“Tassateci adesso”: 102 super-ricchi scrivono ai leader di Davos

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Alberto Battaglia
19.1.2022
Tempo di lettura: 3'
Di fronte a un mondo sempre più diseguale la scelta è fra "le tasse o i forconi", afferma un gruppo di oltre 100 milionari e miliardari

Il gruppo Patriotic Millionaires ha inviato una lettera aperta ai leader riuniti telematicamente al World Economic Forum di Davos, un'élite "che ora non merita fiducia" perché non ha fatto abbastanza per affrontare il problema della diseguaglianza

Il timore dei firmatari è che le crescenti disuguaglianze conducano la società verso sollevazioni violente: “La storia dipinge un quadro piuttosto desolante di quale sia la fine delle società estremamente disuguali”

Mentre alcuni fra policymaker più influenti al mondo sono riuniti telematicamente al World Economic Forum di Davos, un gruppo composto da un centinaio di milionari e miliardari ha inviato il suo messaggio all'indirizzo dell'importante evento. “Tassate noi, i ricchi, e tassateci ora”, è l'appello sottoscritto dai firmatari della lettera aperta, riuniti sotto l'organizzazione Patriotic Millionaires, che già aveva fatto parlare di sé negli Stati Uniti per le analoghe sollecitazioni inviate all'amministrazione Biden.

Fra i sostenitori dell'iniziativa compaiono la pronipote di Walt Disney, Abigail Disney, il venture capitalist Nick Hanauer, cittadini da Canada, Usa, Germania, Regno Unito, Danimarca, Austria, Olanda, Norvegia. Nessun italiano compare nella lista dei firmatari.

“In tax we trust”, abbiamo fiducia nelle tasse, esordiscono gli autori, rivolgendosi ai loro “pari milionari e miliardari”.

“Come possiamo lavorare insieme e ripristinare la fiducia? Non troverete la risposta in un forum privato, circondato da altri milionari e miliardari e dalle persone più potenti del mondo”, prosegue la lettera riferendosi al forum di Davos, “se fate attenzione, scoprirete che siete parte del problema”.

"In qualità di milionari, sappiamo che l'attuale sistema fiscale non è giusto", si legge nel documento, "mentre il mondo ha attraversato una quantità immensa di sofferenza negli ultimi due anni, la maggior parte di noi può dire può dire di aver effettivamente visto propria ricchezza aumentare durante la pandemia. Eppure, pochi fra noi possono dire in tutta onestà di pagare una giusta quota di tasse".

Lo spettro di una rivoluzione contro le élite


Secondo gli autori, una condizione necessaria per ristabilire fiducia nelle élite globali, che ogni anno si riuniscono a Davos, è quello di “tassare i ricchi”; un compito che andrebbe perseguito “in ogni singolo Paese”. Il timore è che le crescenti disuguaglianze, ulteriormente aggravatesi in seguito alla covid-19, conducano la società verso sollevazioni violente: “La storia dipinge un quadro piuttosto desolante di quale sia la fine delle società estremamente disuguali”.

Una serie di dati a supporto dell'inasprimento fiscale sui ricchi è stata allegata sul profilo Twitter dei Patriotic Millionaires, citando una ricerca condotta in collaborazione con Oxfam e pubblicata martedì 18 gennaio. Una tassa annuale sulla ricchezza applicata ai più ricchi del mondo raccoglierebbe 2.520 miliardi di dollari all'anno (ipotizzando una struttura di aliquote graduate: 2% di tasse sulla ricchezza oltre i 5 milioni di dollari; 3% sulla ricchezza oltre i 50 milioni di dollari; 5% sulla ricchezza oltre il miliardo di dollari). Una tassa di questo tipo “sarebbe sufficiente a togliere dalla povertà 2,3 miliardi di persone e produrre vaccini sufficienti per tutto il mondo e a dare una sanità universale a tutti i 3,6 miliardi di cittadini dei paesi a basso e medio reddito.

“La verità è che 'Davos' non merita la fiducia del mondo in questo momento. A fronte di tutte le innumerevoli ore passate a parlare sul come rendere il mondo un posto migliore, la conferenza ha prodotto poco valore tangibile e un torrente di autocelebrazioni”, hanno scritto i Patriotic Millionaires. Questo genere di chiacchiere, concludono gli autori, “non cambieranno ciò che sta arrivando: o le tasse, o i forconi. Ascoltiamo la storia e scegliamo saggiamente”.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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