La Bce formalizza la modifica dell’obiettivo di inflazione

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Si prospetta da parte di Christine Lagarde un adeguamento della guidance sui tassi dopo la dichiarazione del “nuovo” target di inflazione simmetrico. Ne abbiamo parlato con il professor Franco Bruni

Da parte della Bce vi sarà una presa d’atto della modifica formale dell’obiettivo di inflazione ora simmetrico al 2%

C’è una grande enfasi sul “medio periodo”, ma si tratta di un concetto «estremamente vago» perché «non si sa quanto dura, il medio periodo, quanto è largo l’intervallo di tolleranza»

Cosa accadrà nell’ultima riunione (22/7/2021) della Banca centrale europea prima della pausa estiva? Vi sarà una presa d’atto della modifica formale dell’obiettivo di inflazione ora simmetrico al 2%. «Di fatto non è cambiato nulla», commenta il professor Franco Bruni (emerito Università Bocconi e vicepresidente Ispi) «anche prima in sostanza era simmetrico. Solo che il modo in cui era formulato il discorso lasciava intendere una preferenza per livelli di inflazione leggermente inferiori al 2% anziché superiori».
C’è una grande enfasi sul “medio periodo”, ma si tratta di un concetto «estremamente vago» perché «non si sa quanto dura, il medio periodo, quanto è largo l’intervallo di tolleranza». E in ogni caso «la vera questione è quando si invertirà la politica monetaria». È uno scoglio che «prima o poi si dovrà affrontare», con il necessario e difficoltoso coordinamento a livello internazionale: «Non è possibile che la Fed inizi il tapering e che l’Europa stia ferma, ne va dell’equilibrio internazionale dei mercati».

Le ultime settimane avevano regalato delle aspettative di inflazione più elevate, ma poi il timore è rientrato a causa del timore della variante delta. «I tassi a lungo ora stanno diminuendo perché non appena c’è incertezza i risparmiatori tendono a preferire i safe asset alle azioni».

Qualche indiscrezione parla di una modifica alla “cassetta degli attrezzi” pandemica di Francoforte, quindi non solo Pepp ma anche PAA e Tltro III. Ma in realtà è più probabile che gli strumenti si inizino a toccare nella riunione di settembre, sulla base delle nuove proiezioni di crescita economica della Ue. Quelle di giugno hanno indicato una crescita reale annua del Pil Ue pari al 4,6% per il 2021, al 4,7% per il 2022 e del 2,1% per il 2023. Sul fronte inflazione invece le stime danno un valore dell’1,9% nel 2021, dell’1,5% nel 2022 e dell’1,4% nel 2023.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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