Btp: ecco la nuova emissione di marzo 2026

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Il Mef ha annunciato la riapertura di tre aste di Btp, per un controvalore in asta da 6 miliardi. Ecco le caratteristiche.

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Il ministero dell’Economia ha annuciato la riapertura in asta di tre Btp con scadenze comprese fra il 2029 e il 2038. Complessivamente i titoli potranno raccogliere fino a 6 miliardi di euro.

Per prenotare l’acquisto c’è tempo fino all’11 marzo; è possibile fare riferimento agli sportelli bancari e postali, oppure attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzionalità di trading.

Di seguito le caratteristiche dei titoli:

Tipologia titoloBTP 3 AnniBTP 7 AnniBTP 15 Anni
Vita residuain corso di emin corso di em12 anni
Codice ISINIT0005689960IT0005689994IT0005496770 (*)
Tranche17ª
Emissione15/01/202615/01/202601/03/2022
Scadenza15/03/202915/03/203301/03/2038
Cedola annuale2,40%3,15%3,25%
Data pagamento cedola15/09/202615/09/202601/09/2026
Importo Min. offerto (mln. €)1.7502.0001.000
Importo Max. offerto (mln. €)2.0002.5001.500
Giorni dietimi1115
Provv. collocamento0,100%0,150%0,200%
% Imp. Asta Suppl.20%20%20%
Imp. asta suppl. (mln. €)400,000500,000300,000

Perché inserire i Btp in portafoglio

I Btp rappresentano una scelta consolidata per i risparmiatori italiani, grazie al trattamento fiscale agevolato. Con un’aliquota del 12,5% sui rendimenti, nettamente inferiore al 26% applicato alla maggior parte degli altri strumenti finanziari, questi titoli di Stato partono da una posizione competitiva rispetto ad altre forme di investimento.

Tuttavia, il loro acquisto richiede una pianificazione attenta, soprattutto in relazione alle scadenze. È fondamentale scegliere titoli con una durata coerente con i propri obiettivi finanziari, in modo da recuperare il capitale in momenti strategici, come spese familiari o investimenti futuri.

Chi decide di vendere un Btp prima della scadenza deve considerare l’impatto delle variazioni di prezzo sul mercato: il valore potrebbe essere superiore o inferiore rispetto all’investimento iniziale, esponendo l’investitore al rischio di mercato. Al contrario, mantenere il titolo fino alla scadenza assicura il rimborso del capitale nominale, eliminando questa incertezza.

Rimane comunque il rischio di credito, ossia l’eventualità che lo Stato italiano non sia in grado di onorare i propri debiti. Sebbene lo scenario di un default sovrano sia considerato poco probabile, gli investitori dovrebbero sempre diversificare il portafoglio, valutando il proprio profilo di rischio e, se necessario, consultando un consulente finanziario per una strategia bilanciata.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Sai come bilanciare un portafoglio fra titoli di Stato e azioni in modo da avere rendimento e volatilità sotto controllo?