Bond, con rendimenti così le azioni per quanto reggeranno?

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Uomo in giacca e cravatta guarda smartphone, con grafici finanziari sovrapposti.

Il Treasury decennale ai massimi dal 2007 mentre la curva dei rendimenti torna ad appiattirsi. Finora la crescita degli utili ha protetto Wall Street dal caro-tassi, ma una stretta monetaria più lunga potrebbe frenare economia e profitti. Intanto, secondo BlackRock, sull’obbligazionario si apre una “opportunità generazionale” di reddito.

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Sul mercato obbligazionario è stata un’altra giornata vissuta pericolosamente: lunedì il Treasury a dieci anni ha toccato un picco del 5,24%, ai massimi dal 2007, mentre il Btp decennale ha sfiorato un rendimento del 4,6%. Ancora una volta, la nuova fiammata dei rendimenti è andata di pari passo con quella dei prezzi del petrolio: il Brent ha toccato quota 108 dollari al barile, in rialzo del 4%, prima di rientrare in area 106 dollari.

Wall Street, questa volta, non è rimasta immune agli scossoni dei bond: il Nasdaq 100 ha perso circa un punto e mezzo nelle prime ore di seduta, mentre l’S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,8%.

L’aumento dei rendimenti obbligazionari, con il Treasury decennale che paga oltre un punto percentuale in più rispetto a inizio anno, finora non aveva preoccupato più di tanto le quotazioni azionarie: l’aumento dei profitti attesi aveva infatti contribuito a moderare le valutazioni. Ma il mercato potrebbe iniziare a riconsiderare l’andamento futuro degli utili se la stretta monetaria attesa dalla Federal Reserve finirà con il frenare la crescita economica. Al momento, il mercato prezza quattro ulteriori rialzi da 25 punti base da qui a giugno 2027.

La curva dei Treasury torna a mandare un segnale sulla crescita

A segnalare come la crescita economica potrebbe diventare il nuovo punto di attenzione per le azioni è anche l’inclinazione della curva dei rendimenti, cioè il premio offerto dalle obbligazioni a lunga scadenza rispetto a quelle più brevi. Negli Stati Uniti la differenza tra il rendimento del Treasury decennale e quello a due anni si è ridotta fino a 17 punti base, ai minimi da inizio 2025.

Quando il mercato inizia a prezzare un deciso rallentamento o una futura recessione, la curva può arrivare a invertirsi: i titoli a breve termine rendono più di quelli a lunga scadenza, perché questi ultimi incorporano l’aspettativa che in futuro la banca centrale sia costretta a ridurre i tassi per sostenere l’economia.

Secondo Tony Pasquariello, global head of hedge fund coverage di Goldman Sachs, è proprio il mercato obbligazionario “il principale pericolo, chiaro e immediato, per il mercato azionario”. Il nuovo rialzo dei rendimenti, ha osservato, sta già tornando a esercitare pressione sulle quotazioni. Rendimenti e tassi più elevati impongono inoltre costi di rifinanziamento più onerosi alle imprese, con il rischio di frenare gli utili futuri.

Bond, BlackRock vede una “opportunità generazionale”

Per gli investitori, uno scenario in cui l’economia paga il prezzo di rendimenti persistentemente elevati potrebbe però aprire anche alcune opportunità tattiche. Una di queste consiste nel guardare con maggiore interesse alle obbligazioni, che oggi possono offrire rendimenti reali positivi e consentire di bloccare per diversi anni livelli di remunerazione elevati.

“Potrebbe esserci un’opportunità particolarmente interessante per bloccare livelli di rendimento molto attraenti”, afferma a Cnbc Steve Laipply, global co-head degli ETF obbligazionari iShares di BlackRock. “Noi la definiamo un’opportunità generazionale sul fronte del reddito”.

Per cogliere questa opportunità bisognerebbe però alleggerire la componente azionaria del portafoglio, che rischia di soffrire in caso di rallentamento economico indotto dai tassi in rialzo? Per il momento gli analisti non si spingono fino a suggerire di abbandonare le azioni, anche perché i profitti societari potrebbero avere ancora spazio per crescere prima che, eventualmente, il ciclo inizi a invertire la rotta.

Treasury oltre il 5%: quanto possono reggere le azioni?

“Se i rendimenti dovessero continuare a crescere alla velocità osservata questa settimana, ciò eserciterebbe inevitabilmente una pressione sugli utili aziendali. Di conseguenza, la velocità di variazione dei rendimenti sarà determinante per capire con quanta fluidità i mercati assorbiranno l’aumento dei costi di finanziamento; non è detto che sia il livello assoluto dei rendimenti a rappresentare il punto critico”, ha dichiarato Ipek Ozkardeskaya, analista senior di Swissquote.

Uno sguardo alla storia mostra del resto come la reazione dell’azionario non sia stata sempre la stessa quando il Treasury decennale si è avvicinato o ha superato la soglia del 5%. Nell’ottobre 2023, l’ultima volta in cui il rendimento era arrivato vicino a quel livello, l’S&P 500 stava attraversando una correzione di circa il 10%.

“Questa volta, invece, il titolo a 10 anni ha superato la stessa soglia mentre l’S&P 500 si mantiene vicino ai massimi storici, registrando una crescita a doppia cifra dall’inizio dell’anno. A parità di altre condizioni, una differenza significativa è che l’aumento dei rendimenti è stato più ordinato e ha coinciso con una crescita degli utili eccezionalmente solida”, osserva Ozkardeskaya.

Anche il 2007 offre un precedente interessante. “Il rendimento del titolo a 10 anni superò il 5% mentre i mercati azionari continuavano a salire nella prima metà dell’anno, sostenuti dalla robustezza degli utili e della crescita economica dell’epoca. È stato solo in un secondo momento, con il deterioramento delle condizioni del credito e l’aggravarsi della crisi dei mutui subprime, che lo scenario azionario è inevitabilmente cambiato”.

Nel 2022-23 un brusco aumento dei tassi da parte delle banche centrali non provocò la recessione che gran parte del consenso degli economisti aveva messo in conto. Oggi, al contrario, solo una quota molto ridotta dei gestori globali si aspetta un “hard landing” dell’economia nei prossimi 12 mesi. Non occorre però arrivare a una vera recessione perché lo scenario cambi: con rendimenti già così elevati e una Fed ancora orientata alla stretta, è aumentato il rischio che una crescita semplicemente più debole delle attese tolga agli utili quella capacità di compensare il caro-tassi che finora ha protetto i listini azionari.

Domande frequenti su Bond, con rendimenti così le azioni per quanto reggeranno?

Qual è stato il rendimento del Treasury a dieci anni e quando ha raggiunto questo picco?

Il Treasury a dieci anni ha toccato un picco del 5,24%, raggiungendo i massimi dal 2007. Questa fiammata dei rendimenti è avvenuta in concomitanza con l'aumento dei prezzi del petrolio.

Qual è la relazione tra i rendimenti dei Treasury e i prezzi del petrolio menzionata nell'articolo?

L'articolo indica che la nuova fiammata dei rendimenti dei Treasury è andata di pari passo con quella dei prezzi del petrolio. Il Brent ha toccato quota 108 dollari al barile, in rialzo del 4%, prima di rientrare in area 106 dollari.

Qual è stato il rendimento del Btp decennale menzionato nell'articolo?

Il Btp decennale ha sfiorato un rendimento del 4,6%. Questo dato si inserisce nel contesto di una giornata vissuta pericolosamente sul mercato obbligazionario.

Come ha reagito Wall Street all'andamento dei mercati obbligazionario e petrolifero?

Wall Street, questa volta, non è rimasta immune agli scossoni. L'aumento dei rendimenti dei Treasury e dei prezzi del petrolio ha avuto un impatto anche sui mercati azionari americani.

Quale opportunità di investimento viene suggerita da BlackRock in relazione ai rendimenti dei bond?

BlackRock vede una 'opportunità generazionale' nel contesto attuale dei rendimenti obbligazionari. Questo suggerisce che i livelli attuali dei rendimenti potrebbero presentare condizioni favorevoli per gli investitori.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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