Gestori in tailleur: donne più brave durante la crisi

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Secondo un’analisi di Goldman Sachs, da inizio anno il 43% dei fondi gestiti anche da donne ha superato il benchmark. Meno fortunati, invece, quelli gestiti interamente da uomini. Ecco perché

Solo il 3% dei 496 fondi a grande capitalizzazione analizzati da Goldman Sachs vantano un team di gestione completamente al femminile

Quelli in cui le donne ricoprono almeno un terzo delle posizioni nel team di gestione sono 63 per 261 miliardi di dollari di asset under management

Per gli analisti della banca d’affari statunitense a trainare la sovraperformance dei fondi “al femminile” sono state principalmente le azioni tecnologiche

Sono passati cento anni da quando negli Stati Uniti venne approvato il XIX emendamento della Costituzione americana, che introduceva il suffragio universale e segnava di fatto il trionfo delle “suffragette”. Un secolo dopo, nonostante molti passi siano stati compiuti sul tema della diversità di genere, parlare di una completa uguaglianza è ancora una chimera. Secondo l’Us weekly kickstart di Goldman Sachs, le donne oggi detengono solo il 24% dei 535 seggi della Camera dei rappresentanti e solo il 6% degli amministratori delegati delle aziende dell’S&P500 sono donne. La componente femminile, però, spesso è più performante. Anche quando si parla di gestione degli investimenti.
Sebbene solo il 3% dei 496 fondi a grande capitalizzazione analizzati dalla banca d’affari statunitense vantino un team di gestione completamente al femminile, contro il 77% dei fondi gestiti interamente da uomini, i fondi caratterizzati da una presenza femminile stanno oggi sovraperformando rispetto a quelli dominati dagli uomini. Mediamente i fondi comuni d’investimento “rosa”, vale a dire quelli in cui le donne ricoprono almeno un terzo delle posizioni nel team di gestione, sono rimasti indietro di “soli” 57 punti base da inizio anno rispetto al rispettivo benchmark contro una sottoperformance di 164 punti base per gli altri. Si parla nel complesso di 63 fondi, pari al 13% del totale, per 261 miliardi di dollari di asset under management.
Fonte: FactSet and Goldman Sachs Global Investment Research
Nel mare delle oscillazioni di mercato legate allo shock pandemico, inoltre, il 43% dei fondi gestiti anche da donne ha sovraperformato il benchmark da inizio anno contro il 41% dei fondi privi di portfolio manager donne. Inoltre, dai minimi del mercato il 48% dei fondi con una componente femminile ha generato alpha rispetto al 37% dei fondi interamente maschili. Ma quali sono i fattori che giustificano queste differenze?
Secondo Goldman Sachs, a trainare la sovraperformance dei fondi “al femminile” è stato principalmente il settore tecnologico. L’86% del segno più dell’S&P500, che ha toccato i massimi storici, è stato legato infatti alle azioni tecnologiche che hanno diviso in due gruppi i fondi comuni d’investimento a elevata capitalizzazione. “Mentre le restrizioni relative al peso e alla diversificazione del portafoglio hanno spinto mediamente i fondi comuni d’investimento a elevata capitalizzazione a detenere il maggiore sottopeso nel settore dal 2012, quelli detenuti per almeno un terzo da portfolio manager donne risultano relativamente meno sottopesati”, si legge nello studio. Le azioni software registrano la differenza maggiore (+34 punti base il sovrappeso nei fondi con presenza femminile, -78 punti base il sottopeso dei fondi con impronta esclusivamente maschile), seguite da hardware e semiconduttori.

Inoltre, i fondi “rosa” sono maggiormente esposti a titoli come Amazon, Apple, Microsoft, AbbVie e Tesla, mentre registrano un’esposizione inferiore a Berkshire Hathaway, Wells Fargo & Co., Visa, UnitedHealth Group e ExxonMobil. Tutti e cinque i titoli Faamg – acronimo che abbraccia Facebook, Amazon, Apple, Microsoft e Google (Alphabet) – risultano meno rappresentati sia nei portafogli dei gestori donna che in quelli degli uomini, ma i fondi “al femminile” sono meno sottopesati su Amazon (con una differenza di 99 punti base), Apple (+74 bp) e Microsoft (+49 bp).

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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