Reti: 1° semestre da record, al rialzo le previsioni sul 2021

Rita Annunziata
3.8.2021
Tempo di lettura: 3'
Scocca l'ora delle semestrali per le principali reti di consulenza. Centrati con sei mesi di anticipo gli obiettivi del piano triennale in termini di masse e raccolta per Generali

La relazione semestrale approvata dal consiglio di amministrazione di Azimut Holding evidenzia ricavi consolidati nel semestre pari a 566,5 milioni, in crescita del 19% anno su anno da 476 milioni

Segue FinecoBank con ricavi sui 403,5 milioni di euro trainati dall’investing (+22,7%) con il contributo di Fineco asset management, l’impennata dei volumi del risparmio gestito e maggiori margini netti sul gestito

Mediolanum, Massimo Doris: “Il dato interessante è quello relativo al margine operativo lordo, che esclude tutti gli effetti di mercato: si parla di 245,3 milioni di euro, in crescita del 27% sullo stesso periodo dello scorso anno”

Un primo semestre oltre le attese per le principali reti di consulenza. Guida la corsa Azimut Holding, con una raccolta netta (inclusa Sanctuary Wealth) che sfiora i 12 miliardi di euro. Centrati con sei mesi di anticipo gli obiettivi del piano triennale per Banca Generali che, nelle parole di Gian Maria Mossa, alza le previsioni per fine anno “in un range compreso tra 5,5 e 6 miliardi”.

Azimut: record storico di utile netto consolidato


La relazione semestrale approvata dal consiglio di amministrazione di Azimut Holding nella giornata del 29 luglio evidenzia in particolare ricavi consolidati nel semestre pari a 566,5 milioni, in crescita del 19% sui 476 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il reddito operativo consolidato risulta pari a 232,8 milioni (+27%), mentre l'utile netto consolidato segna un record storico raggiungendo i 226 milioni (+58%). Il totale delle masse gestite tocca i 51,3 miliardi. Quanto al segmento dei private market, sono stati aggiunti 3,5 miliardi di euro di asset under management, confermando dunque l'obiettivo da 10 miliardi entro la fine del 2024. Rivisti invece gli obiettivi di utile netto e raccolta netta per il 2021, che passano rispettivamente da 350 a 350-500 milioni di euro e da 4,5 ad almeno 6 miliardi. “Il primo semestre di quest'anno segna un nuovo record, con risultati in crescita in Italia, all'estero e nei private market rispetto al 2020, anno chiuso con l'utile migliore di sempre”, osserva Gabriele Blei, amministratore delegato di Azimut. “In questi primi sei mesi abbiamo accelerato lo sviluppo in tutte le divisioni, come dimostra il dato di raccolta netta totale che raggiunge quasi 13 miliardi di euro (con le recenti acquisizioni) e che ci ha permesso di arrivare a circa 76 miliardi di masse complessive”. Il livello più alto mai raggiunto dal gruppo, ricorda.

Fineco, Foti: “Siamo a un punto di svolta per la banca”


Segue FinecoBank con ricavi sui 403,5 milioni di euro in crescita del 3% anno su anno. Gioca la sua parte l'investing (+22,7%) con il contributo di Fineco asset management, dell'impennata dei volumi del risparmio gestito e di maggiori margini netti sul gestito. L'utile netto, invece, segna un nuovo record da 184,6 milioni di euro (+2% anno su anno). Passando alla raccolta, si parla di 5,8 miliardi di euro (+21,8% anno su anno), con l'asset mix positivamente orientato verso il risparmio gestito pari a 4 miliardi di euro (+152%). La raccolta amministrata tocca gli 1,5 miliardi (-42,5%) mentre per quella diretta si parla di 0,3 miliardi (-54,5%).
“Siamo molto soddisfatti dei risultati del primo semestre dell'anno, che confermano un punto di svolta per la banca e la sua capacità di crescere in tutti i contesti di mercato”, commenta Alessandro Foti, amministratore delegato e direttore generale di FinecoBank. Poi ribadisce: “I dati di raccolta evidenziano una forte accelerazione del risparmio gestito, un trend che ci aspettiamo proseguirà nei prossimi anni, anche grazie al contributo sempre più consistente di Fineco asset management. Nei primi sei mesi dell'anno abbiamo proseguito nella continua innovazione della nostra offerta di prodotti e servizi, restando fedeli ai nostri principi di trasparenza, efficienza e sostenibilità, che da sempre ci caratterizzano. Questo ci ha permesso di entrare in una nuova dimensione di crescita, facendo leva su quei trend strutturali, quali digitalizzazione e forte richiesta di consulenza, che sono alla base del nostro sviluppo e che ci fanno guardare con ottimismo al futuro”. In occasione della media conference digitale di presentazione dei risultati, poi, non manca anche di fornire una stima della raccolta netta attesa per il mese di luglio pari a 900 milioni di euro, di cui 500 milioni nel risparmio gestito; intorno ai 15 milioni di euro, invece, i ricavi stimati del brokerage.

Mediolanum, margine operativo lordo a 245,3 milioni: +27%


Quanto a Mediolanum, l'utile netto risulta pari a 268,7 milioni di euro, su del +79% rispetto ai 160,5 milioni del 1° semestre del 2020. Ma il dato interessante, ricorda il numero uno dell'istituto Massimo Doris durante il consueto incontro con la stampa, è quello relativo al “margine operativo lordo, che esclude tutti gli effetti di mercato”: si parla di 245,3 milioni di euro, in crescita del 27% sullo stesso periodo dello scorso anno. La raccolta netta totale, invece, è positiva per 4,67 miliardi, mentre quella gestita tocca i 3,30 miliardi (oltre un miliardo in più rispetto ai 2,09 miliardi dello scorso anno). I crediti erogati si attestano sugli 1,91 miliardi di euro (+40%) mentre i premi assicurativi delle polizze protezione riportano un incremento del 29% a 76,7 milioni di euro. Questi risultati, aggiunge Doris, “confermano nuovamente il pieno stato di salute di Banca Mediolanum, in tutti gli ambiti. Sono ottimi anche i segnali sul fronte del reclutamento e dell'acquisizione della clientela, con l'inserimento di 300 nuovi family banker che si sono uniti al nostro gruppo nel primo semestre e di 90mila nuovi clienti bancari”.

Banca Generali alza le previsioni per fine anno


Chiude la rassegna Banca Generali, che porta a casa un utile netto pari a 190,1 milioni di euro (+44% rispetto allo scorso esercizio). Un risultato spinto anche dal successo delle politiche commerciali, ricorda l'istituto: è stato infatti raggiunto e superato il target di raccolta netta prevista nel piano industriale triennale 2019-2021 con flussi per 14,8 miliardi (dai 14,5 miliardi attesi) e superato il target più elevato di masse con 80,4 miliardi (contro il range di 76-80 miliardi). Secondo l'amministratore delegato e direttore generale, Gian Maria Mossa, si tratta del “miglior semestre” della storia dell'istituto “spinto da risultati commerciali e risultati finanziari in forte crescita, con un contributo positivo di tutte le voci di ricavo”. Poi spiega: “Abbiamo centrato con sei mesi di anticipo gli obiettivi più ambiziosi del piano triennale in termini di masse e raccolta: lo slancio dimensionale oltre 80 miliardi è stato guidato da una raccolta e da flussi di nuova clientela al di sopra delle nostre aspettative e il trend positivo anche delle prime settimane di luglio ci porta ad alzare le previsioni per fine anno in un range compreso tra i 5,5 e i 6 miliardi di euro”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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