Cubelli: "Riorganizzo la rete puntando sui giovani manager"

Pieremilio Gadda
Pieremilio Gadda
18.5.2022
Tempo di lettura: 5'
Fabio Cubelli, condirettore generale di Fideuram Ispb, racconta a We Wealth il progetto di revisione della struttura di coordinamento di Fideuram e Sanpaolo Invest, che ha portato alla nomina di 48 nuovi responsabili. Obiettivo: valorizzare i talenti. Anche al femminile

A inizio anno abbiamo nominato 48 nuovi coordinatori su un totale di circa 200 che costituiscono l’architrave delle due reti, Fideuram e Sanpaolo Invest”, dice Cubelli

Un’altra priorità è il reclutamento di nuove leve: Fideuram Ispb ha sviluppato quattro programmi per selezionare i giovani da avviare alla professione.

Nel 2021, tra nuova raccolta, reclutamenti ed effetto mercato, il patrimonio gestito dalle reti Fideuram e Sanpaolo Invest è cresciuto di circa 20 miliardi, fino a 150 miliardi, per oltre 800mila clienti in tutta Italia”. 

Fabio Cubelli, condirettore generale di Fideuram Ispb, parte dai numeri per spiegare com’è nata l’esigenza di aggiornare la macchina organizzativa a supporto delle reti di consulenti finanziari sul territorio.

La nuova struttura organizzativa di Fideuram Ispb


 “L’ulteriore sviluppo della rete, che si protrae da anni, ha reso necessario un consolidamento della struttura manageriale: a inizio anno abbiamo nominato quattro nuovi area manager Marco Avondoglio, Vladimiro Bolis, Alessandro Ferrari e Giuseppe Baiamonte 10 divisional manager e 34 regional manager: in tutto, 48 nuovi coordinatori su un totale di circa 200, che costituiscono l’architrave delle due reti”. 

La struttura organizzativa si sviluppa su tre livelli ed è speculare per le reti Fideuram e Sanpaolo Invest: gli area manager hanno un ruolo di coordinamento strategico su 400/500 consulenti ciascuno, sono i referenti della direzione centrale.


I divisional manager sono responsabili della formazione e dello sviluppo della rete e si occupano di far funzionare la relazione con i servizi specialistici del private wealth management: un hub di competenze a disposizione di tutte le reti che fanno capo al gruppo Fideuram Ispb per le tematiche legali e fiscali, l’offerta di lending, i passaggi generazionali, la corporate advisory e i servizi immobiliari, arte e lusso, per un totale di 25 professionisti. 

I regional manager sono più vicini alle persone, ognuno di loro è il punto di riferimento di 30/50 consulenti.


L'obiettivo della riorganizzazione 


“Le logiche alla base di questa riorganizzazione sono tre: presidio più capillare sul territorio, progressivo passaggio generazionale, anche attraverso la crescita dei giovani manager, e valorizzazione dei talenti femminili, un aspetto particolarmente importante in un mondo, quello dei servizi finanziari, che – osserva Cubelli – non ha mai brillato per attenzione al gender gap”. Sono nove le nuove manager nominate a inizio anno, tra le quali si segnala in particolare la designazione a divisional manager di Piera Bosetti sulla piazza di Verona. “Le consulenti finanziarie sono un quinto degli iscritti all’albo.

I 4 progetti per reclutare i giovani


L’unica strada per correggere questo squilibrio è valorizzare i talenti femminili, sia all’interno dei percorsi manageriali, sia in fase di reclutamento dei junior”, dice Cubelli. 

Un tema urgente, quello dell’ingresso nella professione di giovani leve, necessario a contrastare il progressivo invecchiamento della popolazione di consulenti. Su questo fronte, il gruppo ha sviluppato quattro programmi per selezionare i giovani da avviare alla professione. 

PB assistant è un progetto dedicato a neolaureati, scelti dalla direzione centrale con le strutture di rete per affiancare i team leader: “Negli ultimi anni, i portafogli medi dei consulenti finanziari sono raddoppiati, è inevitabile che aumentino le incombenze”, argomenta il condirettore generale. “I giovani possono offrire un supporto, mentre imparano il mestiere sul campo”. Ricevono un contributo fisso di inserimento – nell’ordine di 1.000/1.500 euro al mese, cui si aggiunge un eventuale split provvigionale accordato dal team leader.


New Talent è il programma per i giovani che hanno già maturato tra due e quattro anni di esperienza in una rete bancaria o di consulenza finanziaria: hanno un piccolo portafoglio di clienti, ma vengono supportati per un periodo di due anni, con un contributo fisso, parametrato al precedente stipendio, più un 20/30%, e attraverso l’eventuale inserimento in un team di lavoro. 


Efec (essere Fideuram essere consulenti) è il percorso studiato per i passaggi generazionali interni alla famiglia, con l’inserimento di figli o parenti dei banker che già lavorano nel gruppo. 


“Infine, c’è il contratto misto, un modello introdotto quest’anno: i giovani che scelgono questo percorso, vengono inseriti con un contratto da dipendente part time lavorano tre giorni alla settimana in una filiale di Fideuram dove svolgono attività strettamente bancarie cui si aggiunge un contratto di agenzia per i restanti due giorni, che li vede impegnati a stretto contatto con altri banker. Al termine dei due anni, hanno la facoltà di scegliere se entrare definitivamente in banca come dipendente o scegliere la libera professione. “L’anno scorso abbiamo inserito complessivamente oltre 100 giovani, nell’ambito di un piano quadriennale. La crescita e il futuro della rete dipendono anche da loro”.

 

Direttore del magazine We wealth direttore editoriale della redazione di We Wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, è laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Nel passato ha coordinato la redazione di Forbes Italia e Collabora anche con l’Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza.

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