Mediobanca potenzia la sua offerta nei private market

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Alberto Battaglia
11.7.2022
Tempo di lettura: 5'
Una nuova partnership con iCapital permetterà a Mediobanca Private Banking di avvalersi di processi digitalizzati che facilitano l'accesso degli Hnwi ai mercati non quotati

Mediobanca Private Banking ha deciso di arricchire l'offerta dedicata ai private market in un momento in cui la clientela altamente patrimonializzata, nel mondo, ha sempre più fiducia nell'extrarendimento offerto da questa asset class

Secondo quanto comunica Piazzetta Cuccia, la nuova partnership farà leva sulla tecnologia e sulle soluzioni offerte da iCapital per garantire ai propri clienti l'accesso a un'ampia gamma di iniziative di investimento nei private markets, inclusi private Equity e private debt

Mediobanca è pronta a potenziare e facilitare l'accesso alla sua offerta di soluzioni basate su prodotti non quotati e investimenti in economia reale, andando a soddisfare le crescenti rischieste che, a livello globale, stanno fioccando dalla clientela altamente patrimonializzata. Mediobanca Private Banking ha scelto la piattaforma fintech iCapital, leader a livello mondiale nel favorire l’accesso ed efficientare gli investimenti alternativi per gli operatori dell’industria del risparmio e del wealth management, per arricchire di nuovi piatti il menu dei private market. Inoltre, Mediobanca potrà avvalersi di un ulteriore bagaglio di ricerche, approfondimenti su singoli fondi aziende e ampio materiale informativo. 

Secondo quanto comunicato da Piazzetta Cuccia, la nuova partnership farà leva sulla tecnologia e sulle soluzioni offerte da iCapital per garantire ai propri clienti l'accesso a un'ampia gamma di iniziative di investimento nei private markets, inclusi private Equity e private debt. L'obiettivo è di rafforzare l'efficienza operativa nell’intero processo di investimento in questi comparti, grazie ai processio che hanno permesso ad iCapital di “digitalizzare e automatizzare l'intero ciclo di vita degli investimenti nel mercato privato, riducendo in modo significativo le difficoltà operative e i numerosi processi di transazione manuali e cartacei che i consulenti e i loro clienti hanno storicamente dovuto affrontare quando hanno investito in questa asset class”.

"I Wealth Manager guardano sempre più agli investimenti alternativi per aiutare i loro clienti a migliorare i loro risultati finanziari. Siamo quindi entusiasti di collaborare con Mediobanca Private Banking nel suo ambizioso progetto di pionieri nell'espansione dell'accesso ai mercati privati", ha affermato Marco Bizzozero, Head of International di iCapital. "Questa collaborazione – ha aggiunto –  dimostra come iCapital sia il partner di riferimento per i Wealth Manager che ritengono i mercati privati una priorità strategica e una componente chiave nella diversificazione dei portafogli dei clienti".

L'iniziativa sembra cavalcare lo spirito dei tempi e i nuovi orientamenti della clientela private. Dall'ultimo rapporto di Ubs sui family office, pubblicato a giugno, era emerso come queste società specializzate nella gestione di enormi patrimoni il 21% dell'allocazione fosse già destinata alle azioni non quotate (fra investimento diretto e attraverso fondi). Per il 75% dei family office, inoltre, c'è l'aspettativa che il private equity continuerà a sovraperformare sui mercati quotati anche in futuro – anche se per alcuni osservatori le condizioni “magiche” che hanno consentito il boom dei mercati privati in passato sarebbero ormai alle spalle. 

"Vogliamo garantire ai nostri clienti un sempre più ampio accesso alle opportunità di investimento nei private markets. Un approccio di importanza strategica nello scenario attuale in cui l'economia è sempre più incentrata sui mercati privati”, ha dichiarato Angelo Viganò, responsabile di Mediobanca Private Banking, "dalla collaborazione con iCapital beneficeremo delle migliori tecnologie e servizi a supporto della nostra crescita nel comparto".

Private markets in tempi di "siccità finanziaria"

Il potenziamento dell'offerta nei private market da parte di Mediobanca arriva in una fase in cui, secondo alcuni osservatori, "l'età dell'oro" sarebbe ormai alle spalle. I rischi di recessione e la stretta sulle condizioni finanziarie potrebbero portare a galla vulnerabilità rimaste per lungo tempo latenti. Sono interrogativi che abbiamo rivolto alla stessa Mediobanca. "I private markets hanno storicamente dimostrato la loro resilienza, avendo sempre generato ritorni consistenti attraverso i differenti cicli di mercato. Nell’attuale contesto macroeconomico e geopolitico, crediamo che i Private Markets, in particolare Private equity e Private Debt, possano essere ottimi di stabilizzatori di portafoglio offrendo opportunità interessanti", ha dichiarato a We Wealth, Theo Delia-Russell, deputy head Private Banking Division and Management Committee di Mediobanca. "Un esempio? L'aumento dei tassi di interesse e l'aumento dell'inflazione in genere rappresentano cattive notizie per gli strumenti tradizionali di debito. Il private debt tipicamente opera con prestiti a tasso variabile, il che assicura una resilienza alle pressioni inflazionistiche e una copertura dal rischio di tasso", ha aggituno Delia-Russell. 

Per il private equity, dove si concentrano oggi la maggioranza dei dubbi "il discorso è più complesso", ma  "dati empirici mostrano che sovraperforma i public markets durante l'intero ciclo economico", ossia anche tenendo conto delle congiunture negative come quella all'orizzonte: "i tassi interni di rendimento (IRR) aumentano in seguito alle recessioni", ha affermato l'esponente di Mediobanca. 

"Il nuovo contesto ovviamente è sfidante perché le valutazioni sono in calo, i tassi di interesse sono in aumento e i multipli di valutazione non hanno così tanto potenziale come in passato: il percorso  è ora basato sulla creazione di valore, non più sul basso costo della leva finanziaria", ha concluso Delia-Russell. "Il nuovo mantra è “cash is king" ovvero I fondi di private equity devono assicurarsi che le loro società di portafoglio dispongano di liquidità e che siano in grado di generarne, per superare qualche anno di siccità finanziaria".

 


 


Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica
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