Scocca l’ora delle trimestrali: sfrecciano le reti di consulenza

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Conti in vista per le principali reti di consulenza, che archiviano un primo trimestre dell’anno col segno più. Guida Banca Generali, con un utile netto sui 135,4 milioni

Indice

Gian Maria Mossa: “Nonostante la cautela per il contesto esogeno alla banca, guardiamo con rinnovata fiducia al nostro percorso di sviluppo per i prossimi mesi”

Banca Mediolanum registra un utile netto pari a 133,4 milioni di euro, in crescita dell’85% sui 72,2 milioni dello stesso periodo dello scorso anno

Azimut Holding chiude il trimestre con un patrimonio totale pari a 72,3 miliardi. La posizione finanziaria netta, invece, risulta positiva per circa 147,8 milioni

Tempo di trimestrali per le principali reti di consulenza. Guida Banca Generali, con un utile netto in crescita del 71,3% a 135,4 milioni e ricavi totali per 239,9 milioni. Un inizio d’anno “strepitoso” anche per Banca Mediolanum, nelle parole del numero uno di Basiglio Massimo Doris.

Banca Generali: miglior trimestre del piano strategico

Nuovi massimi dunque per Banca Generali, che archivia il miglior trimestre di sempre nell’ultimo anno del piano strategico. Le masse totali sfiorano i 77,5 miliardi, in crescita del +19% su base annua, mentre l’utile netto impenna del 71,3% toccando i 135,4 milioni. Il margine di intermediazione si attesta sui 239,9 milioni (segnando un +42%), spinto dall’impennata delle commissioni ricorrenti nette (104,1 milioni, +14,3%) e dal contributo delle commissioni variabili (111 milioni contro i 53,4 milioni dello scorso anno). Il margine finanziario, invece, è salito a 24,7 milioni grazie alla crescita del margine d’interesse a 21,7 milioni. Costi operativi per 56 milioni, in su del +3,6%.

Quanto alla raccolta netta, si parla di 1,7 miliardi nel trimestre (+11% sul 2020) e 2,4 miliardi da inizio anno (considerando i 788 milioni del mese di aprile). “Il 2021 è partito molto bene, con un’ulteriore accelerazione nell’interesse per la nostra industria e un risultato pro capite dei nostri banker decisamente superiore alla media del settore”, osserva Gian Maria Mossa, amministratore delegato e direttore generale dell’istituto. “Per una banca che ha messo al centro il valore del capitale umano, registrare il miglior risultato trimestrale della propria storia in un contesto ancora sfidante per gli strascichi di una crisi senza precedenti è in primo luogo motivo di grande orgoglio, oltre che di soddisfazione”, aggiunge, non mancando di sottolineare una “rinnovata fiducia” al percorso di sviluppo per i prossimi mesi, nonostante “la cautela per il contesto esogeno alla banca”.

Mediolanum, Doris: utile netto oltre i 133 milioni

Segue Banca Mediolanum, che archivia un utile netto pari a 133,4 milioni di euro, in crescita dell’85% sui 72,2 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. “Al di là dei positivi effetti di mercato, questo risultato è espressione della sostenibilità del business strutturale, attestato dal trend di incremento del margine operativo, in aumento del 26%”, spiega Doris. “È molto significativo poi l’incessante lavoro di efficientamento operativo, i cui esiti si leggono in una crescita dei costi decisamente inferiore rispetto a quella dei ricavi. Evidenzio infine che siamo ormai prossimi al rilevante traguardo dei 100 miliardi di masse in gestione e che la nostra capacità patrimoniale si mantiene stabilmente oltre il 20%, nonostante l’importante monte dividendi che siamo pronti a distribuire”, dichiara l’amministratore delegato.

Nel dettaglio, la consistente raccolta netta in prodotti gestiti ha contribuito a portare le commissioni ricorrenti sui 342 milioni di euro. Il margine da interessi, invece, risulta pari a 64,8 milioni (+14%) mentre il margine operativo ammonta a 125,3 milioni (+26%). Il totale delle masse gestite e amministrate tocca i 97.718 milioni, in crescita del 5% sul 31 dicembre 2020 e del 25% sul 31 marzo scorso. La raccolta netta totale risulta poi positiva per 2.188 milioni, mentre quella gestita sfiora i 1.384 milioni. I crediti erogati ammontano a 853 milioni di euro e i premi assicurativi delle polizze protezione raggiungono i 35,2 milioni. Si allarga anche la famiglia di family banker, che ammontano a 5.530 al 31 marzo 2021, mentre il totale di clienti si porta a 2.234.338 (+3% rispetto alla fine del 2020).

Azimut, accelera la raccolta di risparmio gestito

Azimut Holding chiude il trimestre con un patrimonio totale pari a 72,3 miliardi (72,9 miliardi a fine aprile). La posizione finanziaria netta risulta positiva per circa 147,8 milioni, in miglioramento rispetto ai 30,5 milioni di dicembre. Tra i dati salienti si evidenziano ricavi consolidati pari a 273,5 milioni (contro i 228 milioni del primo trimestre del 2020), un reddito operativo consolidato pari a 114 milioni e un utile netto consolidato sui 96,8 milioni. Col segno più anche l’attività di reclutamento di consulenti finanziari e private banker, con 64 nuovi ingressi tra gennaio e aprile. “Nei primi quattro mesi dell’anno abbiamo avuto un’importante accelerazione nella raccolta di risparmio gestito, che ha raggiunto gli 1,8 miliardi di euro rispetto ai 320 milioni dello stesso periodo del 2020”, osserva Gabriele Blei, amministratore delegato del gruppo, evidenziando tra l’altro i 2,4 miliardi di asset under management in prodotti di economia reale.

Positivo anche l’intervento del presidente, Pietro Giuliani, che sottolinea come il 2021 si sia aperto con un utile trimestrale “tra i migliori” della storia del gruppo. “La solidità dei risultati finanziari conseguiti è supportata da un’accelerazione delle commissioni ricorrenti, che rende la nostra crescita ancora più sostenibile, dalla varietà dei prodotti offerti e dalla qualità della raccolta, che ha contribuito a generare per i clienti una performance media ponderata netta di +4,2% da inizio anno verso l’indice del risparmio gestito italiano di poco superiore al 2%. In questi primi mesi abbiamo posto solide basi per proseguire nel nostro percorso di crescita e centrare l’obiettivo di 350 milioni di utile che ci siamo posti per fine anno”, conclude.

Fineco: utile netto sui 94,7 milioni (+2,7% anno su anno)

Chiude il cerchio FinecoBank, con un utile netto record da 94,7 milioni di euro, in crescita del 2,7% sul primo trimestre dello scorso anno. I ricavi totali si portano sui 218,2 milioni (+8,4% anno su anno) trainati dall’area investing (+13,8%). I costi operativi risultano pari invece a 73,8 milioni. Quanto alla raccolta, si parla di 3,3 miliardi in tre mesi (+56,4% anno su anno), senza far ricorso a politiche commerciali di breve periodo. Forte il contributo della componente gestita, pari a 1,9 miliardi, mentre la raccolta amministrata si attesta a 0,8 miliardi (-24,5% anno su anno) e la raccolta diretta a 0,7 miliardi (-49,6%).

“Siamo molto soddisfatti dei risultati del primo trimestre, che evidenziano con chiarezza il cambio di passo nel percorso di crescita di Fineco”, interviene Alessandro Foti, amministratore delegato e direttore generale dell’istituto. “Una svolta che poggia su basi estremamente solide in quanto trainata dal rapido affermarsi dei trend strutturali in atto nel Paese, tra cui spicca la digitalizzazione. La sempre maggiore richiesta da parte dei clienti di soluzioni d’investimento evolute è risultata determinante per il risultato positivo della piattaforma Investing, a cui Fineco asset management contribuisce in misura sempre maggiore. Restiamo concentrati nello sfruttare al meglio le grandi opportunità di crescita (da essa) offerte”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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