Insurtech in Italia: crescita del 460% per gli investimenti nel 2021

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Alberto Battaglia
21.12.2021
Tempo di lettura: 3'
Quest'anno sono stati investiti 280 miliardi di euro in progetti insurtech italiani, in crescita, ma pur sempre in netto ritardo rispetto a al resto d'Europa

Sono 130 in tutto le realtà innovative che operano nell'ambito insurtech in Italia: fra queste il 64% sono insurtech in senso stretto, ossia offrono servizi assicurativi, mentre il 36% sono tech insurance, ossia offrono tecnologie per gli attori del settore assicurativo

Gli investimenti raccolti dal comparto insurtech italiano, composto dalle società attive nei servizi assicurativi mediati dalla tecnologia e dalle realtà che offrono soluzioni tecnologiche al settore, sono aumentati del 460% nel 2021, a 280 milioni di euro. E' un flusso di investimento guidato da un numero limitato di attori, che è andato in crescendo nell'ultimo trimestre dell'anno, nel quale si è concentrata metà delle operazioni (140 milioni di euro). Lo rivelano gli ultimi dati contenuti nell'Investment Index che l'Italian Insurtech Association ha realizzato in collaborazione con l’Osservatorio Fintech e Insurtech del Politecnico di Milano. 

Ad aver trainato la crescita del settore nell’ultimo trimestre “sono stati gli investimenti in start up, sviluppo di progetti insurtech da parte di compagnie, intermediari tech e digital player, progetti di collaborazione su crossover digitali”, si legge in una nota dell'Iia, “in particolare hanno pesato gli investimenti da parte di aziende – compagnie assicurative, start up e intermediari – e fondi di investimento stranieri, pari al 25% del valore registrato dal mercato insurtech quest’anno”. 

Sono 130 in tutto le realtà innovative che operano nell'ambito insurtech in Italia: fra queste il 64% sono insurtech in senso stretto, ossia offrono servizi assicurativi, mentre il 36% sono tech insurance, ossia offrono tecnologie per gli attori del settore assicurativo.

Gli investimenti in insurtech realizzati in Italia hanno riguardato principalmente lo sviluppo dell’offerta di prodotti e servizi (40%), dalla distribuzione di polizze (25%), investimenti in tecnologie e piattaforme tech (25%) e la gestione sinistri (10%). Solo 6 compagnie assicurative su 10, però, guidano gli investimenti insurtech in Italia, grazie ai loro progetti di innovazione.

“Sebbene il valore dei capitali raccolti sia importante”, ha affermato l'Iia, “il mercato risulta poco dinamico, soprattutto in considerazione della rilevante concentrazione degli investimenti nelle mani di pochi attori”.

Nel resto d'Europa il flusso di investimenti sull'insurtech è stato decisamente più consistente. Si stima che in Francia siano stati riversati investimenti per 1,3 miliardi di euro mentre Regno Unito e Germania supereranno entrambe il miliardo e mezzo di euro. I 280 milioni italiani, a confronto, sembrano ancora poca cosa.  

A livello mondiale, le startup insurtech hanno ricevuto investimenti da 15 miliardi di dollari nel 2021 sono stati investiti 15 miliardi di dollari, di cui 3,5 miliardi di dollari in Europa. Le startup insurtech in Italia, hanno contribuito al dato complessivo per soli 20 milioni di euro.   

“Il volume degli investimenti raccolti nel 2021 è certamente significativo del circolo virtuoso che si è innescato nel nostro Paese e che come Iia ribadiamo da tempo. I trend in atto confermano la nostra previsione di arrivare a un miliardo di investimenti in insurtech in Italia entro il 2023, a conferma dell’importanza di indirizzare sempre più risorse verso il digitale a vantaggio di tutto il settore assicurativo”, ha commentato Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Iia - Italian Insurtech Association. “La trasformazione è cominciata, ma resta un forte gap da colmare rispetto a quanto avviene a livello internazionale in termini di investimenti in start up. Possiamo e dobbiamo fare di più”, ha aggiunto, “serve in primis un cambio di mentalità: una visione di lungo periodo e una maggiore propensione culturale al rischio, senza fermarsi all’immediato ritorno degli investimenti. È fondamentale continuare ad aumentare gli investimenti attraverso la creazione e acquisizione di competenze digitali da parte di tutti gli operatori della filiera, maggiori sperimentazioni e collaborazioni, creazione di poli insurtech, sviluppo di un modello open”.

Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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