Deutsche Bank, utile al top dal 2011

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Con utile netto di 1,2 miliardi di euro, Deutsche Bank ha messo a segno l’ottavo mese consecutivo di utile positivo. Bene il private banking

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Deutsche Bank ha annunciato il più alto utile trimestrale e semestrale dal 2011

L’istituto tedesco ha superato le aspettative di consenso degli analisti, che prevedevano un utile di 960,2 milioni di euro

Deustche Bank resiste e convince. Nonostante il contesto negativo di mercato, la banca tedesca ha infatti registrato utili record nei secondi tre mesi del 2022. Nel dettaglio, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso l’utile prima delle imposte è stato in aumento del 33% a 1,5 miliardi, mentre l’utile al netto delle imposte è cresciuto del 46% a 1,2 miliardi. Si tratta dei migliori risultati dal 2011.

Utili al top dal 2011

 

I ricavi netti totali sono saliti del 7% a 6,6 miliardi. A trainare i risultati del gruppo sono state in particolare le divisioni di Corporate Bank e Private Bank, i cui ricavi sono aumenti rispettivamente del 26% e del 7% a 1,6 miliardi di dollari e 2,2 miliardi di dollari.  “Con i migliori profitti semestrali dal 2011, abbiamo dimostrato ancora una volta che siamo in grado di garantire crescita e aumento degli utili in un contesto difficile”, ha dichiarato Christian Sewing, Amministratore delegato. “Siamo particolarmente soddisfatti dei progressi della nostra Corporate Bank e della Private Bank. Grazie alla nostra trasformazione di successo, siamo sulla buona strada per ottenere rendimenti sostenibili ed equilibrati attraverso i nostri quattro solidi core business”.

 

Obiettivi più difficili da raggiungere

 

Deutsche Bank ha tuttavia avvertito che la seconda parte dell’anno potrebbe essere tuttavia più difficile. Il colosso tedesco ha abbandonato l’obiettivo di riduzione dei costi, già rivisto al ribasso, per quest’anno, mettendo in guardia da “prelievi bancari più alti del previsto, inflazione, costi imprevisti legati alla guerra in Ucraina e controversie legali”. Questa combinazione di fattori ha reso irraggiungibile l’obiettivo di ridurre i costi al 70% delle entrate. In termini di ricavi, per l’intero anno è stato confermato l’obiettivo di 26-27 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 25,4 miliardi di euro del 2021, nonostante lo scenario più sfidante. L’azienda ha inoltre avvertito che il suo obiettivo per l’intero anno di generare un rendimento al netto delle imposte sulle attività tangibili di almeno l’8% sarebbe diventato più difficile da raggiungere. Nel secondo trimestre, questo parametro critico di redditività si è attestato al 7,9%, rispetto al 5,5% dell’anno precedente.

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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