Criptovalute, l'Esma ha misurato la loro elevata decorrelazione

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Alberto Battaglia
17.2.2022
Tempo di lettura: 5'
L'Esma ha riconosciuto come le criptovalute possano recare benefici al portafoglio, data la loro decorrelazione dalle altre asset class

La criptovalute non seguono molto l'andamento di mercato degli altri titoli tradizionali come le azioni, i bond o certe materie prime come l'oro, ha calcolato l'Esma

La principale correlazione emersa è stata fra criptovalute (Btc e Eth) e mercato azionario, rappresentato dall'indice europeo Stoxx 600. “Sorprendentemente, l'Esma non ha considerato la asset class con la quale il settore crypto è più correlato ossia le azioni di aziende hi-tech e dunque l'indice Nasdaq”, ha dichiarato a We Wealth Alessandro Frizzoni, co-fondatore dell'exchange Cryptosmart

Una minoranza crescente dei consulenti finanziari ha iniziato a considerare le criptovalute nella composizione di portafoglio dei propri clienti, mentre la popolarità di questi asset digitali è aumentata a dismisura negli anni segnati dalla pandemia. Fra l'inizio del 2020 e il 17 febbraio 2020 la capitalizzazione di mercato delle criptovalute è decuplicata, avendo raggiunto i 1.926 miliardi di dollari (con un picco oltre 2.970 miliardi nel novembre 2021).



La volatilità di questi prodotti ne ha per lungo tempo scoraggiato l'inserimento in portafoglio, vista la rischiosità della scommessa. Eppure, una loro caratteristica peculiare e potenzialmente interessante, le criptovalute la presentano in un aspetto spesso sottovalutato dai non addetti ai lavori: la decorrelazione dalle altre classi di attività. In parole semplici, le criptovalute non seguono molto l'andamento di mercato degli altri titoli tradizionali come le azioni, i bond o certe materie prime come l'oro. A fornire una valutazione di questo tipo è stata l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma), nel suo ultimo rapporto sui rischi finanziari.
“Nonostante l'alta volatilità, i crypto asset possono portare benefici in termini di diversificazione del portafoglio, data la loro correlazione relativamente bassa con altre classi di attività, anche se questa correlazione ha avuto una tendenza all'aumento dopo la pandemia”, ha scritto l'Esma nel suo report.

L'Autorità ha messo alla prova la decorrelazione delle crypto in un periodo di due anni compreso fra il gennaio 2020 e il dicembre 2021. Contrariamente al tradizionale raffronto fra oro e Bitcoin, la principale correlazione emersa è stata fra criptovalute (Btc e Eth) e mercato azionario, rappresentato dall'indice europeo Stoxx 600. Una correlazione comunque limitata al 29 e 31%, rispettivamente. Molto inferiore il legame con l'oro, più elevato per il Bitcoin (16%), meno per l'Ether (11%).



Alcune settimane fa Bloomberg aveva fatto notare come, in un periodo più ristretto di 40 giorni, la correlazione fra Bitcoin e Nasdaq 100 avesse raggiunto un valore record del 66%.

“Sorprendentemente, l'Esma non ha considerato la asset class con la quale il settore crypto è più correlato ossia le azioni di aziende hi-tech e dunque l'indice Nasdaq”, ha dichiarato a We Wealth Alessandro Frizzoni, co-fondatore dell'exchange Cryptosmart, “il rapporto ha considerato solo l'indice azionario europeo, dove sono presenti in netta maggioranza azioni dei settori tradizionali che hanno scarsa correlazione con il settore tecnologico”.

La scarsa correlazione con l'oro sembra smentire l'idea secondo la quale la limitata offerta disponibile renderebbe il Bitcoin un nuovo bene rifugio. “Una possibile spiegazione del fatto che non vediamo correlazione fra oro e Bitcoin, è che molti investitori stanno sostituendo in portafoglio lo slot dell'oro con il Bitcoin”, ha dichiarato Frizzoni, in assonanza con quanto affermato mesi fa anche dal noto economista Mohamed el-Erian. “Al di là di queste somiglianze, le crypto/digital assets hanno delle caratteristiche assolutamente uniche (sia in termini di rischio che di drivers dei rendimenti) e innovative, possiamo dire che il settore crypto rappresenta la nascita di una nuova asset class a se stante con un importante ruolo per la diversificazione del portafoglio”, ha concluso Frizzoni.

La preferenza per Ethereum


“Anche se il mercato dei crypto asset rimane dominato dal Bitcoin, è in corso uno spostamento della preferenza degli investitori verso l'Ether”, ha proseguito l'Esma, “nel 2021, il market cap dell'Ether è aumentato ad un tasso tre volte superiore a quello del Bitcoin”.

Ad aver guidato questa crescente preferenza verso l'Ether sarebbero alcune caratteristiche della blockchain Ethereum, che si avvia a ridurre le emissioni CO2 tramite il passaggio al Proof of Stake (ne avevamo parlato qui) e “la capacità dei possessori di Eth di guadagnare un reddito passivo attraverso lo staking, che non è disponibile con Btc”, ha scritto l'Esma. “Eth è anche la scelta più popolare per un numero crescente di casi d'uso tangibili, come i contratti intelligenti e la tokenizzazione - mentre Btc è usato principalmente per semplici investimenti o transazioni di pagamento”.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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