Nel 2025 l’intelligenza artificiale è entrata in profondità nelle dinamiche economiche globali, diventando il vero abilitatore della trasformazione robotica. Se una volta l’automazione era sinonimo di bracci meccanici e sequenze ripetitive, la nuova frontiera della robotica, spinta dall’AI, non si limita più all’automatizzazione delle linee produttive, ma si muove verso una cooperazione uomo-macchina evoluta, capace di ridefinire interi settori. Di fronte a questo cambio di paradigma, l’approccio agli investimenti deve anch’esso evolvere. Come? Lo spiega Marco D’Orazio, Co-CIO & Head of Portfolio Management di Banca Generali Fund Management Luxembourg.
Robotica e AI: un binomio strutturale che ridisegna l’economia reale
La robotica sta vivendo una fase di sviluppo strutturale, non più ciclica. A trainarla è l’intelligenza artificiale, che ne ha ampliato drasticamente le applicazioni, spingendola ben oltre il perimetro delle fabbriche tradizionali. Oggi parliamo di sistemi autonomi in grado di interagire con l’ambiente circostante, prendere decisioni complesse, apprendere da nuovi input e adattarsi in tempo reale.
“Assistiamo a un’evoluzione che definirei dirompente – spiega D’Orazio – in cui la terza generazione della robotica segna il superamento della semplice meccanizzazione. Le macchine non eseguono più solo compiti pre-programmati, ma interagiscono con operatori umani, elaborano dati complessi, svolgono funzioni ad alto contenuto cognitivo. In settori come la sanità, la logistica, la difesa o l’edilizia, questa trasformazione è già in atto e sta cambiando le regole del gioco“.
Secondo le ultime proiezioni di Goldman Sachs, il mercato della robotica potrebbe raggiungere un valore di 38 miliardi di dollari entro il 2035. Ma ciò che conta, sottolinea D’Orazio, “non è solo il numero: è la velocità con cui la robotica si sta integrando nei processi produttivi e decisionali delle aziende, ridefinendo modelli di business e filiere intere”.
Una strategia tematica per investire sull’intera catena del valore
Per intercettare questa trasformazione, BG Fund Management Luxembourg ha lanciato Lux Im Future Robotics, un fondo tematico che mira a investire lungo l’intera catena del valore della robotica avanzata e dell’automazione intelligente. Non si tratta solo di puntare sulle aziende che costruiscono robot, ma di abbracciare un ecosistema tecnologico che coinvolge componentistica, software, infrastrutture e utilizzatori finali.
“La nostra strategia – chiarisce D’Orazio – non si limita all’ultimo miglio della filiera. Investiamo in fornitori di semiconduttori, sviluppatori di sensori di nuova generazione, produttori di batterie intelligenti, ma anche in aziende che adottano queste soluzioni per rivoluzionare i propri modelli operativi. L’automazione oggi è ovunque: in uno stabilimento produttivo come in un magazzino logistico, in una sala operatoria come in un cantiere”.
Questa visione allargata permette di costruire un portafoglio tematico bilanciato, capace di cogliere sia l’upside dell’innovazione tecnologica, sia la resilienza dei modelli di business sottostanti. L’obiettivo non è inseguire hype o mode temporanee, ma selezionare aziende con un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo.
Un doppio livello di selezione: industria e fondamentali
Alla base del processo di selezione delle aziende vi è un doppio livello analitico. Il primo riguarda l’identificazione dei trend emergenti a livello industriale e tecnologico, svolta in collaborazione con Reply, in particolare attraverso il suo Robotics Lab, centro d’eccellenza dedicato all’innovazione robotica. Il secondo è un modello quantitativo proprietario sviluppato da BG Fund Management Luxembourg, che valuta la solidità finanziaria, la crescita attesa, la marginalità e la qualità della governance delle società target.
“Crediamo molto nell’integrazione tra competenza industriale e analisi finanziaria. La tecnologia evolve in modo rapidissimo, e per distinguere tra soluzioni promettenti e soluzioni realmente scalabili serve un occhio tecnico esperto. Allo stesso tempo, è essenziale che i business model delle aziende selezionate siano sostenibili dal punto di vista economico e patrimoniale. Il nostro modello unisce questi due piani”.
Il risultato è un portafoglio globale con focus su società mid e large cap, selezionate per la loro capacità di innovare, creare barriere all’entrata e mantenere una posizione di leadership nei rispettivi mercati verticali.
L’advisory industriale come leva distintiva
Ciò che differenzia profondamente Lux Im Future Robotics da altre strategie tematiche presenti sul mercato è l’inserimento sistematico dell’advisory industriale nel processo decisionale. Grazie alla partnership con Reply, il team di gestione accede a una visione di prima linea sulle tecnologie più promettenti, i casi d’uso reali, le sfide ingegneristiche e le soluzioni adottate dalle imprese leader.
“In settori complessi come la robotica – sottolinea D’Orazio – serve una comprensione che va oltre i numeri. Serve capire come funziona un robot collaborativo, quali materiali vengono impiegati, come si risolvono i problemi di autonomia energetica, o come si integrano AI e sensori in ambienti operativi critici. Senza questa conoscenza, si rischia di valutare le aziende con parametri parziali“.
L’advisory industriale agisce come leva di selezione ma anche come strumento di risk management, aiutando a evitare investimenti in tecnologie immature o non scalabili. In un contesto di rapida obsolescenza, questa capacità di discernimento è essenziale per preservare il valore del portafoglio nel tempo.
In conclusione
“La volatilità può rallentare temporaneamente la corsa di alcuni titoli – riconosce D’Orazio – ma non modifica la direzione del trend. La robotica e l’AI sono destinati a diventare componenti fondamentali del tessuto economico globale. Per questo riteniamo che offrano, nel medio-lungo periodo, una combinazione molto interessante di crescita e diversificazione, anche per portafogli orientati alla gestione patrimoniale evoluta”.
L’approccio di BG Fund Management Luxembourg mira dunque a generare valore non solo in termini di performance, ma anche di consapevolezza tematica e solidità prospettica. In un mondo che cambia, sapere dove investire – e perché – fa sempre più la differenza.

