Fideuram Ispb: utile netto in crescita dell'82%

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Fideuram Intesa Sanpaolo private banking brilla nella prima parte dell'anno. Chiusi i primi tre mesi il gruppo ha registrato un'utile netto consolidato pari a 405 milioni (+82%)

Al 31 marzo 2021 si registra un aumento delle masse amministrate pari a 264,1 miliardi di euro (+6,9 miliardi rispetto al 31 dicembre 2020)

E una componente di risparmio gestito di 180,3 miliardi di euro, oltre il 68% delle masse amministrate

Fideuram Intesa Sanpaolo private banking chiude i primi tre mesi del 2021 con un aumento delle masse amministrate pari a 264,1 miliardi di euro (+6,9 miliardi rispetto al 31 dicembre 2020), con una componente di risparmio gestito pari a 180,3 miliardi di euro, pari a oltre il 68% delle masse amministrate. E un'utile netto consolidato pari a 405 milioni (+82%).
Ma non solo perché nel primo trimestre l'attività commerciale ha registrato una raccolta netta di 1,7 miliardi, mentre quella legata al mondo del risparmio gestito ha registrato un aumento di 3,4 miliardi arrivando a 2,7 miliardi di euro, rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno anche grazie all'attività dei private banker del Gruppo che hanno orientato i flussi di risparmio della clientela verso prodotti a più elevato contenuto consulenziale. “I risultati del primo trimestre di quest'anno – commenta Tommaso Corcos, ad di Fideuram Intesa Sanpaolo private banking – evidenziano dati in crescita per tutti i principali indicatori di bilancio e una confermata solidità patrimoniale, dimostrando che la forza delle nostre reti e l'impegno delle nostre persone continuano a garantire anche in situazioni di difficoltà risultati di assoluta eccellenza”.

L'analisi dei principali aggregati del conto economico evidenziano come nel primo trimestre del 2021 le commissioni nette sono risultate pari a 466 milioni (+9% rispetto all'analogo trimestre del 2020). Le commissioni nette ricorrenti, componente predominante (oltre 93%) del margine commissionale, sono risultate pari a 434 milioni, in crescita del 9% rispetto ai primi tre mesi del 2020, sostanzialmente in linea con l'incremento percentuale delle masse medie di risparmio gestito.

I costi operativi netti, sono risultati essere pari a 144 milioni e hanno evidenziato un incremento di 3 milioni (+2%) rispetto allo stesso periodo del 2020. Le spese per il personale (81 milioni) sono aumentate di 3 milioni principalmente per accantonamenti correlati a sistemi incentivanti. A fronte di ciò, le altre spese amministrative (48 milioni) hanno registrato una flessione di 1 milione primariamente per minori spese immobiliari e oneri indiretti del personale. Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali sono risultate pari a 15 milioni. Il cost/income ratio è sceso al 27%, in miglioramento di due punti percentuali rispetto al già eccellente 29% registrato nell'analogo periodo dello scorso esercizio. E il risultato della gestione operativa si è attestato a 382 milioni (+12%), mostrando un solido miglioramento rispetto al primo trimestre 2020. Infine, i coefficienti patrimoniali consolidati di Fideuram Intesa Sanpaolo private banking si posizionano molto al di sopra dei livelli minimi richiesti dalla normativa. In particolare, al 31 marzo 2021 il common equity tier 1 ratio consolidato è risultato pari a 23,2%.

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