Fondi monetari, Bot o conto deposito: il confronto con i tassi in calo

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Il 2024 sarà l’anno in cui scenderanno, secondo le previsioni, i tassi della Bce: cosa conviene scegliere per far fruttare la liquidità in questo contesto

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Il vento dei tassi d’interesse inizia a tirare dalla parte opposta e, nel 2024, gli investitori si aspettano un’incisiva sequela di tagli da parte della Bce, per un totale di un punto e mezzo. Questa tendenza, anche se si realizzasse solo in parte, avrebbe conseguenze sulle scelte da mettere in campo per la gestione più efficace della propria liquidità. Stiamo parlando di quella parte di patrimonio investito in strumenti a basso rischio, che viene spesso associato al cash per la facilità con la quale può essere liquidato. Una buona gestione patrimoniale evita un eccessivo accumulo sul conto corrente perché strumenti come, ad esempio, i fondi monetari permettono di portare a casa un rendimento superiore, aggiungendo rischi relativamente bassi per l’investitore. 

Cosa cambia se si abbasseranno i tassi Bce? Alcuni degli investimenti tipici per la gestione della liquidità potranno avere una migliore capacità di generare rendimento rispetto ad altri. “Se si dovesse ragionare sulla gestione della liquidità per il prossimo anno occorre considerare” l’evoluzione dei tassi “nel momento in cui ci si trovasse a dover scegliere tra prodotti a rendimento fisso come possono essere obbligazioni o conti deposito e prodotti monetari, come Etf e fondi”,  ha dichiarato a We Wealth l’analista di Consultique Scf, Rocco Probo.

La sola aspettativa dei futuri tagli, per esempio, ha ridotto il rendimento effettivo dei Buoni ordinari del Tesoro italiano (Bot) di oltre mezzo punto negli ultimi tre mesi (al 18 dicembre): dal 3,9 al 3,4%. “L’abbassamento dei tassi dei titoli obbligazionari è stato repentino e i tassi impliciti nella curva ipotizzano una rapida discesa dei tassi della Bce nel 2024”, ha proseguito Probo, “giusto per contestualizzare quello che attualmente il mercato pensa: dall’attuale livello dei tassi Bce di deposito, pari al 4%,  si ipotizza un primo taglio con elevata probabilità [circa una su due, Ndr.] a marzo 2024 e di seguito una serie di tagli che porterebbe a dicembre 2024 ad avere dei tassi del 2,5%. Stiamo parlando quindi di sei tagli di tassi nel prossimo anno”.

Il confronto fra i rendimenti

Per quanto riguarda le obbligazioni, “un bond governativo tedesco con scadenza dicembre 2024 rende attualmente il 3,1% annuo; un pari scadenza italiano rende il 3,2%”, ha affermato l’analista di Consultique, “tali rendimenti, al netto delle tasse agevolate sui titoli governativi, hanno un rendimento netto del 2,7%-2,8%”. 

In questa fase, il conto deposito può arrivare a rendere di più: il vincolo della somma per un anno può portare, per alcune banche, a rendimenti netti superiori al 3% (anche se si rinuncia a ritirare in anticipo le somme), ha precisato Probo. La tassazione sui conti deposito è al 26%, pertanto il divario fra rendimento lordo e netto è più ampia rispetto a quella dei titoli di Stato. 

E il fondo monetario? “Un Etf o un fondo monetario con rendimento legato al tasso €STER, guidato dai tassi Bce, scontando ad oggi i tagli di tassi ipotizzati dal mercato renderebbe un tasso lordo del 3,2%, quindi in linea con il rendimento dei titoli di Stato senza rinunciare alla possibilità di disinvestire in qualsiasi momento”. La tassazione del fondo monetario dipende dal portafoglio che detiene, ma di solito questa tipologia di fondi investe primariamente in titoli di Stato a brevissima scadenza. Pertanto la tassazione si avvicina al 12,5%, la stessa di Bot e Btp.  

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Se i tassi scendono meno del previsto, vincono i monetari 

“A guidare la scelta sono quindi due determinanti: le attese dell’investitore sull’andamento dei tassi di interesse e la fiscalità applicata ai prodotti monetari”, ha spiegato Rocco Probo, “sul primo tema si può affermare che se l’investitore si attendesse meno tagli rispetto a quelli stimati dal mercato allora converrebbe il prodotto monetario”. 

Per quanto guarda la tassazione dei vari prodotti “è sempre bene accertarsi sull’effettiva fiscalità dello specifico strumento che non è sempre pari al 26%, ma in alcuni casi può avvicinarsi al 12,5% [come nel caso dei fondi monetari] divenendo competitivo anche dal punto di vista fiscale con i titoli di Stato”.

Dopo una riunione dai toni prudenti, alcuni membri della Bce hanno invitato gli investitori a non correre troppo con le previsioni sui tagli dei tassi: “le aspettative del mercato sono a mio avviso premature, sia per quanto riguarda l’inizio dei tagli sia per quanto riguarda la totalità delle mosse”, ha dichiarato a Reuters il governatore della Banca di Slovenia, Bostjan Vasle, il 18 dicembre, “le aspettative del mercato per un taglio dei tassi di interesse sono a mio avviso premature, sia per quanto riguarda l’inizio dei tagli sia per quanto riguarda la totalità delle mosse”. 

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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