Cina, stretta sulle big tech: per i magnati un colpo da 87 miliardi

Rita Annunziata
9.8.2021
Tempo di lettura: 3'
L'assalto normativo di Pechino contro le big tech pesa sui portafogli dei magnati del settore, che incassano un colpo da 87 miliardi di dollari. Intanto, ByteDance si prepara nuovamente allo sbarco in Borsa

Colin Huang, fondatore di Pinduoduo (la più grande piattaforma tecnologica cinese incentrata sull’agricoltura), ha subito i danni peggiori: si parla di perdite per 15,6 miliardi di dollari dal mese di giugno, pari a un terzo della sua ricchezza

Le fortune di Jack Ma sono crollate di 2,6 miliardi di dollari nello stesso periodo, ma hanno registrato un buco di quasi 13 miliardi da quando le autorità hanno annullato l’offerta pubblica iniziale di Ant Group

Dopo aver rinunciato all’Ipo a seguito dell’invito di Pechino a focalizzarsi su alcune lacune nella protezione dei dati personali nel mese di luglio, Bytedance ha annunciato di puntare alla quotazione sulla Borsa di Hong Kong entro l’inizio del 2022

La battaglia di Pechino contro le big tech mostra i suoi effetti sui portafogli dei magnati del settore: secondo i calcoli del Financial Times, sono andati in fumo ben 87 miliardi di dollari, per un crollo del patrimonio netto delle due dozzine di paperoni coinvolti del 16%, dallo sbarco in Borsa di Didi Chuxing nel mese di giugno. La quotazione da 4,4 miliardi di dollari della Uber “orientale”, lanciata nonostante gli avvertimenti delle autorità cinesi di ritardarla a causa di lacune nella sicurezza dei dati, è stata infatti seguita da una vera e propria tempesta normativa, che ha provocato un crollo dei prezzi delle azioni dei più grandi gruppi tecnologici della Terra del Dragone.
Colin Huang, fondatore di Pinduoduo (la più grande piattaforma tecnologica cinese incentrata sull'agricoltura), ha subito i danni peggiori, con perdite per 15,6 miliardi di dollari pari a un terzo della sua ricchezza. Pony Ma, co-fondatore della compagnia internet Tencent, ha perso più di 12 miliardi di dollari (il 12% del suo patrimonio); ora è il terzo uomo più ricco della Cina dietro Jack Ma, fondatore della rivale Alibaba. Le fortune di Ma sono invece crollate di 2,6 miliardi di dollari nello stesso periodo, ma hanno registrato un buco di quasi 13 miliardi da quando le autorità hanno annullato l'offerta pubblica iniziale di Ant Group (la piattaforma tecnologica finanziaria da lui creata) nel mese di novembre.

Ma c'è anche chi fa fortuna


Parallelamente, rivela il quotidiano economico-finanziario britannico, alcuni miliardari che operano in settori considerati meno rischiosi o sostenuti da Pechino hanno visto incrementare le proprie fortune nelle ultime settimane. Si parte da Zhong Shanshan, fondatore dell'azienda di acqua in bottiglia e bevande Nongfu Spring, che lo scorso anno ha sorpassato anche Jack Ma e Pony Ma nella classifica dei paperoni cinesi. La sua ricchezza supera oggi i 72 miliardi di dollari (circa 24 miliardi più di Jack Ma), in crescita di quasi 5 miliardi dalla fine di giugno.
Per non dimenticare i nove magnati dell'industria automobilistica della regione, che hanno aggiunto 22 miliardi di dollari al loro patrimonio netto collettivo da luglio. Basti pensare a Wang Chuanfu, presidente di Byd (casa automobilistica pioniera nel settore delle batterie elettriche), la cui ricchezza è aumentata di 4,4 miliardi di dollari, rendendolo la decima persona più ricca del Paese con un patrimonio che sfiora i 25 miliardi. E lo stesso vale infine per gli otto miliardari che dominano il settore delle energie rinnovabili, che hanno visto il loro patrimonio balzare di 13,6 miliardi nello stesso periodo. Un trend che, secondo gli analisti che escludono un dietrofront di Pechino sulla stretta alle big tech o sul sostegno alle cause automobilistiche e alle aziende rinnovabili, è destinato a proseguire anche nella seconda metà del 2021.

ByteDance sfida lo stop di Pechino


Intanto, ByteDance sembrerebbe essere pronta a sfidare la stretta cinese. Dopo aver rinunciato all'Ipo a seguito dell'invito di Pechino a focalizzarsi su alcune lacune nella protezione dei dati personali, l'azienda proprietaria di TikTok ha annunciato di puntare alla quotazione sulla Borsa di Hong Kong entro l'inizio del 2022. ByteDance, rivela il Financial Times, ha trascorso gli ultimi mesi ad affrontare le problematiche sollevate dalle authority, fornendo maggiori dettagli su come archivia e gestisce le informazioni dei consumatori.

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