Startup: l'innovazione all'italiana passa anche dal crowdfunding

Rita Annunziata
4.2.2022
Tempo di lettura: 5'
Ecco come startup e pmi innovative finanziano il proprio business. Mentre continuano a crescere, a dispetto della crisi

Al 30 settembre 2021 il numero di startup innovative ha sfiorato quota 14mila (+16,8% rispetto alla fine dell’anno precedente)

Il capitale raccolto dalle neoimprese attraverso campagne di crowdfunding nel periodo 2013-2020 ha raggiunto i 97,7 milioni di euro

Giorgetti: “L’attenzione del governo continuerà a essere concentrata sulle imprese innovative che hanno dimostrato di poter fornire un importante contributo al Paese”

Il covid-19 non ha frenato il desiderio di fare impresa degli italiani. Anzi. Sulla scia del trend positivo registrato nel 2020, lo scorso anno la quota di startup innovative non ha fatto che crescere. Fino a sfiorare le 14mila unità al 30 settembre, per un boom del +16,8% rispetto alla fine dell'anno precedente. Per le pmi innovative, invece, si parla del +15,5% per un totale di 2.066 realtà. Numeri che ben si sposano con quelli relativi alle performance economiche e che, nelle parole del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, dimostrano “una buona capacità di risposta alla crisi pandemica”. Un'occasione per fare il punto, nella nuova Relazione annuale al Parlamento del Mise, anche su come queste realtà finanziano il proprio business. A partire dal crowdfunding.
Nel 2020, in particolare, rispettivamente 126 e 23 startup e pmi innovative hanno proposto campagne di crowdfunding (per un totale nel periodo 2013-2020 pari a 451 e 70). Il capitale raccolto dalle neoimprese raggiunge invece i 97,7 milioni di euro, di cui 34,1 solo nel 2020. Per le pmi innovative si parla di 24,3 milioni di euro, di cui 6,8 nel 2020. Ma non è l'unica strada che hanno deciso di percorrere. Stando ai dati raccolti dal Mise, tra marzo e ottobre 2021 sono state approvate oltre 11.410 operazioni relative agli incentivi fiscali del 50% in de minimis per un valore che sfiora i 61,2 milioni di euro a fronte di più di 132,6 milioni di euro di investimenti. Nel caso delle pmi, le operazioni in tal senso hanno toccato quota 2.050 per 13,7 milioni di euro di incentivi fiscali e oltre 33,7 milioni di investimenti.
Quanto al Fondo nazionale innovazione istituito con la legge di bilancio 2019, al 31 dicembre 2020 ha sostenuto circa 116 startup per 273,3 milioni di euro di capitali deliberati. Risorse che hanno raggiunto principalmente il comparto information and communication technologies (col 21% di investimenti diretti), life science e lifestyle (19%), edutech (14%) e media e marketing (12%). Nello stesso periodo, il Fondo centrale di garanzia per le pmi ha gestito più di 14mila operazioni, per finanziamenti mobilitati che superano i 3 miliardi di euro e oltre 6mila startup e pmi innovative coinvolte. Chiude il cerchio l'incentivo “Smart & Start Italia”, che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative finanziando progetti compresi tra 100mila e 1,5 milioni di euro. In questo caso, dal 20 giugno al 31 dicembre 2020 si contano 789 domande. In cinque anni, dal 2015 al 2020, le startup innovative che sono riuscite ad accedere a un finanziamento a tassi agevolati ammontano a 703.

Ricordiamo infine, come anticipato in apertura, che i dati relativi alle performance economiche nei primi nove mesi dello scorso anno hanno confermato i trend positivi del 2020. Si parla di un valore aggregato della produzione in crescita a 1,7 miliardi di euro. L'analisi geografica mostra come la Lombardia resti la patria del maggior numero di startup innovative (3.751 realtà pari al 26,8% del totale) e pmi innovative (602, pari al 29,1%). Seguono Lazio (1.638 startup e 231 pmi) e Campania (1.238 startup e 158 pmi). Quanto ai settori, il 37,9% e il 31,2% rispettivamente delle startup e delle pmi innovative sono attive nella produzione di software, consulenza informatica e attività connesse. Mentre il 14,3% e il 12,6% si occupa di ricerca e sviluppo.

“Per rafforzare questa tendenza positiva è imprescindibile uno sforzo supplementare finalizzato a innalzare, in termini assoluti, il numero degli operatori dell'ecosistema dell'innovazione e portarlo a livelli comparabili a quelli di altri Paesi tecnologicamente avanzati”, scrive Giorgetti nella premessa alla Relazione annuale. “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza avrà ruolo fondamentale in questo ambito. Infatti, dei 235 miliardi di euro totali circa il 27% è finalizzato allo stimolo di innovazione e digitalizzazione. Al contempo, verrà incentivato il ricorso al venture capital per supportare i processi di startup e potenziare i programmi di accelerazione nei settori strategici del tessuto produttivo nazionale”. L'attenzione del governo, conclude, continuerà a “essere concentrata sulle imprese innovative, anche piccole e giovani, che hanno dimostrato di poter fornire un importante contributo al Paese lanciando nuove idee e creando nuove opportunità per fare impresa e generare nuova occupazione”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti