Dopo quasi un anno di incertezze sul fronte regolamentare, il progetto Tnb di Azimut compie un nuovo passo avanti. L’ispezione di follow-up di Banca d’Italia su Azimut Capital Management Sgr si è infatti conclusa con esito “parzialmente favorevole” e gli interventi correttivi ancora richiesti non costituiscono un ostacolo al deposito dell’istanza autorizzativa per la nuova banca digitale. A comunicarlo è la società presieduta da Pietro Giuliani, che nel resoconto dei primi nove mesi del 2026 aggiorna anche lo stato di avanzamento dell’operazione con Fsi.
Il gruppo dovrà presentare ulteriori interventi correttivi su alcune aree entro la fine di novembre, ma confida che Fsi possa depositare la richiesta a Banca d’Italia entro la scadenza del periodo di esclusiva, fissata al 20 dicembre 2026. Non si tratta, dunque, del via libera definitivo all’operazione, ma di un passaggio che consente al progetto di proseguire verso la fase autorizzativa.
Tnb, il progetto nato nel 2024 con Fsi
Il progetto per la creazione di una nuova banca digitale dedicata al wealth management era stato annunciato da Azimut a fine marzo 2024 e avviato operativamente nel maggio dello stesso anno, attraverso un percorso di scissione di circa mille consulenti finanziari. Il 18 dicembre 2024 il gruppo aveva annunciato l’ingresso in esclusiva con Fsi, il fondo di private equity guidato da Maurizio Tamagnini.
L’accordo quadro vincolante è arrivato il 22 maggio 2025: Fsi acquisirà una partecipazione dell’80,01% nella nuova banca, mentre Azimut manterrà il 19,99%. L’operazione prevede un valore potenziale di circa 1,2 miliardi di euro per il gruppo, oltre a una garanzia di almeno 2,4 miliardi di euro di commissioni nell’arco di almeno 12 anni, grazie alla partnership distributiva della durata di 20 anni.
I rilievi di Banca d’Italia e Consob
A rallentare il percorso è stata l’ispezione di Banca d’Italia su Azimut Capital Management Sgr, condotta tra marzo e giugno 2025. Le risultanze, comunicate nell’ottobre successivo, hanno evidenziato “rilevanti carenze di governance e organizzative”, chiedendo un intervento sul sistema dei controlli interni e sull’assetto di governo della società.
A novembre 2025 la Vigilanza aveva inoltre precisato che, allo stato, la situazione della Sgr non appariva idonea a sostenere operazioni straordinarie come quelle previste dal progetto Tnb. Azimut era stata chiamata a predisporre e attuare un piano di rimedio.
Anche Consob era intervenuta chiedendo misure correttive sui processi distributivi e di investimento. Sul fronte Antitrust, invece, il 9 dicembre 2025 l’Agcm aveva deciso di non avviare un’istruttoria sull’operazione, escludendo ostacoli significativi alla concorrenza. Un via libera che, tuttavia, non sostituiva le autorizzazioni richieste alle autorità di vigilanza bancaria.
Esclusiva con Fsi prorogata fino al 20 dicembre 2026
Nel frattempo, Azimut e Fsi hanno continuato a lavorare al progetto, allungando i tempi dell’accordo. L’esclusiva, inizialmente in scadenza il 28 dicembre 2025, era stata prorogata il 18 dicembre dello stesso anno fino al 20 giugno 2026, con la possibilità di un’ulteriore estensione. Quest’ultima è stata formalizzata il 17 giugno, portando la scadenza al 20 dicembre 2026.
È proprio entro questo termine che Azimut confida possa essere depositata l’istanza autorizzativa da parte di Fsi. Il prossimo passaggio sarà quindi la presentazione della richiesta a Banca d’Italia, cui seguirà l’iter di valutazione delle autorità competenti. Solo dopo l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni e il completamento degli adempimenti societari si potrà arrivare al closing.
Azimut, utile netto ricorrente a 382 milioni nei nove mesi
L’aggiornamento sul dossier Tnb ha accompagnato i risultati dei primi nove mesi del 2026. Azimut ha registrato ricavi totali per 1,2 miliardi di euro, sostenuti dalla crescita delle commissioni ricorrenti, aumentate del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’utile operativo si è attestato a 529 milioni, mentre l’Ebit ricorrente ha raggiunto 485 milioni, in crescita del 10%.
L’utile netto è pari a 373 milioni di euro, mentre quello ricorrente sale a 382 milioni, con un progresso del 4% su base annua. “I risultati dei primi nove mesi evidenziano il dinamismo resiliente della nostra piattaforma globale, capace di generare crescita anche in un contesto ad elevata volatilità”, ha commentato Giorgio Medda, ceo del gruppo.
La raccolta netta da inizio anno ha raggiunto 10,9 miliardi di euro, di cui il 49% proveniente dalle attività internazionali. Le masse complessive si sono attestate a 159 miliardi a fine ottobre, in crescita del 13% dall’inizio dell’anno. Più debole il dato del singolo mese di ottobre, chiuso con flussi netti per 32 milioni, sebbene 306 milioni siano stati destinati alle soluzioni gestite.
Medda parla di una vera e propria “tempesta perfetta” tra le turbolenze in Brasile e Turchia e il rialzo dei tassi in Europa e negli Stati Uniti, che ha frenato la raccolta nell’ultimo mese.
Azimut conferma gli obiettivi del 2026
Nonostante il rallentamento, il gruppo conferma gli obiettivi per il 2026: raccolta netta superiore a 35 miliardi di euro e utile netto di 550 milioni, al netto delle componenti straordinarie. “I 382 milioni di euro di utile netto ricorrente, trainati dal +15% dei ricavi ricorrenti, testimoniano la nostra costante capacità di esecuzione e la scalabilità del modello di business in qualsiasi contesto di mercato”, ha precisato e concluso Alessandro Zambotti, ceo e cfo del gruppo.


