Assicurazioni, McKinsey: perché fare utili è diventato complicato

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Alberto Battaglia
17.2.2022
Tempo di lettura: 5'
Metà delle assicurazioni globali sono scambiate al di sotto del book value; per McKinsey è segno di una serie di difficoltà acuite dal covid

I profitti globali del settore non hanno ancora recuperato i livelli pre-covid nel 2021. A tenere sotto pressione la generazione di utili, secondo McKinsey, ci sono la concorrenza delle insurtech, l'incrementata trasparenza su costi e termini contrattuali

Nonostante gli sforzi del canale bancario nella distribuzione di prodotti assicurativi, McKinsey non ritiene che sia questo canale il canale che più ha guadagnato terreno fra il 2015 e il 2020

Tre fattori strutturali sfidano la crescita del settore, secondo quanto si legge in un nuovo rapporto pubblicato dalla società di consulenza McKinsey. Buona parte di questi trend erano già in atto prima della pandemia.

  • “I persistenti bassi tassi d'interesse, che mettono sotto pressione le attività basate sugli spread come le assicurazioni sulla vita;

  • le pressioni sui prezzi determinate dalla trasparenza sulle tariffe”, potenziate, in Europa, dalla Idd;

  • le sfide poste “dagli aggressori digitali e dalle alternative low cost - pressioni che in alcuni mercati sono aggravate dai siti web di confronto dei prezzi; con una domanda organica che cresce lentamente nei mercati maturi”.


E' innegabile come la maggiore trasparenza su contratti e costi riducano le aree d'ombra a tutto beneficio dei consumatori - e a discapito delle compagnie. Secondo McKinsey la pressione sui prezzi “è particolarmente preoccupante, perché la crescita nelle economie sviluppate proviene principalmente” da questa voce piuttosto che dai volumi o dai nuovi rischi coperti”. Ciò “evidenzia il rischio che il settore possa perdere rilevanza nel tempo”, ha scritto la società di consulenza.

Assicurazioni: la fotografia globale


A livello globale la raccolta dei premi nei vari rami assicurativi ha ripreso ritmo nel 2021, dopo il rallentamento osservato nel primo anno del covid. Nell'area Emea, che comprende anche l'Europa, i premi hanno superato i livelli del 2019, dopo la battuta d'arresto osservata nel 2020 per il ramo danni.



I profitti globali del settore, però, non hanno ancora recuperato i livelli pre-covid – anche se il dato cambia se si restringe lo sguardo al solo ramo danni. Nella sola area Emea, poi, le cose sono andate meglio: gli utili sono stati pari a 126 miliardi di dollari nel 2021, contro i 121 miliardi del 2019 e i 114 miliardi del 2020. Più in difficoltà, invece, è l'area Asia-pacifico le cui assicurazioni hanno prodotto utili, nel 2021, ancora inferiori del 10% circa rispetto al pre-covid.



Fra le conseguenze che il covid-19 ha avuto sul comparto assicurativo McKinsey ha notato un allargamento della dicotomia fra “vincitori e perdenti”. Gli ultimi due anni hanno “rafforzato il fenomeno delle superstar la crescente crescente concentrazione di successo economico - che abbiamo osservato non solo tra aziende ma anche nelle città, nei settori economici come le assicurazioni, e altri aspetti dell'economia dell'economia globale”, ha scritto la società di consulenza. “Il settore assicurativo non è sfuggito questa tendenza, passando dall'essere un settore che crea moderatamente valore a uno che lo distrugge”, infatti, ha proseguito la società, “la metà degli assicuratori a livello globale non sta realizzando profitti pari al costo del capitale e la metà delle società viene scambiata al di sotto del valore contabile (book value)”.

Più valore agli intermediari assicurativi


Nonostante gli sforzi del canale bancario nella distribuzione di prodotti assicurativi, McKinsey non ritiene che sia questo canale il canale che più ha guadagnato terreno fra il 2015 e il 2020. In tutte le tre macroaree prese in esame, Americhe, Emea, e Asia-pacifico, il bancassurance ha perso quote nella distribuzione lorda dei premi. Il trasferimento di valore, piuttosto, starebbe favorendo gli intermediari assicurativi (“sono i chiari vincitori”).



“Negli ultimi cinque-dieci anni, i broker sono emersi come i chiari vincitori del settore, con gli investitori pubblici e privati che hanno riconosciuto la loro posizione di forza nella catena del valore delle assicurazioni”, ha scritto Mckinsey.

“Poiché gli assicuratori non controllano i loro canali di distribuzione con la stessa vicinanza di altri settori finanziari, potrebbero correre un rischio ancora maggiore di diventare puri fornitori di bilancio, mentre gli intermediari mantengono un modello di relazione con il cliente. Il passaggio al digitale è forse l'ultima possibilità per gli assicuratori di riprendere il sopravvento in questa lotta per il cliente".

Fra i consigli operativi di McKinsey per il settore assicurativo non mancano una maggiore attenzione agli aspetti legati alla sostenibilità degli investimenti, al miglioramento della produttività intervenendo anche sul fronte di costi, e all'innovazione dei modelli di business in una società sempre più digitale.

Infine, il ruolo dell'insurtech: “gli investitori private hanno individuato la prospettiva non troppo lontana di rendimenti interessanti nelle assicurazioni, investendo massicciamente nelle insurtech”, ha scritto McKinsey. Le assicurazioni, come in alcuni casi sta già avvenendo, dovrebbero cercare un maggior coinvolgimento con le nascenti insurtech in aree come mobilità e salute”.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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