- In cima alla classifica delle azioni che hanno registrato le migliori performance nell’ultimo mese c’è El.En, attiva nella ricerca, sviluppo e produzione di soluzioni laser per la medicina, l’industria e il restauro conservativo di opere d’arte
- Randone (Intermonte): “Riteniamo che le azioni italiane a media capitalizzazione continuino a offrire un valore interessante, anche grazie a un contesto politico interno relativamente stabile”
La guerra dei dazi avviata da Donald Trump a meno di due settimane dal suo insediamento alla Casa Bianca ha innescato ondate di volatilità sui mercati azionari. La recente virata dell’amministrazione repubblicana verso un “disgelo” delle tensioni – con il rinvio delle tariffe al 50% sui prodotti europei – sembrerebbe aver alimentato un certo ottimismo; ma “l’accresciuta incertezza globale e le controversie commerciali in corso continuano a gravare sulla crescita europea”, osserva Andrea Randone, head of mid small cap research di Intermonte. La Commissione europea ha infatti ritoccato al ribasso le sue stime sulla crescita per l’eurozona dall’1,5% all’1,1%.
Guardando alle mid e small cap italiane, le società quotate a media e piccola capitalizzazione, Randone ricorda come i risultati relativi al primo trimestre dell’anno siano stati “nella maggior parte dei casi rassicuranti” e lievemente oltre le attese. Ma il picco dell’incertezza, in gran parte legato proprio alle tensioni commerciali, potrebbe riflettersi in realtà nei dati economici del secondo trimestre.
“La ripresa azionaria a V dopo lo shock dei dazi di inizio aprile sembra ora pienamente scontata nei prezzi azionari e per immaginare nuovi rialzi serve il supporto di un ulteriore flusso di notizie positive”, sostiene Randone. “Riteniamo che le azioni italiane a media capitalizzazione continuino a offrire un valore interessante, anche grazie a un contesto politico interno relativamente stabile. La nostra preferenza rimane per i titoli di qualità, leader nei rispettivi settori, le cui valutazioni siano giustificate da prospettive di crescita realistiche o supportate da una solida generazione di cassa”, aggiunge l’esperto.
Le azioni che corrono a Piazza Affari
Grattando sotto la superficie, c’è intanto chi a Piazza Affari ha continuato a correre nonostante i dazi. In cima alla classifica di Intermonte sulle azioni che hanno registrato le migliori performance nell’ultimo mese c’è El.En, attiva nella ricerca, sviluppo e produzione di soluzioni laser per la medicina, l’industria e il restauro conservativo di opere d’arte. Come evidenziato nella tabella sottostante, ha registrato un balzo del 31% in Borsa. Sul podio delle migliori performer dall’ultimo mese ci sono anche Dovalue (+29%), Maire e Antares Vision (entrambe al +25%). Seguono Tinexta (+24%), Franchi Umberto Marmi (+23%), Carel Industries (+22%), Sesa (+22%), Emak (+22%), Ieg (+22%), Ferragamo (+21%), Seco (+18%), Lottomatica (+18%), Datalogic (+17%), Technogym (+17%), Elica (+17%), Ovs Group (+17%), Bff Bank (+17%), Somec (+16%) e Webuild (+16%).
Sul versante opposto, a incassare la peggiore performance nell’ultimo mese è Esprinet, azienda italiana attiva nel settore della distribuzione all’ingrosso di prodotti tecnologici, che incassa un calo del 14%. Al suo fianco si collocano Wiit (tra i principali fornitori italiani di servizi di cloud computing e outsourcing informatico, con un calo dell’11%) e Cyberoo (specializzata in soluzioni di cyber security avanzate, con il -8%).
Pmi quotate: le migliori performer del 2025
Analizzando invece i valori da inizio anno, Intermonte evidenzia come Lottomatica si collochi in cima alla classifica delle migliori azioni di Piazza Affari del 2025, con una performance del +76%. Segue Fincantieri con il +74% e Dovalue con il +48%.
Cyberoo sale invece in cima all’elenco delle peggiori performer year to date, con un calo del -36%, seguita da Geox (-30%) e Misitano & Stracuzzi (-28%). “In questo contesto, iniziative come il Fondo strategico nazionale, la cui entrata in funzione è prevista a breve, dovrebbero rappresentare un catalyst positivo”, interviene Randone. “Si prevede che il fondo sarà lanciato con un impegno iniziale tra 700 milioni e 1 miliardo di euro, di cui il 49% proveniente dal Fondo nazionale di investimento e il 51% da investitori privati. Ai gestori del fondo sarà concessa piena discrezionalità in materia di allocazione del portafoglio, a condizione che almeno il 70% del capitale sia investito in società quotate al di fuori dell’indice Ftse Mib, escludendo i titoli finanziari”, conclude l’esperto.

