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Numismatica e collezionismo: monete sonanti di storia e valore

26 Giugno 2019 · Teresa Scarale · 3 min

Paolo Crippa, 35 anni di attività nella professione delle monete da collezione racconta a We Wealth come il più “discreto” dei pleasure asset sia in realtà quello che rivela di più sui tempi dell’uomo e sul suo atavico bisogno di sicurezza. Con il battesimo di Francesco Petrarca

Numismatica, collezionismo e scatolette di plastica

“Oggi si bada più a una scatoletta di plastica che al suo contenuto”. Esordisce così Paolo Crippa, 35 anni da numismatico d’altri tempi nella città meneghina ed ex presidente dell’associazione di categoria, tenendo perplesso fra le mani un contenitore sottile mezzo bianco, mezzo trasparente. Si tratta di una delle cosiddette slub, scatolette dotate di ologramma e iscrizione del grading (ossia della classificazione dello stato di conservazione, negli Usa fin troppo frazionata) della moneta che racchiudono. Particolarmente apprezzate in Nordamerica, stanno diventando lo strumento più diffuso per certificare la qualità delle monete storiche.

Le quali, in tal modo, per il solo fatto di essere “chiuse”, costano di più. “Ma così va perso uno dei piaceri principali connessi alla moneta: il tatto. E’ come se gli esperti si riducessero ad essere dei cartolai, dei venditori di scatole. La vecchia scuola non richiedeva scatolette: bastava il rapporto di fiducia con il professionista della numismatica, bastava una stretta di mano”.  Verrebbe poi da opporre: e chi  controlla i controllori? Quelli americani sono enti certificatori privati, dediti a un mercato di investitori che comprano soprattutto per il grading iscritto sulla scatoletta, e non di appassionati. In Italia invece c’è ancora una base solida di collezionisti che acquistano per interesse culturale.

La moneta, fisicamente prossima all’uomo

Un destino irriverente o per lo meno curioso, per l’emblema della ricchezza. Uno degli oggetti fisicamente più vicini all’uomo, da sempre. “Nella transizione dal baratto, le monete nacquero sulle prime come barrette di metallo prezioso da utilizzare negli scambi. Da barrette, cambiarono forma, diventando sempre più piccole e tonde. Gli Stati iniziarono ad apporre il proprio timbro per certificare il peso e il valore del metallo prezioso contenuto nelle monete”.

Come tutto ebbe inizio

“Tra i primi conii della storia risultano quelli attribuiti alla figura di Creso, re di Lidia nel VII secolo a.C. . La circolazione monetaria si diffuse poi ampiamente a partire dal VI secolo a.C..   Non passò molto che il conio divenne per una città motivo di sfoggio del suo prestigio e della sua potenza. E le monete diventarono vere e proprie opere d’arte”.

“Come le tetradracme coniate dalla zecca di Siracusa, già all’epoca molto apprezzate e imitate dai vicini cartaginesi e oggi collezionate in tutta Europa. In tarda epoca romana molte monete venivano coniate già ai confini dell’impero per pagare l’esercito, come dimostrano ad esempio le antiche zecche di Lugdunum (Lione), Arelate (Arles), Colonia, Treviri, o Londinium (Londra)”.

SICILIA. SIRACUSA. Epoca di Agatocle (317-289 a. C.) – Tetradracma (argento g. 17,15). Diritto: testa di Arethusa a sinistra, circondata da delfini, con capelli raccolti e orecchino con pendenti e perla. Rovescio: conduttore di quadriga sprona i cavalli verso sinistra; sotto, Siracosion in caratteri greci. Asta Classical Numismatic Group, New York, aggiudicata a 20.000 dollari

Il mercato numismatico italiano

“Il mercato della numismatica e del collezionismo italiano è uno dei più antichi: uno dei primi grandi collezionisti documentati fu Francesco Petrarca, nel 1300. Collezionare monete a quell’epoca era un modo per studiare l’antica Roma, l’antica Grecia, realtà verso cui in Italia c’era sempre una sorta di venerazione. Le monete coniate da principi e duchi fin dal Rinascimento, di chiara imitazione della numismatica romana, testimoniano quanto i sovrani italiani ed europei conoscessero e collezionassero le monete antiche”.

“Oggi sui mercati numismatici nazionali e internazionali c’è un’enorme quantità di monete collezionabili, tramandate da questa secolare tradizione: dalle più antiche alle più recenti e da poche decine di euro per poi salire con le quotazioni fino a centinaia di migliaia di euro, se non milioni, se si pensa a certe aste record internazionali”. Paolo Crippa però non ama questi sensazionalismi e si concentra sulla storia e la ricerca delle monete.

Un mercato tranquillo

“Quello italiano è sempre stato un mercato tranquillo, non ci sono mai state grandi speculazioni o grandi tonfi. Il valore delle monete da collezione è rimasto stabile nel tempo. E’ un mercato che ama le monete antiche, ma soprattutto quelle delle zecche italiane medioevali e moderne, sia degli stati preunitari, sia quelle ormai contemporanee del Regno d’Italia. Non è volatile come certi mercati esteri, tipo quello russo: la numismatica in Italia non passerà mai di moda”.

Come mai? “Abbiamo parlato di Petrarca come primo collezionista importante. E dopo 700 anni e molte vicissitudini, il mercato è ancora stabilmente florido”. I parametri per valutare il valore di una moneta vintage sono diversi. Ma il primo è quello che vale in ogni mercato dei pleasure asset: quanto il collezionista è disposto a spendere per avere l’oggetto che cerca, magari un esemplare che non era sul mercato da molti anni. Poi, si guarda all’epoca, allo stato di conservazione, alla preziosità del metallo, alla fattura: ci sono monete che sono delle autentiche opere d’arte.

La moneta “variante di conio” non è poi così ricercata in Italia. Si tratta di un criterio che appassiona forse più gli americani: il sofisticato collezionismo italiano non si lascia sedurre da minuscole irregolarità. “Ad esempio, sono molto più ricercati i doppi ducati o ducati in oro delle Signorie Italiane, come gli Sforza, i Gonzaga, gli Este, i Medici o i capolavori di artisti come Benvenuto Cellini o Leone Leoni che hanno lavorato anche nelle zecche pontificie”.

“I più grandi collezionisti italiani “ormai acquistano in tutto il mondo, grazie ad un mercato anche molto presente su internet, e si assiste ad un crescente interesse da parte di giovani e giovanissimi. Non solo di studenti universitari, ma anche delle scuole medie o superiori. Peccato solo che questo tipo di collezionismo sia purtroppo e inspiegabilmente, quasi esclusivamente maschile”.

Come lavora un professionista della numismatica per il collezionismo?

“Si lavora in genere su richiesta specifica o su commissione, magari andando all’asta per conto del cliente. Io personalmente preferisco acquistare o vendere direttamente a clienti o mettere all’asta collezioni tramandate da famiglie nell’arco di decenni”.

MILANO. Carlo V (1535-1556) - Doppio scudo d’oro. (Opera di Leone Leoni, oro, g. 6,35). Diritto: busto a d. laureato e paludato di Carlo V. R/ Le colonne d’Ercole cinte da nastro, su cui vi è il motto PLVS VLTRA; in alto, tra le colonne, una mitra imperiale. Asta Crippa Numismatica, Milano, aggiudicata a 21.250 euro
ROMA. Clemente VII (Giulio de’Medici) 1523 – 1534. Giulio. (Opera di Benvenuto Cellini, argento g. 3,79). Diritto: busto barbuto a sinistra di Clemente VII con piviale ornato. Rovescio: S. Pietro liberato da un angelo. Asta Numismatica Ars classica NAC, Milano, aggiudicata a 34.000 euro

L’oro sotto forma di monete

Questione diversa dal mercato della numismatica e del collezionismo è quello delle monete da investimento. “Il loro valore dipende esclusivamente dal materiale di cui sono fatte, cioè l’oro. Non valgono di più rispetto ai lingotti, ma sono più piacevoli da maneggiare e tesaurizzare. Un investimento del genere ha senso se si fa riferimento al mercato dell’oro, il cui andamento è rimasto grosso modo stabile nel tempo”.

Una calamita per chi, al tempo delle cryptovalute e dei titoli virtuali, ha nostalgia degli investimenti tradizionali. Del resto, una bella moneta in oro “si guarda con più piacere che il foglio di un estratto conto: perciò sono ottimista sul futuro di questa forma di investimento, forse meno remunerativa ma nello stesso tempo meno “volatile” rispetto ad altre. Infatti la mia società è autorizzata dalla Banca d’Italia a trattare anche questo tipo di monete.” Per quanto riguarda invece la conservazione delle monete da collezione, Paolo Crippa ama il classico medagliere, magari in noce, facilmente apribile”, “perché la moneta deve respirare”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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