendo conto che l'effetto dei rialzi dei tassi adottati dalla Fed (dieci finora) mostreranno i propri effetti con un certo ritardo

Gli ultimi segnali lanciati dall'economia americana continuano a essere positivi: negli Stati Uniti lo stato di salute del mercato del lavoro ad aprile ha battuto ancora una volta le attese e il tasso di disoccupazione è sceso dal 3,5 al 3,4%. L'ipotesi che la recessione possa, alla fine, farsi vedere resta comunque negli scenari degli economisti, tenendo conto che l'effetto dei rialzi dei tassi adottati dalla Fed (dieci finora) mostreranno i propri effetti con un certo ritardo.


Nel frattempo, la gran parte delle società americane ha già presentato i risultati del primo trimestre. Secondo un aggiornamento pubblicato l'8 maggio da Refinitiv, il bilancio complessivo è stato nettamente più favorevole rispetto alle aspettative. Sulla base delle trimestrali diffuse da 419 aziende, sulle 500 dell'indice S&P, Refiniv ha calcolato che gli utili si sono rivelati superiori alle attese degli analisti nel 77,1% dei casi (ben al di sopra della media storica al 66,3%). Inoltre, nel 63,2% dei casi le aziende hanno riportato non solo utili, ma anche ricavi superiori alle attese. La maggioranza di queste sorprese positive, ha affermato la società di analisi, sono arrivate dai titoli legati industria, sanità e informatica. La maggioranza delle delusioni, al contrario si sono viste dai titoli finanziari, energetici e, ancora, titoli industriali.


Guardando avanti gli investitori hanno iniziato mettere sempre più in conto una pausa nel ciclo dei rialzi dei tassi della Federal Reserve, che potrebbe essere più probabile se mercoledì 10 maggio l'inflazione americana darà segni di raffreddamento. Di sicuro, l'ultima riunione del Fomc ha preparato il terreno a questa eventualità, senza prendere, però, nessun impegno. Se il rallentamento dell'economia si verificherà, andando a ridurre in modo importante gli utili aziendali gli investitori andranno probabilmente a preferire le società il cui giro d'affari è meno colpito dall'andamento negativo dell'economia. Per chi volesse aggiustare il portafoglio in vista di un rallentamento economico, la buona notizia è che esistono strategie piuttosto consolidate, che distinguono i settori (e dunque determinati titoli) in ciclici e difensivi. Nel caso si intenda anticipare una recessione, sono i secondi quelli da preferire.


“Complessivamente i mercati sono saliti quest'anno, con l'indice S&P 500 in rialzo di oltre il 7% e il Nasdaq di oltre il 20%, ma il rally finora registrato potrebbe essere fragile”, ha dichiarato a We Wealth Gabriel Debach, market analyst di eToro, “la leadership del mercato azionario è ristretta, con la crescita di qualità e i settori difensivi in testa”.


“Le parti del mercato più sensibili alla crescita economica sembrano essere in ritardo, compresi i settori ciclici come l'energia e i finanziari e i titoli a piccola capitalizzazione”, ha aggiunto, “che tendono a sottoperformare in un'economia in frenata”.


Sul versante opposto ci sono le aziende che lavorano con i beni e i servizi più essenziali, quelle meglio attrezzate per mantenere i margini quando le famiglie tagliano i consumi. I settori che tipicamente potrebbero essere presi in considerazione sono la sanità, i servizi di pubblica utilità, i beni di prima necessità e le telecomunicazioni”, ha affermato Debach, “questi settori sono generalmente considerati difensivi perché forniscono prodotti e servizi essenziali di cui le persone hanno bisogno indipendentemente dal clima economico”.



Se si prende in considerazione il mercato americano, da inizio aprile alcuni dei settori difensivi hanno già iniziato a superare la media del mercato indicata dall'S&P 500. Nelle settimane segnate dalle ripercussioni della crisi di fiducia verso alcune banche americane (dal 1 aprile all'8 maggio), l'indice S&P Healthcare Equipment Select Industry Index ha ottenuto una performance del 3,92%, contro un +0,7% messo a segno dall'S&P 500. Superiori alla media del mercato anche le performance segnate nello stesso periodo dal settore dei beni di consumo essenziali (S&P 500 Consumer Staples) e dei servizi di pubblica utilità (S&P 500 Utilities).

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Le recessioni del passato: qualche nome sui titoli che hanno resisitito

Se si cercano esempi di azioni che possano navigare meglio un periodo di recessione è possibile trarre qualche lezione dalle esperienze del 2008 e del 2020, ma anche “alla correzione dell'anno scorso”, ha dichiarato l'analista di eToro.


Alcuni titoli “che non solo hanno tenuto alle sfide macroeconomiche ma che persino sono stati in grado di realizzare guadagni” sono stati “Vertex, Ross Stores, O’Reilly Automotive, The Hershey, H&R Block, Auto Zone e Amgen riportano un interessante biglietto da visita”, per il mercato americano.


In Europa l'acronimo con cui prendere familiarità è GRANOLAS, che fa riferimento a un gruppo di note società dalle caratteristiche difensive: GlaxoSmithKline, Roche Holding, ASML, Nestlé, Novartis, Novo Nordisk, L'Oréal, LVMH, AstraZeneca, SAP e Sanofi. Si tratta di una siga che “può rappresentare un interessante porto, offerto dalla capacità di tali aziende di riportare dividendi stabili e bilanci sani”.


La "scommessa" difensiva e i suoi limiti

Il problema di una rotazione verso società di questo tipo consiste nell'oggettiva difficoltà nell'anticipare con precisione se e quando un rallentamento o una recessione si verificherà. Di conseguenza, scommesse estremamente “difensive”, nella circostanza di un'economia che si riveli più solida del previsto, potrebbero frenare il rendimento del portafoglio rispetto alla media del mercato. 


Considerata, poi, la tendenza dei mercati ad anticipare le proprie “scommesse” rispetto all'andamento dell'economia osservato nei dati, si può affermare che il momento per posizionare il portafoglio in vista di una recessione dovrebbe avvenire prima che questa si sia effettivamente concretizzata. Quando lo scenario di recessione diventa già incorporato nei prezzi, i mercati “potrebbero iniziare a guardare a un periodo di ripresa, soprattutto dopo un prolungato periodo di mercato negativo”, e quindi ad altri settori potenzialmente vincenti.

Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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