Nel mondo attuale in cui la digitalizzazione pervade ogni aspetto della nostra vita, il bisogno di gestire e archiviare enormi quantità di dati sta crescendo in modo esponenziale. Con una maggiore adozione dell’intelligenza artificiale e l’espansione dei servizi digitali, la domanda di infrastrutture che possano supportare queste trasformazioni sta diventando quasi insaziabile. E proprio per questo motivo, i data center stanno assumendo un’importanza strategica, diventando il cuore pulsante di ogni operazione digitale.
In occasione del IV° Forum Private Market organizzato da We Wealth lo scorso 3 aprile, Elisabetta Magrini, Investment Manager di Swiss Life Asset Managers, ha condiviso la sua visione su come i data center siano diventati una risorsa fondamentale non solo per i business tradizionali, ma anche per il nuovo mondo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti.
Il ruolo strategico dei Data Center nell’ecosistema digitale
Inevitabilmente, l’esplosione dei dati ha reso i data center un asset strategico di primaria importanza. E lo confermano anche i numeri.
“Si stima che entro la fine del 2025, la produzione globale di dati supererà i 180 zettabyte”, ha spiegato Magrini. Una quantità enorme di informazioni, in continua espansione, che richiede infrastrutture sempre più potenti per essere raccolta, elaborata e resa disponibile. Ma come rendere l’idea di questa scala? “Se per un attimo immaginiamo di poter includere tutti questi dati all’interno di libri – ha continuato – potremmo impilare tanti volumi tali da coprire la distanza tra la Terra e la Luna per ben 23 volte… ogni giorno”.
Queste proiezioni sottolineano l’importanza crescente dei data center nei prossimi anni, essenziali per il funzionamento della società moderna. Queste infrastrutture non solo archiviano ed elaborano i dati, ma li rendono disponibili in tempo reale agli utenti finali, alimentando una vasta gamma di applicazioni quotidiane che vanno dal cloud computing all’intelligenza artificiale.
“Si tratta di una rivoluzione silenziosa, ma determinante, che sta ridisegnando l’economia globale”, ha sottolineato Magrini. “Se volessimo fare un parallelismo, come le rivoluzioni economiche del passato sono state alimentate da infrastrutture quali ferrovie o le reti elettriche, oggi i data center – e più in generale le infrastrutture digitali – rappresentano proprio la spina dorsale di quella che è l’economia digitale ed il cuore pulsante dell’innovazione tecnologica”.
Come investire nei data center: il caso di DataBank
Nonostante la loro importanza crescente, gli investitori spesso fanno fatica a “toccare con mano” i data center, considerando la loro natura fisica e altamente tecnologica. Magrini ha portato l’esempio di uno degli investimenti più significativi di Swiss Life Asset Managers: DataBank, uno dei principali operatori di Edge data centernegli Stati Uniti.
“DataBank ha sviluppato una piattaforma che oggi conta più di 370 megawatt di capacità installata in 27 mercati. Il suo plus è dato da tre aspetti fondamentali: la diversificazione geografica, la capacità di rispondere a esigenze specifiche attraverso architetture flessibili e personalizzate e la presenza di strutture altamente interconnesse che facilitano lo scambio di dati e informazioni in tempo reale,” ha raccontato.
Questo approccio consente a DataBank di rispondere alle necessità di segmenti diversi, dalle aziende tradizionali, a quelle degli hyperscale, che richiedono capacità enormi per il loro sviluppo. Questo modello si adatta perfettamente alla crescente domanda di bassa latenza e alla necessità di un’infrastruttura flessibile e robusta, in linea con le sfide poste dalle tecnologie emergenti come l’AI.
Le sfide e i rischi del settore dei data center
Ma l’intelligenza artificiale non sostituisce la domanda di data center, al contrario, la moltiplica. Si tratta di un’aggiunta strutturale che, pur generando enormi opportunità, fa emergere alcune sfide importanti, legate perlopiù alla scalabilità e alla sostenibilità del sistema.
“Si stima che la domanda attesa di data center crescerà a un ritmo del 16% nei prossimi 5 anni, escludendo l’AI. Con l’intelligenza artificiale la percentuale salirebbe al 22%. Questo evidenzia come i data center restino una componente essenziale dell’ecosistema digitale, destinata ad espandersi insieme all’evoluzione tecnologica.” ha aggiunto.
Secondo Magrini, inoltre, l’emergere di player come DeepSeek – con modelli AI potenzialmente più leggeri ed efficienti – solleva una riflessione interessante: migliorare le performance dei modelli consente di contenere l’impatto sugli approvvigionamenti energetici, uno dei principali colli di bottiglia per l’espansione di queste infrastrutture. Ma non riduce la necessità di data center – la rende più sostenibile. L’efficienza non rappresenta una minaccia al settore, ma un’opportunità: aiuta a superare le barriere all’espansione, migliorando la sostenibilità complessiva del sistema. Quello che è certo è che la domanda di data center è destinata a crescere, soprattutto in vista degli sviluppi legati al mondo dell’AI.
“La mia personale opinione è che efficienza e crescita non si escludono, anzi, si supportano a vicenda, a patto che chiaramente si abbia l’infrastruttura giusta per cavalcare tutti i cambiamenti che ci aspettano”, ha concluso.

