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Investire sulla Formula 1? Ecco 3 modi per scendere in pista | WeWealth

Investire sulla Formula 1? Ecco 3 modi per scendere in pista

Rita Annunziata
26.6.2023
Tempo di lettura: 3'
IG ha individuato e analizzato per i tifosi-investitori tre titoli associati alla Formula 1. Mentre Redbird Capital Partners (fondo americano proprietario del Milan) acquisisce una partecipazione del 24% della scuderia Alpine Racing. Con lui anche l’attore hollywoodiano Ryan Reynolds

Liberty Media Corporation, azienda di mass media statunitense controllata dal presidente John C. Malone, ha rilevato la Formula 1 nel 2017

Ricardo, quotata nel Regno Unito, sviluppa motori, trasmissioni e altri componenti meccanici per il team McLaren

Anche i fan dei motori possono scendere in pista, investendo sulla Formula 1. Dopotutto, si tratta di un’industria multimiliardaria. Basti pensare che Liberty Media, proprietaria della massima categoria dell’automobilismo sportivo, ha registrato un fatturato pari a 2,4 miliardi di euro nel 2022, in crescita rispetto ai 2 miliardi del 2021. Senza dimenticare le ultime mosse dei fondi, con RedBird appena sbarcata in F1 acquisendo una quota del 24% della scuderia Alpine insieme a una coalizione di investitori (tra cui Ryan Reynolds). Ma come si entra “finanziariamente” nel gioco? Lo racconta IG in una nuova analisi dal titolo How to buy Formula 1 shares, identificando tre titoli associati alla Formula 1.


Si parte proprio da Liberty Media Corporation, azienda di mass media statunitense controllata dal presidente John C. Malone che, oltre alla Formula 1 che ha acquistato nel 2017 per 8 miliardi di dollari, possiede Sirius Xm (azienda di broadcasting con sede a Midtown Manhattan, New York City) e Atlanta Braves (una delle squadre professionistiche di baseball della Major League Baseball). Negli ultimi anni, la Formula 1 ha attraversato un periodo difficile a causa delle chiusure legate alla pandemia, ricorda IG. Ma la situazione sembrerebbe in miglioramento. “I weekend di gara stanno attirando grandi folle, con il Gran Premio d’Australia che ha ospitato 445mila fan e il tutto esaurito per la maggior parte del calendario rimanente”, ha dichiarato Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1. “La potenza della nostra piattaforma continua ad attirare l’interesse anche dei partner commerciali, con una serie di nuovi sponsor già annunciati nel corso della stagione”, ha aggiunto. 


Tuttavia, si legge nell’analisi, mentre l’utile operativo della Formula 1 è salito del 6% a 381 milioni di dollari nel primo trimestre del 2023, i risultati operativi sono rimasti relativamente piatti a 35 milioni di dollari (dai 34 milioni dei tre mesi precedenti). L’azienda ha dichiarato che gli stipendi dei team sono aumentati, mentre il Paddock Club (l’area esclusiva utilizzata dai team, posizionata sopra i box corsa) ha incassato un incremento dei costi associati all’aumento delle presenze. Ciononostante, la massima categoria “sta registrando una crescita dei contratti per i diritti mediatici, degli abbonamenti al suo canale di Formula 1 e dei ricavi dalle sponsorizzazioni”, rassicura IG.


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Un altro esempio di società associata alla Formula 1 è quella di Ricardo, azienda quotata nel Regno Unito che sviluppa motori, trasmissioni e altri componenti meccanici per il team McLaren. Può contare su un certo numero di ex ingegneri della Formula 1 e su un’elevata esperienza nella motoristica. Inoltre, fornisce servizi di consulenza e di ingegneria anche per il settore ferroviario, per il governo e per la difesa, tra gli altri. Stando alle dichiarazioni del management, a causa dell’implementazione di politiche ecologiche da parte di vari governi in tutto il mondo, sta assistendo anche a un aumento della domanda dei suoi servizi a supporto del clima; in questo contesto, sta incrementando la ricerca su opzioni alternative di carburante e veicoli elettrici, motivo per cui secondo IG dovrebbe beneficiare della spinta verso un trasporto più ecologico.


L’ultimo caso è quello di Ferrari, la casa automobilistica fondata da Enzo Ferrari nel 1947 quotata sia su Borsa Italiana che sulla Borsa di New York. Nel primo trimestre del 2022 ha annunciato un fatturato netto record di 1,2 miliardi di euro, in crescita del 17,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; l’Ebitda risultava invece in crescita del 12,5% a 423 milioni di euro. Come dichiarato dal ceo Benedetto Vigna, il portafoglio ordini dell’azienda copre già l’intero 2023. “Anche se il 2022 è stato caratterizzato da diverse incertezze nello scenario geopolitico, rimango ottimista sulle prospettive future dell’azienda”, ha aggiunto. Guardando ai dati raccolti da IG, sebbene le vendite negli Stati Uniti siano calate del 12,8%, quelle in Europa, Medio Oriente e Africa sono salite del 19,5%, mentre per Cina, Hong Kong e Taiwan si parla del +47%. Anche i ricavi commerciali e quelli legati alle sponsorizzazioni risultano in crescita del 19,6% per un totale di 109 milioni di euro.


I fondi sbarcano in Formula 1 (insieme a Ryan Reynolds)

Intanto, dopo i rumors circolati sulla stampa internazionale negli scorsi giorni, è arrivata l’ufficialità: Redbird Capital Partners (fondo americano proprietario del Milan) ha acquisito una partecipazione del 24% di Alpine Racing, scuderia di Formula 1 classificatasi al quarto posto nel Campionato Mondiale 2022. Al suo fianco anche l’attore hollywoodiano Ryan Reynolds. Il fondo di Gerry Cardinale entra infatti a far parte di un investor group insieme a Otro Capital e Maximum effort investments. In un comunicato ufficiale, la scuderia francese ha annunciato di essersi assicurata “un’iniezione da 200 milioni di euro” per sostenere le sue “ambizioni sportive”, alla ricerca di risorse per colmare il divario con le squadre leader della Formula 1. La notizia rientra in un progetto più ampio di Alpine, che punta a raggiungere 8 miliardi di euro di ricavi nel 2030.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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