Crisi e mercati: perché il lungo termine resta vincente

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Un uomo in giacca e cravatta è seduto a una scrivania e scrive su un quaderno. Accanto a lui, un pannello verde acqua con il logo AGORÀ e il nome "FRANCESCO MEGNA" in caratteri maiuscoli.

Il conflitto Russia-Ucraina, le tensioni in medio-oriente e la crisi economica rappresentano eventi sconvolgenti a livello globale, che hanno generato forti preoccupazioni sui mercati finanziari che sono andate a sommarsi alle tensioni socio-politiche di queste ultime settimane.

Ma la storia ci ha insegnato che nessuno è in grado di frenare il progresso che negli ultimi decenni si è realizzato attraverso situazioni complicate come la crisi energetica del 73, la guerra del Golfo del 90, gli attacchi alle Torri Gemelle del 2001, la crisi finanziaria  del 2008, la crisi dell’Euro, della Grecia, la Brexit, sino ad arrivare alla pandemia del 2020. Nonostante ciò negli ultimi 60 anni il Pil mondiale, scorporato dall’inflazione, è passato da poco più di 10.000 miliardi a quasi 87.000.

L’analisi che ne deriva è che l’Economia, associata al progresso, si adegua ad ogni tipo di contesto; e i mercati azionari, che rappresentano l’economia reale, sono lo strumento più idoneo per generare ricchezza: a qualsiasi prezzo si cavalchino i mercati mondiali (diversificando gli asset), rimanendo investiti il tempo stabilito si otterranno immancabilmente risultati positivi.

Gli avvenimenti recenti dimostrano quanto siano rischiose le vendite causate dall’ansia. Oltre al desiderio di vendere per paura esiste il rischio dell’illusione di abilità, il tentativo di “giocare” il mercato nella sicurezza di saper cogliere il momento opportuno in cui acquistare o vendere.

La storia ci insegna che il lungo termine premia e le serie degli indici mostrano con analoga evidenza che azzardare di saperla più lunga è pericoloso e rischia di danneggiare decisamente il risultato finale. Un esempio: tra il 1993 e il 2013, diecimila dollari investiti nell’indice sarebbero diventati quasi sessantamila. Se si togliessero da quei vent’anni i dieci giorni migliori, il risultato si dimezzerebbe; togliendo gli altri migliori quaranta giorni il guadagno si trasformerebbe nella perdita di quasi mille dollari.

La riflessione che ne consegue consiste nel reputare ogni calo repentino dei mercati come un’eccezionale opportunità di realizzare ottimi risultati nel futuro. La volatilità rappresenta il primario artefice del successo dei nostri investimenti in termini di performance. Prendendo in esame le principali crisi finanziarie degli ultimi 60 anni, dalla guerra del Vietnam alla crisi energetica del 1973, il crollo di Wall Street nel 1987, la Guerra del Golfo (1990), l’attentato alle Torri Gemelle e la crisi dei debiti sovrani possiamo dedurre che, investendo in situazioni parallele a quella di adesso, i risultati nei periodi futuri si sono rivelati ottimi: + 14% dopo dodici mesi; + 20% dopo 24 mesi; + 28% dopo 36 mesi; + 55% dopo 60 mesi e + 160% dopo 120 mesi.

La regola migliore da seguire? La strategia vincente è quella che si era già deciso di seguire a prescindere dall’andamento dei mercati. La pianificazione, se appropriata, rappresenta l’unico fattore in grado di generare valore nel tempo in un contesto di mercato così anomalo. 

Domande frequenti su Crisi e mercati: perché il lungo termine resta vincente

Quali eventi globali recenti hanno generato preoccupazioni sui mercati finanziari?

Il conflitto Russia-Ucraina, le tensioni in Medio Oriente e la crisi economica sono gli eventi globali che hanno causato forti preoccupazioni sui mercati finanziari. Queste preoccupazioni si sono aggiunte alle tensioni socio-politiche delle ultime settimane.

Cosa insegna la storia riguardo alle crisi e al progresso dei mercati finanziari?

La storia dimostra che, nonostante situazioni complicate, il progresso nei mercati finanziari non può essere fermato. Eventi passati come la crisi energetica del '73 e la guerra del Golfo del '90 ne sono un esempio.

In che modo le crisi globali influenzano i mercati finanziari secondo l'articolo?

Le crisi globali, come il conflitto in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente, generano forti preoccupazioni sui mercati finanziari. Queste preoccupazioni si sommano alle tensioni socio-politiche esistenti, creando un clima di incertezza.

Qual è il messaggio principale dell'articolo riguardo all'investimento a lungo termine in periodi di crisi?

Il messaggio centrale è che il lungo termine rimane vincente anche di fronte a crisi globali e tensioni socio-politiche. La storia suggerisce che il progresso dei mercati finanziari è resiliente a questi eventi.

Quali sono alcuni esempi storici di crisi che non hanno fermato il progresso dei mercati finanziari?

L'articolo cita la crisi energetica del 1973 e la guerra del Golfo del 1990 come esempi di situazioni complicate attraverso cui si è realizzato progresso. Questi eventi dimostrano la capacità dei mercati di superare le avversità.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Un uomo in giacca e cravatta è seduto a una scrivania bianca, con una penna in mano e un quaderno su cui scrivere. Sullo sfondo ci sono vasi decorativi, una pianta e una parete decorata.

di Francesco Megna

“IL FUTURO APPARTIENE A COLORO CHE CREDONO ALLA BELLEZZA DEI PROPRI SOGNI” – E. ROOSVELT

Bancario da oltre 30 anni. Per vent’ anni Direttore di Filiale, attualmente Responsabile Commerciale di Hub: mi occupo di coordinare l’attività commerciale dei Gestori Privati e Business con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi commerciali assegnati.

I suoi hobby principali sono: running, scrivere e la lettura.

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