Riforma del fisco: quali novità sono in arrivo?

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Nicola Dimitri
6.4.2022
Tempo di lettura: 3'
Dalla flat tax, all'Irap, al ritorno del cashback fiscale. Sono numerosi gli emendamenti che incidono sulla riforma del fisco

Tra le altre cose, la nuova riforma accelera sul fronte del digitale, dando la possibilità ai contribuenti di pagare telematicamente i tributi

Immutati, tuttavia, rimangono i piani di riforma del catasto prevista per il 2026

L'approvazione della legge delega per la riforma del Fisco, dello scorso ottobre, non ha interrotto i lavori del parlamento che, a partire dall'intervento della commissione Finanze della Camera, ha già introdotto alcuni importanti emendamenti.
Le principali modifiche che incidono sul precedente testo programmatico della riforma fiscale 2022, su cui si aspetta il vaglio del Senato per il prossimo 19 aprile, riguardano il cashback fiscale, la revisione delle aliquote Irpef, il regime della flat tax e l'Irap. Nonché interventi volti a rendere sempre più digitale il fisco.
Più nel dettaglio, la delega fiscale sembra introdurre nuovamente il cashback, articolato sotto forma di rimborsi erogati in tempi più ristretti (non in sede di dichiarazione dei redditi) tramite piattaforme telematiche, quali l'app Io. È messo altresì in evidenza che una corsia preferenziale sarà dedicata alle detrazioni relative a spese sociosanitarie.

Con riferimento alla flat tax, si apprende che questa rimane confermata per le partite Iva che non superano la fascia reddituale di 65 mila euro lordi annui. Allo stesso tempo, ai contribuenti che superano la soglia di reddito (entro gli 80.000 euro) è riconosciuta la possibilità di scegliere in via alternativa se passare al regime di tassazione progressivo Irpef o rimanere per due anni in un regime agevolato transitorio, con l'applicazione di un'aliquota forfettaria già definita easy tax (che verrà individuata nei prossimi decreti attuativi, ma apparentemente potrebbe essere al 20%).

Inoltre, una parte del gettito ricavato dalla flat tax potrebbe essere destinato, in funzione della residenza del contribuente, a Comuni e Regioni.

Infine, sempre a favore di imprenditori e autonomi, si prevede l'introduzione di un meccanismo idoneo a redistribuire il carico fiscale, attraverso la mensilizzazione di acconti e saldi.

Sul fronte Irpef, perseguendo la volontà di ridurre le aliquote per i redditi di fascia medio-bassa, si propone la riduzione (se non addirittura l'eliminazione) del terzo scaglione reddituale, ampliando altresì la no tax area per i redditi più bassi.
Per quanto concerne il catasto, non paiono profilarsi all'orizzonte particolari cambiamenti. Tuttalpiù, si attendono i criteri e principi che permetteranno di realizzare gli obiettivi del fisco, vale a dire ottimizzare il lavoro dell'Agenzia delle entrate e degli enti locali per classificare, mappare, e localizzare gli immobili facendo emergere le strutture fantasma o irregolari, nonché adeguare il valore degli immobili a quello di mercato.

Con riferimento all'Irap, è confermato l'interesse a procedere verso un superamento, in particolare per società di persone, studi associati e società tra professionisti.

Si riconferma, infine, l'impegno a rendere il fisco più vicino al contribuente attraverso un percorso di digitalizzazione. La riforma permetterà al contribuente di pagare i tributi telematicamente e, a quanto pare, introdurrà il divieto all'amministrazione di richiedere al contribuente documenti di cui, anche presso altri uffici, è già in possesso; come quelli resi disponibili, ad esempio, dalla fatturazione elettronica e dalla trasmissione telematica dei corrispettivi.



Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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