La crisi scansa le top company globali: capitalizzazione su del 48%

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A dispetto dello shock pandemico le 100 top company globali volano in Borsa, registrando un incremento della capitalizzazione di mercato del 48%. La classifica di PwC

Indice

Le più grandi aziende al mondo hanno registrato un boom del valore di Borsa del 48%, sfiorando i 32mila miliardi di dollari tra il 31 marzo 2020 e il 31 marzo 2021

Al primo posto della classifica si posiziona Apple (che ha raggiunto la cifra record di 2,4 trilioni di dollari nel mese di gennaio 2021), davanti a Saudi Aramco e Microsoft

Rustem Teregulov di PwC: “Le aspettative su una graduale ripresa dell’economia restano incoraggianti”

Agli albori della crisi pandemica, l’indice Msci World è crollato del 21% mentre la volatilità impennava drasticamente. E le 100 top company a livello globale non ne sono rimaste immuni, con la capitalizzazione di mercato in calo del 15% nel primo trimestre dell’anno. Successivamente, però, i mercati azionari globali non solo hanno recuperato il terreno perduto ma hanno raggiunto livelli record, con la ripresa economica supportata dalle politiche governative e gli interventi delle banche centrali. Un contesto, spiega Pwc nella sua indagine annuale Global top 100, che ha condotto le più grandi aziende al mondo a registrare un boom del valore di Borsa del 48%, sfiorando i 32mila miliardi di dollari tra il 31 marzo 2020 e il 31 marzo 2021.

Apple conquista la corona

“L’eccessiva liquidità insieme al sostegno dei governi dei paesi sviluppati ha causato la crescita dei mercati azionari globali, che a sua volta ha generato un aumento esplosivo del numero di Ipo”, osserva Rustem Teregulov, partner e capital markets leader di PwC, sottolineando come le aspettative su una graduale ripresa dell’economia globale restino “incoraggianti”. Al primo posto della classifica per capitalizzazione di mercato si posiziona Apple (che ha raggiunto la cifra record di 2,4 trilioni di dollari nel mese di gennaio 2021), davanti a Saudi Aramco e Microsoft. China Mobile, invece, è l’unica azienda della Global top 100 a registrare una contrazione (-12%), mentre il valore di Borsa di Tesla vola del 565% da 96 miliardi di dollari a marzo 2020 a 641 miliardi di dollari a marzo 2021. A stretto giro Meituan, il gigante cinese delle consegne a domicilio, che riporta il secondo maggiore aumento della capitalizzazione di mercato in termini relativi con il 221%.

L’analisi per paesi, invece, vede lo scettro nelle mani degli Stati Uniti. Le aziende a stelle e strisce portano a casa complessivamente un incremento della capitalizzazione di mercato del 57% nel periodo analizzato, ben 15 punti percentuali in più rispetto alla Cina e 39 punti percentuali in più rispetto all’Europa. Quest’ultima, in particolare, vede scivolare fuori dalla Global top 100 cinque società, di cui tre nel Regno Unito e due in Francia, compensate da due nuovi ingressi in Germania. Si tratta di Siemens e Volkswagen, che fanno guadagnare al Paese ben cinque posizioni (dal 13° all’8° posto in classifica).

Fa il suo ingresso nel ranking anche l’Australia, grazie al ritorno di Bhp Billiton tra le top company a livello globale. Al secondo e terzo posto per capitalizzazione di mercato dopo gli Stati Uniti ci sono Cina e Arabia Saudita. Da segnalare Saudi Aramco che registra un aumento del 20% del valore di Borsa grazie all’incremento dei prezzi del petrolio proseguito anche nel 2021. Tutte le società con sedi in Svizzera (Nestlé, Roche e Novartis) riportano invece incrementi marginali, con una crescita netta di appena il 3%. Samsung, unico rappresentante della Corea del Sud, registra infine un “più” dell’84% nell’anno.

Il tech vola in Borsa, giù l’energy

Chiude il cerchio il focus sui settori, con “technology” e “consumer discretionary” (i beni e servizi non essenziali, ndr) che raccolgono insieme il 52% della capitalizzazione di mercato delle prime 100 aziende a livello globale (contro il 46% del mese di marzo 2020). Nel dettaglio, le big tech registrano un boom del 71%, guidate da Apple, Microsoft, Alphabet e Facebook. Sul versante opposto i comparti salute, energia e servizi di pubblica utilità.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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