AllianzGI: sostegno alle risoluzioni su ambiente e clima

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Secondo l’analisi annuale sui voti espressi da AllianzGI su oltre 100mila proposte avanzate da azionisti e vertici aziendali, le risoluzioni relative alle remunerazioni si confermano le più controverse. Forte sostegno, invece, su ambiente, clima e diritti umani

Indice

Matt Christensen: “Ci serviamo del potere di voto per ribadire alle società le nostre aspettative, nonché per salvaguardare e promuovere gli interessi dei clienti”

Nel 2020 AllianzGI ha votato contro, rifiutando o astenendosi dal voto su almeno uno dei punti all’ordine del giorno, nel 72% dei casi

Espressi voti favorevoli per circa il 90% delle proposte volte a migliorare l’informativa sul cambiamento climatico e il 95% di quelle sui diritti umani

Mentre le proposte relative alle remunerazioni del management si confermano essere le più spinose anche nel 2020, Allianz global investors rivela il proprio favore nei confronti del miglioramento dell’informativa su cambiamento climatico e sostenibilità. Con un occhio di riguardo anche per i diritti umani.
Secondo l’analisi annuale dei voti espressi su oltre 100mila proposte avanzate da azionisti e vertici aziendali, l’asset manager dichiara di essersi opposto, rifiutando o astenendosi dal voto su almeno uno dei punti all’ordine del giorno, nel 72% dei casi (in crescita di cinque punti percentuali sul 2019). Complessivamente, ha votato contro il 23% delle risoluzioni, a testimonianza dell’approccio “estremamente attivo e coerente a livello globale in termini di stewardship”, si legge in una nota, ma anche della “ferma volontà di non approvare risoluzioni non rispondenti alle sue attese nei confronti delle società partecipate” e alla “fedeltà all’impegno di agire nell’interesse dei clienti valutando ogni singola proposta”.

Maggior disaccordo? Sulle politiche di remunerazione

L’area di maggior disaccordo, come anticipato, si conferma essere quella delle proposte relative alle politiche di remunerazione del management, con un’opposizione nel 49% dei casi (contro il 48% del 2019). Un voto giustificato dalla mancanza di obiettivi solidi e ambiziosi a supporto dei pacchetti retributivi, ma anche da una trasparenza insufficiente sugli indicatori di performance e i target effettivi. Quanto invece alle questioni ambientali e sociali, la società ha votato a favore di circa il 90% delle proposte indirizzate a migliorare l’informativa sul cambiamento climatico e la sostenibilità e il 100% di quelle inerenti all’impatto sull’ambiente. Positivo anche l’approccio nei confronti delle risoluzioni sui diritti umani (nel 95% dei casi), come quelle sul miglioramento degli standard o delle politiche aziendali in tal senso.

“Il voto per delega riveste un ruolo fondamentale nel processo di stewardship di AllianzGI e risulta essenziale per noi in quanto gestori attivi. I voti espressi sono il risultato delle ricerche svolte durante l’intero anno e del dialogo costante con le aziende. Al contempo, ci serviamo del potere di voto per ribadire alle società le nostre view e le nostre aspettative, nonché per salvaguardare e promuovere gli interessi dei clienti”, spiega Matt Christensen, global head of sustainable and impact investing della società. “Considerando l’impatto della pandemia su voto per delega e attività di engagement, possiamo affermare che il 2021 sarà un importante anno di test per l’applicazione delle politiche di remunerazione, in particolare con riferimento alla determinazione degli obiettivi, ai piani di incentivazione con stock option e alla verifica che i pacchetti riflettano le variazioni delle prospettive economiche per effetto del covid”, conclude.

Voti contrari: il 34% sono in Italia (e negli Usa)

Dal punto di vista geografico, al primo posto in termini di percentuale totale di voti contrari a tutte le proposte del management si posiziona il Giappone (41%), seguito a pari merito da Italia e Stati Uniti (rispettivamente con il 34%). Chiudono il cerchio Regno Unito (5%), Svezia (9%) e Cina (12%). Per quanto riguarda invece l’opposizione nei confronti delle risoluzioni relative alla remunerazione, salta al primo posto Hong Kong con l’89%, accompagnata ancora una volta dagli Stati Uniti (74%) e dalla Cina (70%). L’Italia guadagna infine il primato per percentuale di voti contrari alle proposte inerenti agli amministratori nel 2020 con il 50%, affiancata sul podio da Giappone (44%) e Hong Kong (37%).

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