Mediobanca, sostenibilità per rendimento e filosofia

Teresa Scarale
Teresa Scarale
19.11.2021
Tempo di lettura: 3'
Piazzetta prosegue il suo cammino nell'integrazione dei principi esg nel suo modello di business. Le parole del ceo Alberto Nagel
Mediobanca conferma il suo forte impegno nei confronti della sostenibilità. Scelta confermata durante l'evento l'evento “Beyond ESG & Sustainability – A new strategic direction”.

Esordisce Alberto Nagel, ceo di Mediobanca: «Il contributo delle istituzioni finanziarie a un mondo più sostenibile v a in realtà oltre la filantropia e l'adozione di comportamenti di consumo responsabile: la vera sfida, ma anche opportunità, è integrare i criteri esg nei modelli di business. Nel piano strategico di Gruppo al 2023 abbiamo condiviso div ersi obiettivi di sostenibilità con l'intento di contribuire al raggiungimento di sei dei diciassette macro obiettivi di sviluppo della sostenibilità promossi dalle Nazioni Unite».
L'amministratore delegato rivela che la banca ha già raggiunto alcuni degli impegni presi collegati al Climate Action Goal: «Il 94% dell'energia da noi utilizzata proviene da fondi rinnovabili; nei primi due anni del nostro piano abbiamo ridotto del 15% le nostre emissioni di CO2 Scope 1 e 2 (l'obiettivo è stato raggiunto e rivisto al rialzo con l'obiettivo di riduzione del 27%) e abbiamo compensato le emissioni rimanenti raggiungendo la neutralità carbonica». Inoltre, nel gruppo Mediobanca ormai il 40% delle spese effettuate sono valutate secondo criteri esg. Obiettivi che ottengono un riscontro molto positivo da parte della clientela.
E che sono perfettamente allineati anche alle politiche europee. «Abbiamo cominciato ad emettere green bond sul mercato con una prima emissione da 500 milioni di euro nel 2020». L'intenzione di Mediobanca è quella di consolidare i canali di raccolta esg come parte della diversificazione delle fonti di finanziamento. Un rafforzamento della transizione esg del portafoglio di banca in ogni divisione. Prosegue Nagel «Sul fronte degli asset con l'attività di lending, a fine giugno 2021 i finanziamenti green/esg rappresentavano oltre il 10% del portafoglio prestiti del corporate investment banking». Anche sul fronte retail, a fine giugno 2021 i finanziamenti erogati da CheBanca! e i prestiti Compass erano, in quanto green, rispettivamente quintuplicati e quasi raddoppiati (+93%) rispetto all'anno precedente.

L'azione di Mediobanca va oltre la filantropia. «La vera sfida (ma anche opportunità) è integrare i criteri esg nei modelli di business», prosegue Alberto Nagel. In che modo? «Per noi le tematiche esg non devono essere percepite come un obbligo, bensì come un'opportunità in grado di generare valore per tutti i nostri stakeholders. Siamo stati la prima Banca in Italia a creare già nel 2019 un comitato di corporate social responsibility all'interno del board». Più di recente inoltre la banca ha «deciso di aderire ai Principles for Responsibile Banking delle Nazioni Unite».

Il gruppo sente forte «il dovere sociale di sostenere la transizione verso un modello economico più sostenibile». Allo stesso tempo, è presente nel management la consapevolezza che le tematiche esg sono essenziali per la performance di lungo periodo dei clienti. «Sostenendo il loro impegno nella gestione dei rischi esg, investiamo al contempo nella resilienza del nostro portafoglio clienti». A tal proposito, è interessante notare che al 30 giugno 2021, nella divisione wealth management i prodotti esg rappresentano rispettivamente il 20% e circa il 34% all'interno dei portafogli dei clienti di Mediobanca Private Banking e di CheBanca!».

Infine, «nonostante la pandemia, abbiamo comunque continuato a sostenere le comunità locali, in particolare per il raggiungimento della parità di genere e nella promozione di iniziative volte a favorire l'educazione finanziaria per clienti e aziende».
caporedattore
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