Bce a Corte tedesca, Qe “indispensabile e proporzionato”

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Nel rendere note le minute della sua ultima riunione, la Bce sembra rispondere ancor più alla Corte tedesca sul Qe. Quest’ultima a maggio aveva sollevato questioni di legittimità sul programma di acquisto titoli con cui Mario Draghi salvò l’euro

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Qe indispensabile e proporzionato, la Bce risponde alla Corte tedesca di Karlsruhe

A due giorni dalla consacrazione sulla Treccani del suo “Whatever it takes”, è come se Mario Draghi avesse ricevuto un’altra approvazione. Dalla consueta “apertura” delle minute dell’ultima riunione Bce è emerso infatti che tra i membri del board c’è stato “un ampio consenso sul fatto che mentre pesi diversi possano essere associati a benefici e effetti collaterali degli acquisti di asset, gli effetti collaterali negativi sono stati finora chiaramente compensati dagli effetti positivi sull’economia”. Cosa vuol dire questo?

Facciamo un passo indietro. Lo scorso maggio, la corte costituzionale tedesca (avente sede nella cittadina d Karlsruhe) ha fatto parlare di sé per una polemica quanto improvvida sentenza: le operazioni del programma di acquisto di titoli pubblici ideato da Mario Draghi avrebbero dovuto avere la preventiva “autorizzazione” della Bundesbank. Un colpo feroce alla tenuta stessa dell’impalcatura finanziaria Ue, tanto più per le tempistiche scelte: era la vigilia della proposta del Next generation fund da parte della Commissione di Ursula von der Leyen, che saggiamente rimandò di qualche giorno la videoconferenza.

Gli effetti del Qe, esistono. Ma i benefici sono più alti dei costi

Tuttavia, proseguono le minute, “è stato anche notato che non si può escludere che gli effetti indesiderati possano aumentare nel tempo e alla fine superare gli effetti positivi complessivi”.

Per questo, “è stato quindi ritenuto importante valutare costantemente l’efficacia e l’efficienza delle misure di politica monetaria, i loro canali di trasmissione nonché i loro benefici e costi”.

In termini di strategia globale di politica monetaria, “gli acquisti di titoli di Stato nell’ambito del Pepp (Qe pandemico) e dell’App (Qe ordinario) sono stati uno strumento efficace per conseguire l’obiettivo di stabilità dei prezzi”, e ciò “è stato particolarmente vero” dati “i già bassi livelli dei tassi” e “il ruolo cruciale dei rendimenti sovrani nel determinare le condizioni finanziarie per imprese e famiglie”.

Poi, la banca centrale europea sottolinea come “il Pepp e l’App sono misure proporzionate nelle attuali condizioni per il perseguimento dell’obiettivo di stabilità dei prezzi, con adeguate garanzie integrate nella progettazione di questi programmi per limitare i potenziali effetti collaterali negativi e per far fronte al divieto di finanziamento monetario” ai governi.

In difesa del Pepp

La squadra di Cristine Lagarde difende a spada tratta il Pepp. Il Qe pandemico “una misura proporzionata per contrastare i gravi rischi per la stabilità dei prezzi, il meccanismo di trasmissione della politica monetaria e le prospettive economiche nell’area dell’euro, che sono causati dalla crescente diffusione del COVID-19”.

Oltre la diatriba fra Bce e Corte tedesca: nasce l’Eurep

Nello stesso giorno del rilascio delle minute, in risposta alla crisi del coronavirus, il consiglio direttivo della Bce ha deciso di istituire una nuova struttura di backstop (rete di protezione, quella di cui ha parlato anche Andrea Enria). Si tratta di una struttura di repo (pronti contro termine) dell’eurosistema per le banche centrali, o Eurep, al fine di fornire liquidità in euro alle banche centrali al di fuori dell’eurozona.

Per la Banca centrale europea, l’Eurep risponde alle possibili esigenze di liquidità dell’euro in caso di disfunzione del mercato derivante dallo shock pandemico che potrebbe avere un impatto negativo sulla regolare trasmissione della politica monetaria della Bce. La struttura sarà attiva fino al giugno 2021. Con questo strumento l’Eurosistema fornirà liquidità in euro a un’ampia gamma di banche centrali a fronte di garanzie adeguate. Garanzie che saranno, come sempre, costituite da titoli di debito negoziabili denominati in euro emessi da governi dell’eurozona e istituzioni sovranazionali.

I commenti degli analisti

Gli analisti di Ing si aspettavano l’atteggiamento favorevole a “una politica monetaria ancor più espansiva”. Hanno anche aggiunto però “questo non eliminerà le preoccupazioni” sulla ricaduta della pandemia covid. “È improbabile che una banca centrale colomba compensi completamente le preoccupazioni relative all’aumento dei casi di coronavirus”, specificano gli analisti. La politica della Bce continuerà a spingere i tassi reali verso il basso e rendere le curve dei rendimenti più piatte nell’Eurozona.

Il Fondo monetario sul Qe e l’Italia

Il Fmi specifica che la Bce sta conducendo acquisti di asset di debito sovrano e societario, incluso il debito italiano. Questo ha portato a un allentamento delle condizioni finanziarie in tutta l’area euro, inclusa l’Italia”. Lo afferma Tobias Adrian, il responsabile del dipartimento del mercato dei capitali del Fmi. Sempre Adrian, sottoline che “l’Italia, come altri paesi di eurolandia, è stata colpita duramente dal coronavirus e ci auguriamo che le misure prese dal punto di vista monetario dalla Bce ma anche quelle di bilancio aiutino l’Italia, altri paesi dell’area euro e nel mondo a riprendersi rapidamente”.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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