Negli ultimi dodici mesi i mercati hanno dovuto affrontare numerosi fattori di instabilità: dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente alla politica commerciale americana. Eppure, secondo Columbia Threadneedle Investments, la reazione degli investitori è stata più positiva del previsto. Le prospettive formulate all’inizio dell’anno erano basate su un contesto economico in miglioramento e su una crescita degli utili societari in accelerazione. Nonostante le tensioni geopolitiche abbiano messo alla prova questo scenario, i mercati hanno dimostrato una notevole capacità di adattamento, continuando a registrare performance solide e nuovi massimi in diversi comparti azionari.
Secondo AnthonyWillis, Senior Economist della casa di gestione,intervenutoin occasionedell’incontro “Beyond Market Noise”, dedicato all’analisi del contesto macroeconomico e alle prospettive per la seconda metà del 2026, questa resilienza rispecchia la convinzione che le economie globali siano oggi più pronte ad assorbire shock esterni rispetto al passato. In particolare, Willis sostiene che “gli investitori sono chiamati a guardare oltre il rumore di breve periodo per concentrarsi sui fattori strutturali che continuano a sostenere crescita economica e utili societari”. Dinamica degli utili che ancora rappresenta uno dei principali pilastri di supporto per i mercati finanziari.
Alla luce di queste considerazioni, se pur in un contesto caratterizzato da conflitti internazionali, tensioni commerciali e incertezza politica, la casa di investimento mantiene una view complessivamente costruttiva sui mercati.

Iran, petrolio e Stretto di Hormuz “osservati speciali”
Tra i temi più discussi durante l’incontro il conflitto tra Stati Uniti e Iran, insieme al ruolo strategico dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico mondiale. Secondo la view di Columbia Threadneedle, il consolidamento del cessate il fuoco e il proseguimento del percorso negoziale tra Stati Uniti e Iran rappresentano elementi fondamentali per la stabilizzazione dei mercati. Lo scenario di base prevede una progressiva normalizzazione dei flussi energetici e un graduale ritorno a condizioni più stabili, pur in un contesto che resta esposto a rischi geopolitici.
Il petrolio, che nelle fasi più acute del conflitto aveva alimentato timori inflazionistici, è tornato su livelli considerati compatibili con una crescita economica sostenibile. In questo contesto, il mantenimento della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz si conferma un elemento chiave per le prospettive economiche globali.

La casa di investimento sottolinea inoltre come lo shock energetico del 2026 presenti caratteristiche assai differenti rispetto a quello del 2022: se allora il conflitto in Ucraina aveva creato una crisi energetica strutturale, l’attuale situazione viene vista più come una “perturbazione” potenzialmente temporanea, anche perché oggi le infrastrutture energetiche globali risultano più solide.
Inflazione e tassi, vero banco di prova per le banche centrali
Se la geopolitica rappresenta il principale elemento di rischio da monitorare, l’inflazione continua a essere la variabile più importante per le Banche Centrali. Secondo Columbia Threadneedle, il processo di disinflazione, che nei mesi scorsi mostrava segnali incoraggianti, potrebbe risentire delle tensioni sul fronte energetico. Pertanto, l’attenzione resta concentrata sull’inflazione core, considerata il parametro più significativo per valutare la persistenza delle pressioni sui prezzi.
Lo scenario sui tassi di interesse è cambiato rispetto alle aspettative formulate a inizio anno. Se in precedenza il mercato si attendeva un percorso più deciso di allentamento monetario, oggi prevale un approccio più prudente: la Federal Reserve sembra orientata ad attendere ulteriori evidenze sull’evoluzione dell’inflazione prima di intervenire, mentre la Banca Centrale Europea continua a monitorare i dati macroeconomici. La view della casa di investimento è che le principali Banche Centrali possano permettersi un atteggiamento paziente, purché eventuali rialzi dei prezzi legati all’energia non si traducano in un’inflazione più persistente.
Utili societari e AI i motori dei mercati azionari
Uno degli aspetti più positivi evidenziati durante l’incontro riguarda la crescita degli utili societari. Secondo Willis, i fondamentali delle aziende si mantengono solidi e la crescita degli earnings si presenta oggi più diffusa rispetto al passato, coinvolgendo un numero crescente di settori e aree geografiche. Questa è la principale dinamica che contribuisce a sostenere la view costruttiva sui mercati azionari.
Il tema dell’AI continua inoltre a rappresentare uno dei maggiori driver di mercato. Gli investimenti degli hyperscaler e delle grandi società tecnologiche restano elevati e continueranno a sostenere la domanda di infrastrutture e capacità computazionale.
Allo stesso tempo, il mercato sta entrando in una fase più selettiva: se nella prima fase del ciclo AI i benefici erano distribuiti in modo relativamente ampio, nei prossimi anni emergerà una maggiore distinzione tra aziende capaci di monetizzare gli investimenti e società che faticheranno a generare ritorni adeguati. In altre parole, il mercato dell’intelligenza artificiale si trasformerà sempre più in uno scenario caratterizzato da “vincitori e vinti”.
Mercati azionari preferiti a quelli obbligazionari
Sul piano dell’asset allocation, Columbia Threadneedle continua a preferire i mercati azionari rispetto all’obbligazionario. I mercati dei bond restano infatti esposti alla volatilità derivante da inflazione, deficit pubblici elevati e crescente livello di indebitamento. Nonostante alcuni segmenti obbligazionari possano offrire opportunità selettive, la casa di investimento ritiene che il potenziale di rendimento più interessante continui a trovarsi nell’equity.
Le aree geografiche maggiormente apprezzate restano l’Asia, il Giappone e i mercati emergenti. In particolare, i Paesi emergenti beneficiano di prospettive di crescita più robuste, dinamiche demografiche favorevoli e, da sottolineare, un aumento dell’integrazione commerciale tra economie emergenti, che riduce progressivamente la dipendenza dagli Stati Uniti (di contro le esportazioni verso gli Usa risultano a livello globale in calo).
Europa e Italia: consolidamento bancario e nuove opportunità
Tra gli spunti emersi durante il confronto vi è stato anche il tema del consolidamento bancario europeo.
Secondo Anthony Willis, il processo di aggregazione nel settore bancario domestico potrebbe proseguire nei prossimi anni, sostenuto dalla necessità di aumentare dimensioni ed efficienza operativa. Il risiko bancario resta quindi uno dei temi da monitorare nel panorama finanziario europeo.
Più in generale, l’Europa potrebbe beneficiare dell’impulso derivante dagli investimenti legati alla difesa, dalla spinta fiscale tedesca e dall’utilizzo delle risorse del PNRR, elementi che potrebbero contribuire a rafforzare la crescita e il tessuto industriale del continente.
Le prospettive per la seconda metà del 2026
In conclusione, quindi, nel complesso, Columbia Threadneedle Investments mantiene una visione moderatamente positiva sui mercati globali. La crescita economica mostra ancora segnali di resilienza, gli utili societari restano solidi e gli investimenti legati all’intelligenza artificiale continuano a sostenere l’attività economica. Allo stesso tempo, l’incertezza geopolitica e l’evoluzione dell’inflazione richiederanno un monitoraggio costante.


