Generali: realtà solida che punta al M&A

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La società sta valutando diverse opportunità sul mercato “in maniera disciplinata e opportunistica”, spiega il Cfo di Generali, Cristiano Borean

Generali ha reso noto di aver chiuso il periodo gennaio-marzo con un risultato operativo a 1,6 miliardi (+11%)

Se la compagnia non troverà le giuste opportunità per un'operazione di M&A “tutte le opzioni sono aperte”

“Abbiamo in cassa 2,3 miliardi per possibili acquisizioni. Stiamo valutando le opportunità sul mercato in maniera disciplinata e opportunistica. I criteri sono tre: un criterio strategico, uno di fit culturale e uno di disciplina finanziaria. Come abbiamo detto, le acquisizioni non sono un obbligo, ma un modo per creare valore per gli azionisti e così devono essere considerate", spiega il Cfo di Generali, Cristiano Borean, in un briefing telefonico con le agenzie di stampa sui risultati del primo trimestre 2021. Da ricordare come la società si era impegnata in operazioni di M&A già nell'ambito del piano 2021 (Slovenia, Polonia, Portogallo, Grecia, la partnership strategica con Cattolica e quella con Sycomore). "Il gruppo continua a valutare le opzioni di M&A in maniera opportunistica e disciplinata, per migliorare il profilo di rischio della compagnia, ma tutte la opzioni restano aperte. Siamo contentissimi della nostra attività di M&A, perchè è in coerenza con i nostri obiettivi. E' importante avere come priorità quella di utilizzare la cassa per diversificare le nostre sorgenti di utile, non solo per linea di business, ma anche geograficamente. Questa è la priorità. Nel momento in cui non dovessimo trovare target valuteremo le altre opzioni", ha aggiunto Borean.
Nel corso della conference call con gli analisti il cfo ha inoltre anche sottolineato che se la compagnia non troverà le giuste opportunità per un'operazione di M&A “tutte le opzioni sono aperte”, compresa quella di un buyback, dato che in cassa ci sono ancora 2,3 miliardi per acquisizioni nell'ambito del piano al 2021.

Oltre i progetti futuri sul M&A, Generali ha reso noto di aver chiuso il periodo gennaio-marzo con un risultato operativo a 1,6 miliardi (+11%). I premi lordi sono cresciuti del 4,2% arrivando a 19,7 miliardi. Positivi anche i comparti Vita (+5,5%) e Danni (+1,9%). Ma non solo perché il Combined Ratio è migliorato ulteriormente all'88,0% (-1,4 punti percentuali). Tutto questo ha ovviamente avuto degli effetti sull'utile netto che risulta essere in aumento arrivando a  802 milioni (113 milioni dello stesso periodo del 2020). Il Gruppo si mantiene solido con una Solvency a fine aprile che si attesta a 232 dai 234 di fine marzo. Il driver che l'ha fatta scendere di due punti è stato l'aumento degli spread governativi a partire dai Btp rispetto alle curve dei tassi, spiega Borean: "un aumento dei tassi di interesse sui tassi di riferimento base è positivo per una compagnia come Generali. Ovviamente un aumento degli spread non è positivo perchè siamo sensibili a circa 15 punti percentuali di Solvency che vengono persi in caso di apertura di 100 punti base al rialzo del Btp. Da fine aprile ci sono stati ulteriori aumenti dei Btp rispetto ai tassi base e a venerdì scorso la Solvency era superiore a 230. In assenza di scossoni sul mercato l'attesa è di una Solvency estremamente resiliente”, conclude il Cfo.
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