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1,5 miliardi per le pmi del Sud Italia: ecco chi potrà beneficiarne

1,5 miliardi per le pmi del Sud Italia: ecco chi potrà beneficiarne

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

12 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • La misura si applica nelle regioni caratterizzate da un pil inferiore al 90% della media dell’Unione europea e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale

  • L’aiuto non supererà i 120mila euro per le imprese attive nei settori della pesca e dell’acquacoltura e gli 800mila euro per tutte le altre

  • Margrethe Vestager: “Continueremo a collaborare strettamente con gli Stati membri per garantire che le misure nazionali di sostegno possano essere attuate in modo coordinato ed efficace, in linea con le norme dell’Ue”

La Commissione europea ha approvato un regime da 1,5 miliardi di euro volto a sostenere le imprese operanti nelle regioni del Sud Italia. La misura prevede una riduzione del 30% dei contributi previdenziali da versare nel quadro dei contratti di lavoro. Ecco chi potrà beneficiarne

Soddisfare il fabbisogno di liquidità, garantire elevati livelli occupazionali e ridurre il costo del lavoro. A beneficio delle imprese che continuano a fare i conti con i contraccolpi dello shock pandemico nelle regioni del Sud Italia, la Commissione europea ha approvato un regime di agevolazioni fiscali da 1,5 miliardi di euro. Una misura che punta, tra l’altro, ad assicurare la continuità delle attività economiche, sia durante che dopo l’emergenza.

Gli aiuti saranno erogati sotto forma di vantaggi fiscali per il periodo compreso tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2020 e prevedono, nel dettaglio, una riduzione del 30% dei contributi previdenziali che i beneficiari devono versare nel quadro dei contratti di lavoro che hanno sede nelle regioni del Sud Italia che registrano un prodotto interno lordo regionale inferiore al 90% della media dell’Unione europea e un’occupazione inferiore alla media nazionale: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. “Del regime potranno beneficiarne le imprese di tutte le dimensioni e attive in tutti i settori, a eccezione dei settori finanziario, agricolo e del lavoro domestico”, precisa Confesercenti in una nota. Il sostegno non potrà superare i 120mila euro per le imprese attive nei settori della pesca e dell’acquacoltura e gli 800mila euro per tutte le altre aziende. Inoltre, “l’obbligo rispetto al quale è concesso il vantaggio a livello di contributi previdenziali deve essere sorto entro il 31 dicembre 2020”, spiega Confesercenti.

“Il Sud Italia è stato duramente colpito dall’impatto economico dell’emergenza coronavirus – commenta Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza – La presente misura da 1,5 miliardi di euro sosterrà l’occupazione e aiuterà le imprese attive nelle regioni del Sud Italia ad affrontare i problemi di liquidità che incontrano a causa dell’emergenza, mantenendo il livello dell’occupazione e assicurando la continuità delle attività economiche durante e dopo l’emergenza”. Poi conclude: “Continueremo a collaborare strettamente con gli Stati membri per garantire che le misure nazionali di sostegno possano essere attuate in modo coordinato ed efficace, in linea con le norme dell’Unione europea”.

La misura rientra nel quadro temporaneo per gli aiuti di Stato per sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza pandemica modificato il 3 aprile, l’8 maggio e il 29 giugno. Ai sensi dello stesso, spiega la Commissione europea, gli Stati membri possono concedere determinate tipologie di aiuti. Tra questi, sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e acconti fino a 100mila euro per le imprese operanti nel settore agricolo primario, fino a 120mila euro per le imprese attive nel settore della pesca e dell’acquacoltura e fino a 800mila euro per le aziende attive in qualsiasi altro settore che devono “far fronte a urgenti esigenze in materia di liquidità”, si legge in una nota. Ma anche le garanzie statali per i prestiti contratti dalle imprese che possono coprire fino al 90% del rischio sui prestiti, i prestiti pubblici agevolati alle imprese con tassi di interesse favorevoli, le garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale, sostegni mirati sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e di sospensione del versamento dei contributi previdenziali ma anche sotto forma di sovvenzioni salariali per i dipendenti, e infine aiuti mirati alla ricapitalizzazione per le imprese non finanziarie, qualora non risultino disponibili altre soluzioni adeguate. Per non dimenticare un’assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine e i sostegni per le attività di ricerca e sviluppo legate alla pandemia, per la costruzione e il potenziamento di impianti di prova, e per la produzione di prodotti per far fronte alla crisi sanitaria.

Rita Annunziata
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