Borse post-vertice Ue, occhi su S&P (ma non solo)

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Apertura in calo per le principali piazze europee. Quanto ha inciso l’esito del Consiglio europeo e cosa preoccupa i mercati? Secondo Tommaso Federici di Banca Ifigest, la decisione di Standard&Poor’s sul rating Italia è solo uno degli elementi di incertezza. A incidere di più è l’andamento della crisi sanitaria

Indice

Il Consiglio europeo ha approvato un pacchetto da 540 miliardi

Le stime in merito a S&P sul rating Italia sono di una sospensione del giudizio

“A livello globale preoccupa di più tutto quello che riguarda la crisi sanitaria: la cura, il vaccino, l’andamento dei contagi, la paura di una curva a doppia V come è accaduto a Singapore”, spiega Tommaso Federici

Apertura in rosso per le principali piazze europee. All’indomani della riunione del Consiglio europeo, l’indice Ftse Mib perde il 2,18%, seguito da Francoforte con l’1,86%, Parigi con l’1,51% e Londra con l’1,36%. Ma quanto ha inciso realmente l’esito del vertice Ue e quali sono gli altri fattori che tengono in allerta i mercati?
Secondo Tommaso Federici, responsabile gestioni patrimoniali di Banca Ifigest, le aspettative erano già basse e la delusione dei mercati è stata soltanto parziale. “Il semaforo verde è scattato – spiega – Il pacchetto da 540 miliardi è stato approvato, quindi anche quella litigiosità politica domestica che caratterizzava il governo italiano dovrebbe essersi attenuata”. Il Consiglio europeo, infatti, ha approvato le misure previste dall’ultimo Eurogruppo: una linea di credito agevolata del Meccanismo europeo di stabilità, la cassa integrazione europea contro la disoccupazione (Sure) e il fondo di garanzia per le imprese della Banca europea degli investimenti. Ma non solo.
“Un’altra notizia positiva riguarda il recovery fund, che dovrebbe toccare il 2% del pil dell’Unione europea per un totale di 1.500-1.600 miliardi – continua Federici – è importante che sia stato raggiunto un commitment politico, anche se bisogna essere più veloci. Quello che non piace ai mercati sono proprio le tempistiche”.

In attesa del giudizio di Standard&Poor’s

Intanto, gli occhi sono puntati anche sulla decisione di Standard&Poor’s sul rating Italia, anche se le previsioni sono positive. “La maggior parte delle case d’investimento sono concordi nel dire che l’outlook sarà negativo, ma non darà il downgrade”, spiega Federici. Secondo l’esperto, le agenzie di rating si asterranno nel breve termine dal dare questa tipologia di giudizi perché, in una situazione di incertezza, sarebbe “azzardato e troppo politico”. Le stime sono dunque di una sospensione del giudizio, anche se non in via ufficiale. A livello di mercati, si tratta comunque di una preoccupazione “già prezzata”, spiega, ma che si va ad aggiungere ad altri elementi di incertezza: quello sanitario, quello macroeconomico e quello degli interventi pubblici.

Ma quale fattore potrebbe incidere di più? “A livello globale tutto quello che riguarda la crisi sanitaria: la cura, il vaccino, l’andamento dei contagi, la paura di una curva a doppia V come è accaduto a Singapore – precisa Federici – Sono tantissimi i fattori e vanno tutti analizzati e monitorati”. Pesano, ad esempio, le preoccupazioni legate ai test sul farmaco antivirale per il trattamento del coronavirus che, secondo quanto riportato dal Financial Times sulla base dei documenti dell’Organizzazione mondiale della sanità, non avrebbero riportato i risultati attesi. “Il piano macro, per ora, è stato messo in secondo piano. Inoltre, tutta questa disoccupazione difficilmente sarà trasformata in occupazione in tempi altrettanto brevi. È vero che gli interventi pubblici hanno avuto una portata senza precedenti ma per tornare alla crescita degli utili serve la domanda e, come suggerisce il Fondo monetario internazionale, è sbagliato stimolarla ora”, spiega Federici, che conclude: “Bisogna essere prudenti”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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