Con l’inizio dell’anno, il tech ha attraversato una fase di correzione innescata da due fattori principali: la normalizzazione delle valutazioni legate all’intelligenza artificiale e l’emergere di nuove pressioni commerciali. Il recente annuncio di dazi globali da parte degli Stati Uniti ha alimentato un sentiment di avversione al rischio, con vendite concentrate nei settori ciclici più esposti. Come muoversi e quali accorgimenti sono necessari in un segmento così ricco di opportunità e complessità come il tech? Gli esperti del Global Technology Leaders di Janus Henderson Investors hanno individuato 5 considerazioni che gli investitori attenti devono tenere a mente nell’attuale contesto di mercato. Vediamole insieme.
1. I dazi non colpiscono in maniera severa il tech…
In termini generali, i nuovi dazi annunciati da Trump hanno un impatto limitato sul settore tecnologico. I semiconduttori sono stati esclusi, così come i software, classificati tra i servizi. “Attraverso un confronto diretto con aziende di primo piano si è osservato come la produzione fuori dal Messico rimanga esente da dazi in virtù dell’accordo USMCA. Considerando il differenziale nei costi di produzione (6 dollari in Messico contro 33 negli USA), le aziende sembrano pronte ad assorbire l’effetto dei dazi, segno di una supply chain resiliente”.
2. …ma l’inflazione da essi causata incide sul settore
Le conseguenze più rilevanti per il comparto derivano dagli effetti inflazionistici dei dazi e dal potenziale rallentamento economico. La riduzione della fiducia di consumatori e imprese porta a decisioni d’acquisto più caute. “Tuttavia, la tecnologia rappresenta ancora una leva essenziale per risolvere problemi strutturali e aumentare la produttività. Ambiti come la cybersecurity o l’aumento della spesa per la difesa continueranno a sostenere la domanda di software, semiconduttori e connettività. In questo contesto gli investimenti in capex saranno fondamentali per supportare la crescita”.
3. Trump: rischio di evento o rischio economico?
La natura e la durata dell’impatto dei dazi dipenderanno dall’esito delle trattative in corso. “Se Trump persisterà nella sua linea, il rischio da evento potrebbe trasformarsi in un rischio economico più ampio. Durante la pandemia, un rapido ridimensionamento delle aspettative sugli utili fu seguito da un rimbalzo trainato dalla centralità tecnologica nelle nuove abitudini di consumo e nei modelli di business. Finora le revisioni sugli utili tech nel 2024 si attestano a -14%. Una revisione degli utili potrebbe stabilire una base più favorevole per una ripresa nella seconda parte dell’anno”.
4. Il tech e l’AI sono al centro delle priorità dei Governi
Le tensioni commerciali non ostacoleranno i progetti di sovranità tecnologica di Cina, UE e altri attori globali. L’intelligenza artificiale rimane una priorità strategica e geopolitica. Le supply chain si stanno già riorganizzando per rispondere alle restrizioni imposte dagli USA, mentre gli investimenti infrastrutturali annunciati in capex dovranno concretizzarsi per sostenere lo sviluppo di data factory sovrane.
“Questo processo richiederà anni e rappresenta un driver strutturale di crescita. Gli hyperscaler, ossia i grandi fornitori di infrastrutture cloud come AWS, Azure o Alibaba Cloud, svolgono un ruolo cruciale in questo scenario”.
5. Il tech sovraperforma nelle fasi di ripresa
Storicamente, nelle prime fasi di ripresa economica, il settore tecnologico si distingue per le sue performance superiori, beneficiando della ripresa della spesa delle imprese e delle famiglie. Tuttavia, il rischio di rallentamento è aumentato.
“Gli investitori dovrebbero valutare una riallocazione, orientandosi verso titoli meno ciclici ma con leadership di settore. Le azioni cicliche, più sensibili alle variazioni del ciclo economico, possono risultare più volatili. In questo scenario, l’analisi fondamentale bottom-up, e la gestione attiva risultano cruciali per affrontare le incertezze di breve periodo e posizionare correttamente i portafogli per un eventuale rimbalzo”.
In conclusione
La possibilità che i dazi vengano ridimensionati o rinviati, unita a un reset delle aspettative coerente con l’indebolimento macroeconomico, potrebbe aprire a uno scenario più favorevole nei prossimi mesi. Le valutazioni del settore si sono riportate verso la media, anche se distorte dalla presenza dei Mag7.
“Molte aree tecnologiche risultano oggi declassate e interessanti per investitori pazienti, convinti che la rivoluzione legata all’intelligenza artificiale sia solo all’inizio. In questo contesto, è fondamentale considerare l’esposizione al rischio e la liquidità degli asset. Come investitori con approccio fondamentale, il focus rimane sull’individuazione dei futuri leader di settore, in grado di generare crescita degli utili sottovalutata e di affrontare con successo le dislocazioni del mercato. Il re-rating, potrebbe rappresentare un’ulteriore leva di apprezzamento per queste aziende”.

