Crisi Ucraina: il conflitto si estende anche sul fronte fiscale

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Nicola Dimitri
29.3.2022
Tempo di lettura: 3'
Il Regno Unito ha sospeso tutti gli scambi di informazioni fiscali con Russia e Bielorussia come conseguenza del conflitto in corso

L’ambito fiscale, in un mondo globalizzato, non ha una rilevanza esclusivamente domestica. Al contrario, permette di incedere anche sull’economia di altri Stati

La Russia è tagliata fuori dai principali accordi sullo scambio di informazioni fiscali con il Regno Unito

La guerra in corso segue molte strade: quella più atroce, prettamente militare, caratterizzata da un'invasione armata del territorio ucraino e da tutte le conseguenze umanitarie e sociali che ne derivano; quella economica, innescata dalle risposte sanzionatorie dell'Ue, degli Usa e del Regno Unito; e, ancora, quella commerciale, con la sospensione degli scambi da e verso la Russia.
Ebbene, a pochi giorni dalla notizia secondo cui Putin avrebbe inserito nella sua lista nera il premier britannico Boris Jhonson, il Regno Unito ha annunciato che sospenderà lo scambio e la condivisione di informazioni fiscali con Russia e Bielorussia.
Siffatta misura, che si inserisce certamente nel novero delle sanzioni di natura economica adottate contro il Cremlino, si differenzia dalle altre per la sua connotazione prettamente fiscale.

Il Regno Unito, fino alla scelta di sospendere ogni rapporto con la Russia, scambiava informazioni fiscali con la Federazione in forza della Convenzione sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale “Mutual Administrative Assistance in Tax Matters”, ai sensi degli accordi bilaterali sulla doppia imposizione.

L'obiettivo del governo britannico, ora, non è più di costruire rapporti ma, al contrario, di interromperli eliminando ogni forma di contatto con la Russia e riducendo al minimo lo scambio di informazioni potenzialmente sensibili o idonee a permettere agli oligarchi e all'élite vicina al Cremlino di raggiungere benefici fiscali attraverso il Regno Unito.

La sospensione dello scambio di informazioni fiscali significa che la Russia non riceverà più informazioni in base a nessuno degli accordi di scambio di informazioni con il Regno Unito attraverso i meccanismi definiti “Exchange of Information on Request”, “Common Reporting Standard” o il “Country-by-country Reporting”.

La misura di sospendere ogni scambio di informazione con la Russia si estende anche all'isola di Man, giurisdizione riconosciuta come paradiso fiscale e dipendente dal Regno Unito.

Questa scelta, pertanto, si inscrive nel solco di quelle strategie adottate dalla comunità internazionale per escludere la Russia da qualsivoglia meccanismo di condivisione e interazione e si aggiunge all'introduzione del divieto di esportazione in Russia di beni di lusso di fascia alta, all'imposizione di congelamenti dei beni e divieti di viaggio ai principali oligarchi.
Queste nuove misure economiche dimostrano come il sistema fiscale possa essere utilizzato come parte della risposta all'invasione russa dell'Ucraina, contribuendo sia ad aggiungere ulteriore pressione economica al governo di Putin sia a fornire un sostegno pratico al popolo ucraino.

Il sistema di scambio di informazioni fiscali è un sistema multilaterale che prevede la collaborazione sui rischi di compliance fiscale attraverso lo scambio di informazioni. Il Regno Unito ha, quindi, insieme ad altri partner internazionali, deciso di non rendere più partecipe la Russia di quel reticolo di informazioni pensato per contrastare l'evasione fiscale e il trasferimento di profitti verso paradisi fiscali.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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