‘Nazionalizzare’ l’oro di Bankitalia: per Bce è illegale

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Primo piano di una barra d'oro scintillante contrassegnata con "FINE GOLD 999.9" e "NET WT 1.000 OZ". Sullo sfondo sono presenti altre barre d'oro sfocate, creando un'atmosfera calda e lussuosa.

La Bce gela l’emendamento sulla “proprietà popolare” dell’oro italiano: se è solo simbolico non serve, se implica un uso reale viola i Trattati europei. E l’emendamento di FdI non chiarisce: apre un’ambiguità

La Banca centrale europea ha affermato, in un parere legale del 2 dicembre, che l’emendamento parlamentare che intende sancire la “proprietà” delle riserve auree detenute dalla Banca d’Italia in capo al popolo italiano manca di una chiara “finalità concreta” e che, in assenza di una motivazione esplicita, “le autorità italiane sono invitate a riconsiderare” la proposta.

Il punto centrale dell’argomentazione — confermato da un precedente parere del 2019 — è che la gestione delle riserve è un compito esclusivo dell’Eurosistema, ai sensi dell’articolo 127 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, e ciò non mette in discussione la proprietà dell’oro da parte dello Stato. “La Banca d’Italia gestisce le riserve auree ufficiali esclusivamente in qualità di depositaria, senza pregiudicare la proprietà di tali riserve da parte dello Stato italiano, incluse quelle detenute all’estero”, ricorda la Bce.

Perché dunque ribadire che l’oro è “degli italiani”? È la domanda che resta nella mente dei giuristi di Francoforte. Con un sospetto, probabilmente. Alla luce del fatto che le 2.452 tonnellate di oro gestite dalla Banca d’Italia valgono ormai circa 300 miliardi di dollari la tentazione politica di venderne una parte — dopo il rally formidabile del bene rifugio per eccellenza — è quantomeno immaginabile.

Secondo Fratelli d’Italia, che ha presentato l’emendamento in Senato, l’obiettivo non è quello di incidere sulla governance della Banca d’Italia ma semplicemente riaffermare un principio. “Si fa fatica a comprendere la polemica: c’è forse qualcuno che sostenga che l’oro non sia degli italiani?”, ha dichiarato Francesco Filini, deputato di FdI, richiamando inoltre un precedente francese, dove la legge afferma che la Banque de France detiene le riserve “dello Stato”.

La Bce conferma che la proprietà statale è perfettamente compatibile con una gestione indipendente: sono le banche centrali a decidere se comprare o vendere oro, per motivi legati alla politica monetaria — non alla finanza pubblica. Nel 2024 e 2025 diverse autorità monetarie sono state acquirenti nette di oro, il che renderebbe peraltro l’ipotesi di una vendita da parte dello Stato italiano poco allineata all’orientamento delle “colleghe”.

La preoccupazione di Francoforte risiede nell’ambiguità. Se l’enunciato restasse puramente simbolico, sarebbe inutile all’atto pratico. Ma se venisse in futuro interpretato come leva per un uso discrezionale del metallo prezioso a favore del bilancio pubblico, sarebbe in contrasto con i Trattati e con l’indipendenza della banca centrale. Un’ambiguità che, per la Bce, rimane sul tavolo finché l’emendamento resta privo di una chiara motivazione funzionale.

Domande frequenti su ‘Nazionalizzare’ l’oro di Bankitalia: per Bce è illegale

Qual è la posizione della Banca Centrale Europea (BCE) riguardo alla proposta di nazionalizzazione dell'oro di Bankitalia?

La BCE ha affermato, in un parere legale del 2 dicembre, che l'emendamento parlamentare che intende sancire la 'proprietà' delle riserve auree in capo al popolo italiano manca di una chiara 'finalità concreta'. Per questo motivo, la BCE ha invitato le autorità italiane a riconsiderare la proposta.

Quando è stato emesso il parere legale della BCE menzionato nell'articolo?

Il parere legale della Banca Centrale Europea è stato emesso in data 2 dicembre. Questo parere riguarda la proposta di attribuire la proprietà delle riserve auree della Banca d'Italia al popolo italiano.

Qual è la principale critica mossa dalla BCE all'emendamento parlamentare sulla proprietà dell'oro?

La principale critica della BCE è che l'emendamento parlamentare manca di una chiara 'finalità concreta'. In assenza di una motivazione esplicita per tale proposta, la BCE ha espresso la necessità di riconsiderarla.

Esistono precedenti pareri della BCE su questioni simili?

Sì, l'argomentazione centrale della BCE è stata confermata da un precedente parere emesso nel 2019. Questo indica una coerenza nella posizione della Banca Centrale Europea riguardo alla gestione delle riserve auree.

Cosa viene richiesto alle autorità italiane in seguito al parere della BCE?

Le autorità italiane sono invitate a riconsiderare la proposta di attribuire la proprietà delle riserve auree al popolo italiano. Questa richiesta deriva dalla mancanza di una chiara 'finalità concreta' nell'emendamento parlamentare, secondo il parere legale della BCE del 2 dicembre.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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