In asta a New York un grosso diamante rosa proveniente dalla collezione personale di Maria Antonietta
Se si tratta di gioielli ultra-ordinari, certi nomi della storia non smettono di far notizia nemmeno ai giorni nostri. In questo caso, il nome della regina Maria Antonietta di Francia (1755-1793) si lega a un diamante rosa fancy purple-pink da 10,38 carati in taglio aquilone, reinterpretato in chiave contemporanea dal mitico gioielliere JAR (Joel Arthur Rosenthal), che lo ha incastonato su un anello, sotto a un giglio tempestato di diamanti. La pietra andrà in asta da Christie’s durante la sua Magnificent Jewels del 17 giugno 2025. Secondo gli specialisti, potrebbe incassare fra i 3 e 5 milioni di dollari.

Fu Maria Teresa (1778-1851), figlia della decapitata regina di Francia, a ricevere per prima la gemma, dopo sua madre. In che modo, se la sovrana era prigioniera e spogliata di ogni proprietà?
Storia rocambolesca di come il diamante rosa di Maria Antonietta sia arrivato fino ai giorni nostri
Prima di tentare la Fuga a Varennes, Maria Antonietta consegnò i suoi gioielli più preziosi al suo parrucchiere di fiducia, Léonard Autié. Il piano era di recuperarli una volta che il pericolo fosse passato. La Storia andò in modo diverso, e la regina non recuperò mai le sue gioie. Il diamante passò invece a sua figlia Maria Teresa, che in Austria sposò suo cugino, il Duca di Angoulême. Non avendo avuto figli, la duchessa regalò il diamante rosa di sua madre Maria Antonietta a sua nipote Marie Thérèse de Chambord (1817-1886), che a sua volta lo regalò a sua nipote, la Regina Maria Teresa di Baviera, arciduchessa d’Austria-Este (1849-1919) come regalo di nozze.

E si arriva al 1996, dunque 77 anni dopo, quando il diamante, rimontato su una spilla da cappello, lascia la dinastia (in precedenza era stato incastonato in una tiara). I discendenti della regina Maria Teresa di Baviera ne affidano la vendita a Sotheby’s, in una scatola di velluto impresso con il sigillo imperiale del gioielliere della corte dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria, A. E. Köchert. Per questi motivi, Rahul Kadakia, capo della gioielleria di Christie’s, non ha mancato di dichiarare alla stampa che la pietra «non è solo una meraviglia della natura, ma un testamento vivente alla storia europea».
E oggi, a distanza di quasi trent’anni, il diamante Marie-Thérèse alberga in un gioiello tutto nuovo.
Il diamante rosa di Maria Antonietta viene dalla mitica miniera di Golconda
Al di là della sua provenienza “sociale”, il diamante vanta una provenienza geografica altrettanto nobile. Affiorò infatti «molto probabilmente» nella ormai estinta miniera indiana di Golconda, il sito che per circa duemila anni regalò al mondo pietre leggendarie come il diamante Koh-i-Noor, sottratto dalla Gran Bretagna all’India all’epoca del colonialismo e il Reggente, che pure transitò fra i gioielli di Maria Antonietta (oggi è visibile al Louvre).

Gli altri “Magnificient Jewels” dell’asta di Christie’s a New York
Oltre a JAR, fra i nomi sotto al martelletto ci saranno Belperron, Bulgari, Cartier, Harry Winston, Van Cleef & Arples. Di sapore (quasi) reale anche The Blue Belle, una superba collana di zaffiri e diamanti (stima 8.000.000 – 12.000.000 dollari).

Al suo centro si trova uno straordinario zaffiro scoperto nel 1926 in Sri Lanka (Ratnapura), di 392,52 carati. Acquistato nel 1937 con l’intenzione di essere presentato alla allora Regina Elisabetta (poi Regina Madre) in occasione dell’incoronazione di Re Giorgio VI, il gioiello alla fine non entrò mai nella collezione reale. La casa d’aste fa sapere che ha «attraversato proprietà illustri», per poi riapparire in asta a Ginevra da Sotheby’s nel 2014. Oggi ritorna da Christie’s, si contenderà il centor della scena con il diamante rosa di Maria Teresa. Commenta Rahul Kadakia: «Lo Zaffiro Blue Belle, è una gemma di eccezionale dimensione, colore e purezza. Gli zaffiri di questo calibro sono straordinariamente rari, degno di qualsiasi collezione di livello mondiale».
Tra gli altri lotti degni di nota figurano un magnifico diamante non montato di 66,74 carati, colore D, purezza VVS1 (stima 3.200.000 – 4.200.000 dollari).
I gioielli firmati in asta da Christie’s
Un altro pezzo notevole è un anello con diamante colorato taglio brillante a pera di 17,98 carati, azzurro chiaro, incastonato in platino (stima 1.000.000 – 1.500.000) dalla collezione Important jewels from a distinguished family collection.

La vendita presenta anche diversi importanti gioielli firmati, come una spilla “Panthère” in onice, smeraldo e diamanti di Cartier (stima 250.000 – 350.000 dollari).

Poi, come vogliono le aste di questo periodo, viene offerta una spilla da spalla Art Déco in multi-gemme e diamanti di Cartier (stima 100.000 – 150.000 dollari).

Non mancano gli anelli, come un raro anello con zaffiro e diamanti di Van Cleef & Arpels (stima 400.000 – 600.000 dollari),

e un anello con diamante colorato e zaffiro di Chaumet (stima 500.000 – 700.000 dollari).

Dalla collezione personale di Elsa Schiaparelli
Tra i gioielli con una provenienza eccezionale c’è una collana Plastron in zaffiro stellato e zaffiro di Suzanne Belperron (stima 250.000 – 350.000 dollari), originariamente dalla collezione della stilista italiana naturalizzata francese Elsa Schiaparelli (1890, Roma – 1973. Parigi). Anche di Suzanne Belperron è un altro pezzo già appartenente alla Schiaparelli, il bracciale Torsade in diamanti (stima 100.000 – 150.000 dollari). In questo monile, le sezioni di diamanti e platino si intrecciano per dar vita a un dinamismo scultoreo.

A completare la vendita ci sono diverse importanti collezioni private, ciascuna destinataria di una denominazione di vendita: Color and Ingenuity: The Collection of Lucille Coleman (della filantropa Lucille Coleman); The Jewelry collection of Anne H. Bass (dell’investitrice e collezionista d’arte Anne Hyatt Hendricks Bass) e Magnificent mughal jewels: property from a royal collection (dedicata a un’antica dinastia del subcontinente indiano).

