Imprenditori, investitori e rentier: ecco i tre volti dell'eredità

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
2.8.2021
Tempo di lettura: 3'
A seconda di come investono l'eredità ricevuta, si possono riconoscere tre diversi tipi di eredi: imprenditori, investitori e rentier. Ne parla a We Wealth Davide Davico
“Come investono gli eredi?” si chiedono i gossipari della finanza. A una domanda così generica una risposta puntuale non esiste: questione di “gusti”, storia ed eredità. Tuttavia, è possibile delineare i tratti fisionomici di tre diversi tipi di eredi: gli eredi imprenditori che in continuità con la generazione precedente portano avanti l'attività di famiglia; gli eredi investitori che, animati da uno spirito imprenditoriali, cercano di reinventarsi; e gli ereditieri - o eredi rentier - il cui unico obiettivo è preservare il proprio patrimonio. A fare il punto per We Wealth è Davide Davico, direttore di Simon Fiduciaria, Gruppo Ersel.
Eredi imprenditori: è la categoria più frequente tra chi invece di conti in banca a moltissime cifre si ritrova a dover gestire un'impresa. O meglio a volere gestire l'impresa che i propri genitori, nonni o bisnonni hanno fondato (anche per loro). In questo caso, gli eredi generalmente non hanno dubbi su come investire la liquidità ereditata: una parte la utilizzano per gestire il passaggio successorio e liquidare eventuali fratelli - che per circostanza o carattere rispondono a un altro identikit di eredi - mentre l'altra la investono nell'impresa in nuovi progetti. In generale, si osserva piena continuità rispetto alla generazione precedente nella gestione dell'impresa. Il loro obiettivo è quello di far fruttare al massimo i propri talenti. Il patrimonio non è qualcosa da conservare, ma qualcosa su cui costruire.
Eredi investitori: a questa voce rispondono gli eredi di famiglie che, per mancanza di interesse alla prosecuzione dell'attività imprenditoriale in vista del passaggio generazionale o a fronte di offerte importanti, hanno liquidato l'azienda di famiglia prima dell'evento successorio. Liquidità, immobili e dna imprenditoriale è quel che rimane in mano loro. Come gli eredi imprenditori a caratterizzare questa tipologia di “rampolli” è infatti l'atteggiamento proattivo alla gestione del proprio patrimonio. Quando entrano in possesso della liquidità dei padri questi cercano di reinventarsi, interessandosi alla possibilità di essere di nuovo imprenditori. Individuano nell'economia reale occasioni d'investimento e ci entrano o a livello marginale – tramite venture capital – o centrale – tramite cordate d'investimento che acquisiscono il target. In generale si tratta di investimenti che hanno una logica di lungo termine, richiedono disponibilità nel tempo a mettere liquidità, e dunque anche un certo grado di dna imprenditoriale. A livello settoriale, oltre al tema innovativo, si è osservato negli ultimi anni un forte interesse per club deal immobiliari che hanno ad oggetto grossi interventi di riqualificazione di terreni in ottica hotelière di lusso e ristorazione.

Eredi rentier: sono i veri e propri ereditieri, individui che si sono ritrovati un patrimonio che consente loro di vivere di rendita, rendita generata da attività liquide, strumenti finanziari e immobili in affitto. Spesso si tratta di persone disinteressate, o comunque prive delle competenze necessarie, in tema di affari e di gestione del patrimonio. In questi casi centrale la figura del banker o quella del family office - nel caso di patrimoni considerevoli - che li aiuta e implementare una strategia di investimento. Di loro gli eredi rentier assumono un assetto molto cauto nel gestire il patrimonio ereditato, prediligendo investimenti finanziari non troppo sbilanciati sul rischio. In altre parole non ricercano un rendimento elevato, ma piuttosto la stabilità del patrimonio. A livello di asset class, gli ereditieri investono molto sull'immobiliare residenziale di pregio in località ambite, cercando di far combaciare l'ozio al negozio. Quando capita, capita anche a loro di investire in start-up, ma a differenza degli eredi investitori, lo fanno in maniera marginale e poco coinvolta “quasi come gioco”.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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