Ci troviamo in un contesto in cui l’andamento dei tassi di interesse è piuttosto incerto. Da una parte, infatti, nel breve termine i mercati valutano la possibilità di ulteriori rialzi da parte della Bce. Dall’altra, tuttavia, allungando l’orizzonte temporale, c’è da chiedersi se il rialzo sia effettivamente la mossa più strategica o se la Banca centrale non sarà costretta a ridurli nuovamente a fronte di un rallentamento dell’economia.
In tale scenario, i fondi obbligazionari a scadenza fissa possono rappresentare una soluzione interessante per gli investitori soddisfatti dei rendimenti obbligazionari attuali.
I gestori di portafoglio Tim Winstone e Carl Jones di Janus Henderson Investors analizzano i portafogli obbligazionari a scadenza fissa alla luce del loro potenziale, dato dalla combinazione delle caratteristiche principali di una singola obbligazione con i vantaggi chiave di un fondo.
Portafogli obbligazionari a scadenza fissa: caratteristiche principali
I portafogli obbligazionari a scadenza fissa rappresentano una specie di ibrido tra le obbligazioni singole e i fondi obbligazionari. Delle obbligazioni singole mantengono infatti la cedola regolare e prevedibile e la data di scadenza fissa, mentre dei fondi mantengono il vantaggio della diversificazione e della selezione e del monitoraggio da parte di un gestore esperto.
Un fondo a scadenza fissa può essere costruito con un portafoglio di obbligazioni societarie acquistate direttamente oppure attraverso una combinazione di titoli di Stato e strumenti derivati (credit default swap) che consentono di assumere esposizione al rischio di credito delle imprese. Questo secondo metodo è più complesso, ma può offrire un migliore allineamento con la data di scadenza.
Perché oggi?
L’attuale contesto è caratterizzato dall’incertezza sull’andamento futuro dei tassi di interesse. Oggi la possibilità di rialzo nel breve termine è concreta, ma le decisioni sono fortemente dipendenti dal contesto macroeconomico altamente instabile.
Quello che è evidente è che, con il cambio di paradigma avvenuto nel 2022, in cui si è passati da tassi negativi a positivi, i rendimenti delle obbligazioni hanno iniziato a offrire nuove opportunità per gli investitori. Investire a un certo livello dei tassi di interesse significa infatti assicurarsi un determinato rendimento nel caso in cui i tassi dovessero scendere in futuro.
Negli ultimi tre anni si è registrato un forte interesse nei fondi obbligazionari a scadenza fissa da parte degli investitori, i quali hanno beneficiato di rendimenti reali positivi, cioè superiori all’inflazione.
In ogni caso, quando si valuta un portafoglio obbligazionario a scadenza fissa, la domanda da porsi è se il rendimento attuale soddisfi gli obiettivi di reddito nell’orizzonte di investimento. In tal caso, se anche i tassi dovessero aumentare, generando una potenziale volatilità sul valore del fondo nel breve termine, portando il fondo a scadenza si otterrebbe un livello di rendimento ritenuto in linea con i propri interessi.
Infatti, il prodotto stesso scambia la possibilità di beneficiare di nuovi rialzi dei rendimenti con una maggiore prevedibilità del flusso di reddito.
L’importanza della disciplina creditizia
Gli esperti sottolineano comunque l’importanza del ruolo del team di gestione. L’esperienza nella gestione del rischio di credito può contribuire infatti a individuare le opportunità più interessanti, sfruttando le inefficienze di prezzo e migliorando il rendimento.

