Frontiere fintech: l’AI a servizio del debito privato

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
2.3.2023
Tempo di lettura: 3'
L'intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del debito privato, asset class sempre più popolare tra gli investitori. Ne parla a We Wealth Altin Kadareja, ceo di Cardo AI

Tra le asset class di mercato privato, una delle più interessanti e in crescita è quella del debito privato. I fondi di private debt sono sempre più numerosi e la raccolta in continuo aumento, con gli investitori che accorrono in massa attratti da rendimenti che sul quotato non si trovano. Come sta evolvendo l’industria del private debt? A parlarne a We Wealth è Altin Kadareja, ceo di Cardo AI, fintech italiana che mette a disposizione degli investitori istituzionali, delle banche, dei servicer e dei credit originator strumenti di intelligenza artificiale per scalare più velocemente, ridurre i costi e a prendere decisioni migliori per quanto concerne il debito privato.

Come sta cambiando il mondo del private debt?

L'ultimo decennio ha visto un grande aumento dei fondi di private debt sia negli Stati Uniti che in Europa. Sebbene inferiore rispetto ad altre categorie di private markets in termini assoluti, la crescita del private debt ha notevolmente superato quello del private equity, venture capital e fondi immobiliari, registrando un tasso medio annuo del 13,5% negli ultimi 10 anni, secondo Preqin. 

Gli investimenti nel private debt hanno raggiunto il valore record di 193,4 miliardi di dollari nel 2021, registrando un aumento del 14% rispetto all'anno precedente. A partire dalla fine del 2021, il mercato ha raggiunto un valore di 1,21 trilioni di dollari di asset in gestione a livello globale, con gli Stati Uniti e l'Europa che rappresentano circa il 95%. 

Ad oggi si stima che il mercato di private debt possa raggiungere i 2,69 trilioni di dollari entro il 2026. Le ragioni di questa crescita sono collegate ai vantaggi specifici che questo mercato offre sia agli investitori che a coloro che chiedono prestiti. Per questi ultimi, tipicamente piccole e medie imprese, il credito privato offre un'alternativa più flessibile al prestito bancario, con l'opportunità di negoziare i termini e avere un accesso più rapido ai finanziamenti. Mentre per gli investitori, i fondi di private debt rappresentano una fonte di rendimenti costante e stabile, con tassi attraenti aggiustati per il rischio anche durante periodi di volatilità.


Guardando all’andamento del mercato nel 2022, abbiamo notato delle dinamiche molto interessanti. I fondi di private debt sono cresciuti ulteriormente, aumentando significativamente la capacità di sottoscrivere deal più grandi. In particolare, a livello globale, i fondi di private debt hanno colmato il vuoto lasciato dal mercato di prestiti sindacati (syndicated financing). Inoltre, durante lo scorso anno abbiamo visto come le banche siamo rimaste “bloccate” dalla sospensione dei prestiti ponte (bridge loans), lasciando un altro vuoto nel mercato dei finanziamenti per le grandi operazioni di private equity. Questo ha reso sempre più difficile l’accesso al capitale per i finanziamenti, registrando un forte calo del numero dei fondi private debt chiusi nei primi nove mesi del 2022. Inoltre, il rapido incremento dei tassi, ha reso più complesso anche il rimborso dei prestiti.

L'attuale contesto macroeconomico ha portato quindi a un mercato del private debt altamente competitivo, con i gestori a caccia delle migliori opportunità di investimenti e gli investitori alla ricerca di rendimenti diversificati. Per soddisfare questa domanda, i gestori dovranno offrire accordi di finanziamento più complessi e personalizzare i prodotti offerti, per soddisfare le esigenze specifiche dei loro clienti.


Si tratta di un’asset class interessante sotto il profilo-rischio rendimento?

Riteniamo che il private debt possa offrire rendimenti potenzialmente più elevati rispetto ad altri investimenti nel reddito fisso, come le obbligazioni quotate in borsa. Infatti, il premio di illiquidità, o il rendimento aggiuntivo che gli investitori ricevono per investire in attività meno liquide, può essere significativo nel private debt. Paragonati, ad esempio, alle obbligazioni ad alto rendimento (high yield bonds), i fondi di private debt superano quest’ultime di gran lunga in termini di rendimenti. Questo è principalmente dovuto al fatto che i fondi di private debt sono “coperti” dalla volatilità del mercato e possono produrre rendimenti più consistenti. Tali fondi hanno anche un tasso di insolvenza molto inferiore rispetto alle obbligazioni ad alto rendimento; un fattore rilevante quando si considerano potenziali investimenti. Un altro vantaggio interessante per quanto riguarda i fondi di private credit è relativo alla maggiore flessibilità offerta agli investitori, in quanto questi possono essere strutturati in diversi modi al fine di soddisfare le esigenze specifiche dell'investitore. Per questi motivi i fondi di private debt possono realmente essere una grande opportunità per gli investitori, a condizione che soddisfino i necessari standard di adeguatezza.


Quali sono le prospettive del private debt nel 2023? Si tratta di un asset class adatta a quale tipologia di investitore?
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Quali sono i benefici che una piattaforma come la vostra ha portato sul mercato?

La tecnologia di Cardo AI è stata sviluppata con l’obiettivo di guidare l’intero processo di gestione dell’investimento nel mercato di private debt. Per farlo, abbiamo creato un tool completo, dal data sourcing e treatment (data quality e data enrichment), due diligence, alle più sofisticate analisi predittive, tra cui proiezioni di flussi di cassa, valutazione degli investimenti ed ottimizzazione del portafoglio, attraverso algoritmi proprietari di machine learning e intelligenza artificiale. Tecnologia che viene messa a disposizione di tutte le strutture di investimento, quali fondi alternativi di investimento, special purpose vehicles, direct lending, portando molteplici benefici. Ad esempio, grazie alla nostra piattaforma, le istituzioni finanziare che offrono prodotti di credito (banche, oppure i credit originators), sarebbero in grado di ottimizzare i loro portafogli, offrendo agli investitori la possibilità di investire direttamente, tramite strategie di direct lending o tramite i veicoli di cartolarizzazione strutturati in base alle esigenze del mercato. Inoltre, quella di Cardo AI è una tecnologia scalabile e adattabile al cambiamento e alle mutevoli condizioni di mercato. Questo significa che la nostra piattaforma permette a tutti i clienti di crescere ed evolversi in linea con il mercato globale, facilitando l'espansione e l'adattamento della tecnologia al variare del business.


Quali sono le tecnologie più interessanti e quali le esigenze ancora da soddisfare nell’ambito del debito privato?

L’incremento della complessità operativa, a causa della sofisticazione ulteriore del mercato, e il cambiamento delle esigenze di chi richiede un prestito, implica una “macchina operativa” sempre più efficiente. La velocità e la capacità di analizzare con precisione gli investimenti conta più che mai oggi nel mercato del private debt. E la possibilità di operare rapidamente può essere un fattore decisivo per il successo o il fallimento. Mentre in un tipico portafoglio di private equity si detengono tra i 10 e i 12 investimenti, un fondo di private debt può contare anche centinaia di prestiti. La gestione di questi prestiti, oltre a richiedere esperienza e una conoscenza altamente specializzata, necessita di infrastruttura tecnologica e sistemi in grado di agevolare tutta la catena di valore. I sistemi progettati per supportare i fondi di private equity, o i fondi immobiliari, non sono facilmente adattabili al volume, alla complessità e alla numerosità degli investimenti tipici dei fondi di private debt. Inoltre, i dati sui prestiti delle società private e delle piccole medie imprese non si prestano facilmente all'automazione. I dati sulle aziende di questo tipo, infatti, sono solitamente disponibili su molteplici fonti, in forme diverse e con bassa standardizzazione, richiedendo trattamenti cartacei e manuali.


Di conseguenza, servono tecnologie e sistemi che riescano a raccogliere i dati da fonti e formati diversi in real-time attraverso infrastrutture di big data. Tutte informazione che, una volta raccolte, andranno controllate e gestite a livello di qualità, coerenza e consistenza, ottenendo dati standardizzati e normalizzati. Quest’ultimi dovranno poi risultare assimilabili alle funzionalità specifiche utilizzate dai team di investimento, gestione del rischio, operations, contabilità e reporting. Serve dunque una tecnologia in grado di offrire la massima flessibilità, in modo tale da poter facilmente incorporare qualsiasi cambiamento sulle strategie attuali, così come l’introduzione delle strategie di investimento future dei gestori. Inoltre, le funzionalità sopra citate dovranno includere anche algoritmi di intelligenza artificiale per supportare tutte le decisioni principali, dalla scoperta dell’investimento, alla valutazione e proposta, fino al monitoraggio e alla gestione continua dell’investimento stesso.

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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