Apple, la carta di credito può essere una minaccia per il fintech?

Livia Caivano
Livia Caivano
28.3.2019
Tempo di lettura: 3'
Apple insieme a Goldman Sachs e MasterCard lancia negli Stati Uniti la sua (prima) carta di credito. Il gigante del tech, con la mole di dati di cui già dispone,  potrebbe rappresentare una vera minaccia per le compagnie di fintech

ApplePay al momento risulta attivo sul 25% degli iPhone negli Stati Uniti

Si stima che entro la fine del 2019 le operazioni supereranno i 10 mila milioni

Questa settimana Apple ha annunciato oltre che il lancio della carta di credito anche quello di un servizio di streaming tv e un servizio news

Apple ha presentato la sua carta di credito realizzata con Goldman Sachs e Mastercard. Si parte da ApplePay, il servizio di pagamento mobile lanciato con successo nel 2014 e sarà una funzione integrata dell'AppleWallet di iPhone: l'intenzione è di permettere ai clienti di spendere i propri soldi anche tramite carta. L'incubo delle FinTech diventa ora realtà: Apple è ora un player del settore bancario.

Il tasso di interesse sulla carta di credito collegata a Goldman Sachs è compreso tra il 13% e il 24%, senza tasse o canoni annuali. Offre inoltre il rimborso del 2% su tutte le transazioni. Per Goldman, la mossa rappresenta un'importante spinta verso i suoi nuovi prodotti finanziari.

Jennifer Bailey, vicepresidente di Apple Pay, ha spiegato che l'intenzione è quella di fornire ai clienti una migliore comprensione della loro spesa in modo che possano fare scelte più intelligenti con i loro soldi tempo e modi per aiutarli a ridurre il loro equilibrio.
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Tim Cook - amministratore delegato Apple

Minaccia per il fintech


Gli esperti del settore dicono che AppleCard eserciterà più pressione sugli emittenti di carte di credito di marca rispetto che sulle alle altre banche di Goldman. Allo stesso tempo, però, potrebbe finire per rappresentare una minaccia per le aziende di fintech, specialmente se la direzione è quella di gestire i depositi dei consumatori. Sono diverse le compagnie di fintech che hanno iniziato a muoversi verso il contante aprendo conti in cash. In questi casi la tendenza è a collaborare con banche regionali più piccole e non con grandi istituzioni come Goldman e J.P. Morgan: con Apple sul mercato le banche più piccole potrebbero subire un duro colpo.

Di fatto Apple non sta proponendo niente di radicalmente diverso dalle altre realtà del FinTech. La vera preoccupazione sono i dati che il gigante del tech ha già a sua disposizione, grazie alla clientela conquistata negli anni con i prodotti tradizionali. Questo database è sufficiente perchè Apple, prima ancora di iniziare, sia già un passo avanti a tutti rispetto agli altri competitor.

 

 

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