Quando il rendimento dei BTP aumenta, gli italiani, di solito, rispondono. E per il Tesoro il canale di collocamento retail potrebbe diventare ancora più strategico nel 2027, se la recente impennata dei rendimenti dovesse reggere. Dall’inizio dell’anno il rendimento del BTP decennale è salito di oltre un punto percentuale, fino all’attuale 4,57%. Un cambiamento enorme, per gli standard del mercato obbligazionario, che potrebbe stimolare gli italiani a guardare un po’ meno ai mercati azionari e a rifugiarsi nella sicurezza (quantomeno percepita) dei titoli di Stato di casa.
Secondo un’analisi della banca spagnola BBVA, gli afflussi netti dei risparmiatori al dettaglio verso i titoli di Stato italiani ammonteranno a 40 miliardi di euro nel 2027, contro la precedente stima di 20 miliardi. Un raddoppio che si inserisce nella tendenza di progressivo ritorno dei BTP nei portafogli delle famiglie.
BTP: perché gli italiani potrebbero comprarne ancora di più
“Date le attuali condizioni di mercato, e supponendo che nel 2027 i rendimenti rimangano strutturalmente superiori alla media del triennio 2024-2026, abbiamo rivisto al rialzo le nostre aspettative sugli afflussi netti degli investitori retail”, si legge nel rapporto del 12 ottobre European Periphery Weekly, firmato dagli strategist Filippo Mormando e Pablo Zaragoza. “Contrariamente alle nostre previsioni iniziali di inizio anno, ci aspettiamo ora afflussi netti positivi dagli investitori retail per circa 40 miliardi di euro nel 2027, rispetto alla precedente stima di circa 20 miliardi”.
“Questa valutazione”, aggiungono gli autori, “è coerente con i dati pubblicati dalla Banca d’Italia, che indicano un probabile aumento degli afflussi netti dagli investitori retail nel 2026 rispetto al 2025: 20 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno, contro i 26 miliardi registrati nell’intero 2025”.
Si tratta di un prepotente ritorno di fiamma dei BTP People, già evidente nel primo semestre, ancora prima dell’impennata dei rendimenti di fine estate. E, secondo BBVA, l’interesse dei risparmiatori italiani potrebbe continuare a rafforzarsi, a condizione che i rendimenti rimangano sufficientemente elevati.
Una prima cartina al tornasole arriverà già questo mese con la nuova doppia emissione del BTP Valore e del BTP Valore Insieme, prevista dal 19 al 23 ottobre. Due titoli quinquennali che si differenziano soprattutto per le modalità di pagamento degli interessi: cedole trimestrali crescenti per il primo, cedola unica alla scadenza per il secondo.
Il collocamento, scrive BBVA, offrirà “un’ulteriore indicazione sulla potenziale forza della domanda dei risparmiatori”.
Tassi alti anche nel 2027? Le nuove previsioni dagli Usa
Nel frattempo, un nuovo sondaggio tra gli economisti condotto dal Wall Street Journal sembra confermare che i rendimenti obbligazionari resteranno elevati per un periodo prolungato.
I 71 analisti che hanno presentato le proprie previsioni nell’indagine condotta tra il 2 e il 7 ottobre si aspettano ora che il rendimento del Treasury decennale chiuda il 2026 al 5,1%, contro il 4,4% previsto nella precedente rilevazione di luglio. Il rendimento è atteso ancora al 4,96% a metà 2027, per poi scendere al 4,78% alla fine del prossimo anno. Previsioni sensibilmente superiori al 4,3% e al 4,26% indicati nelle rilevazioni di luglio.
I rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi influenzano a cascata non soltanto l’economia americana, ma anche il mercato obbligazionario globale, trattandosi di uno dei principali riferimenti per la remunerazione del capitale privo di rischio di credito in dollari. Quando i Treasury offrono rendimenti più elevati, anche gli altri emittenti possono essere chiamati a offrire una remunerazione maggiore per attirare gli investitori.
Dietro la revisione delle aspettative non c’è soltanto l’inflazione. Secondo gli economisti interpellati dal Wall Street Journal, pesano anche il miglioramento delle prospettive di crescita, l’aumento dell’indebitamento pubblico americano e la crescente domanda di capitali, alimentata fra l’altro dagli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
“Si è verificato un cambiamento radicale nei fondamentali che stanno alla base del mercato obbligazionario e dell’economia”, ha dichiarato Allen Sinai, presidente della società di consulenza Decision Economics.
Secondo Sinai, il rendimento del Treasury decennale potrebbe arrivare a sfiorare il 6% nel 2027 e rimanere sopra il 5% per il resto del decennio. Anche Carl Tannenbaum, capo economista di Northern Trust, prevede rendimenti intorno al 5,2% fino al 2028, prima di una discesa al 5% entro la fine del 2029.
Il dato forse più significativo è che queste nuove previsioni sui tassi non sono accompagnate da revisioni altrettanto marcate delle aspettative d’inflazione o di crescita economica. Il mercato obbligazionario potrebbe dunque dover convivere con rendimenti più elevati anche in assenza di un’accelerazione duratura dell’inflazione. Una prospettiva impegnativa per gli Stati che devono rifinanziare il proprio debito, ma potenzialmente interessante per i risparmiatori alla ricerca di rendimenti.
BTP, perché il Tesoro potrebbe aver bisogno di meno investitori istituzionali
Secondo gli strategist della banca spagnola, il prossimo anno le emissioni nette di titoli di Stato a medio-lungo termine dovrebbero collocarsi tra 90 e 95 miliardi di euro, contro i 94-104 miliardi stimati per il 2026. In termini lordi, le emissioni dovrebbero scendere a 337-342 miliardi, dai 350-360 miliardi di quest’anno. A rendere più favorevole il quadro contribuirebbe inoltre una riduzione dell’impatto del quantitative tightening della BCE. BBVA stima che i rimborsi dei titoli italiani ancora detenuti nel portafoglio dell’Eurosistema scenderanno a 57-59 miliardi nel 2027, rispetto ai 70-75 miliardi del 2026 e ai 77 miliardi del 2025. Questo significa che il mercato dovrà compensare un volume inferiore di titoli non più reinvestiti dalla banca centrale, con una riduzione della pressione stimata tra 15 e 20 miliardi rispetto alla media degli ultimi due anni.
Mettendo insieme la minore necessità di emissioni, il rallentamento del quantitative tightening e il rafforzamento degli acquisti retail, BBVA prevede che il fabbisogno netto di finanziamento da parte degli investitori istituzionali scenderà a circa 110 miliardi nel 2027, rispetto ai 142 miliardi stimati per il 2026. Una riduzione di 32 miliardi, pari a quasi il 23%. Meno banche assicurazioni e più acquirenti di Btp al dettaglio: probabilmente sentiremo parlare di Btp Valore anche nel 2027.

