Risorse naturali e geopolitica: investire nell’epoca dei conflitti

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Acqua, metalli e know-how sono solo alcune delle risorse naturali e materiali sfruttate dall’uomo per far prosperare l’economia. La loro scarsità e distribuzione sbilanciata a livello geografico influisce fortemente sugli equilibri fra stati. Come tutelare i propri portafogli dai rischi che ne derivano?

Il 40% dei conflitti scoppiati fra gli stati negli ultimi sessant’anni è collegato alle risorse naturali. Lo evidenzia il Programma ambientale delle Nazioni unite (Unep) secondo cui è ormai chiaro che lo sfruttamento delle risorse naturali e i relativi stress ambientali possano diventare motori significativi (ma non sole cause) di violenza interstatale. Dati Unep alla mano, infatti, ben 18 dei conflitti più feroci dal 1990 a oggi hanno avuto come origine l’utilizzo di beni preziosi come oro, diamanti, minerali, petrolio e legname o presenti in scarse quantità come terra fertile e acqua.

Le risorse naturali devono preoccupare allo stesso modo politici e investitori in quanto l’accesso a esse è necessario per prevenire le agitazioni sociali e i disordini politici all’interno di uno paese, ma anche tra diversi stati” afferma Reto Cueni, PhD, Chief economist di Vontobel. Esistono tuttavia differenti tipi di risorse che possono influire in altrettanti modi (e tempistiche) sulle sorti geopolitiche mondiali. Ecco quali sono e come possono influenzare le decisioni degli investitori – oltre a qualche riflessione per proteggere al meglio i portafogli da questo tipo di rischi.

Risorse naturali e scarsità: una gerarchia in tre livelli

1. Risorse vitali: la scarsità scatena conflitti immediati

“Secondo un recente studio del Fondo monetario internazionale, la scarsità delle risorse naturali (che ha come diretta conseguenza l’aumento dei prezzi di acqua, cibo ed energia) ha un impatto deleterio sulla stabilità interna di un paese, ma anche nelle sue relazioni internazionali” spiega Cueni. “Di conseguenza, la priorità dei leader deve essere quella di mantenere un accesso ininterrotto alle risorse vitali, così che i prezzi dei beni standard necessari per le famiglie siano costantemente bassi: la scarsità di queste risorse base scatenerebbe immediatamente agitazioni sociali e disordini politici”.

Si prenda ad esempio il caso dell’acqua, le cui difficoltà di commercio, oltre all’importanza geopolitica di laghi, fiumi e bacini idrici sottostanti, mostrano come l’accesso a questa risorsa naturale sia estremamente importante per evitare lo scoppio di conflitti. Non solo: anche la distribuzione dell’acqua (con alcune regioni più ricche, altre più secche) a livello mondiale è un tema chiave nella geopolitica.

L’Africa occidentale e orientale, così come il Medioriente settentrionale e le aree confinanti dell’Asia centrale, orientale e meridionale costituiscono le regioni più vulnerabili secondo un rapporto delle Nazioni unite del 2022. In particolare, proprio in quest’ultima area potrebbe scatenarsi un conflitto con il potenziale coinvolgimento di poteri importanti come l’India, il Pakistan e la Cina. Ma non è la sola: anche gli Stati Uniti possiedono una porzione significativa di territorio esposto a scarsità idrica. “Tuttavia, dato che la maggior parte di essa è interna allo stato, con una porzione residua confinante con il Messico, questo tema è meno pressante per il paese da un punto di vista geopolitico” continua Cueni.

Livello di stress per i principali bacini idrici nel mondo. Courtesy Vontobel Institutional Clients


2. Risorse per prosperare e proteggersi: la scarsità influisce sulle mire geopolitiche

Il secondo livello di risorse naturali secondo l’esperto è composto da tutte quelle materie che contribuiscono al funzionamento e alla prosperità dell’economia di un paese. “Da un punto di vista geopolitico, la domanda si riassume così: chi estrae tutti i minerali e i metalli necessari per l’economia di oggi e chi li consuma?” incalza Cueni. Un potenziale generatore di conflitto deriva infatti dagli sbilanciamenti tra produzione e utilizzo di metalli tra le varie regioni a livello mondiale. “Ben 3 delle 10 gigatonnellate di metalli estratti ogni anno sono oggetto di compravendita (rispetto all’1 su 50 gigatonnellate di materiali pesanti per costruzioni come pietre e sabbia), il che sottolinea che essi sono elementi molto più sensibili per la geopolitica rispetto a tutte le altre risorse estratte dalla Terra”.

Questo vale ancora di più se si considera il forte sbilanciamento geografico tra le regioni che producono e quelle che consumano metalli: un esempio di questo è l’Europa, che è più dipende in larga parte dall’importazione per soddisfare la sua domanda di metalli (ne estrae il 4,2% a livello globale ma ne consuma il 20,1%, secondo una ricerca di Giljum and Lutter del 2018). L’importanza geopolitica di questi preziosi materiali è presto intuibile se si considera che ben 23 nella lista delle 30 materie prime strategiche per l’industria dell’innovazione europea sono metalli o elementi metallici, come le terre rare.

“Normalmente, la scarsità di risorse per la sicurezza e la prosperità economica scatena disordini sociali e azioni geopolitiche da parte dei governi. Tuttavia, i tempi di reazione passano da una risposta immediata, in caso di emergenza per la sicurezza economica, a una risposta protratta nel tempo, in caso di lento indebolimento della prosperità economica” aggiunge l’esperto.

Estrazione e consumo di metalli per regione. Courtesy Vontobel Institutional Clients


3. Risorse per innovare: la scarsità causa emergenze (o strategie)

L’ultimo livello di risorse chiave a livello geopolitico è il più importante di tutti: consente infatti di usare o migliorare l’utilizzo di tutte le altre risorse, oltre che di crearne di nuove. Si tratta del know-how, ovvero “ciò che consente a tutti gli altri beni naturalmente disponibili sulla Terra di diventare più o meno importante, oltre che rara o abbondante – e che può persino farle oscillare da un polo all’altro” spiega Cueni.

Misurare la disponibilità, la produzione e il consumo del know-how è difficile, anche se alcuni indicatori possono aiutare, come i livelli di istruzione, ricerca e innovazione; in questo senso, le regioni più ricche sono gli Stati Uniti e l’Europa (in particolar modo la Svizzera, che secondo il Global innovation index di Wipo del 2022 guida la classifica con un totale di 64.6 punti).

Altro indicatore del know-how è inoltre il numero di brevetti depositati per residenti. A vincere qui sono “Giappone e Corea del Sud, con 2mila-3mila registrazioni per milione di abitante. La scarsità di risorse che mettono a rischio le aspirazioni geopolitiche di leader e popolazioni può scatenare disordini sociali e dure azioni governative, ma i tempi di reazione variano dalle emergenze di sicurezza nazionale a una lenta evoluzione dei giochi di potere strategici a lungo termine, in cui tendenzialmente il tempo di risposta è graduale”.

Punteggi di innovazione su scala mondiale. Courtesy Vontobel Institutional Clients


Come gli investitori possono difendere i portafogli

Dall’analisi delle risorse naturali e materiali e del loro complesso rapporto con la geopolitica appaiono evidenti 5 considerazioni, secondo l’esperto:

1. Lo sviluppo di un ambiente geopolitico multipolare con due centri di gravità, Cina e Stati Uniti, un ordine mondiale destinato a emergere nei prossimi decenni;

2. Quasi tutti i paesi sono piuttosto dipendenti da altri paesi non alleati, dal punto di vista delle risorse. Cambi di alleanze e nuove partnership influiranno sui prezzi delle risorse e, di conseguenza, potrebbero impattare radicalmente il valore degli investimenti;

3. La Cina dovrà far fronte a problemi di scarsità delle risorse. Nonostante continui a recuperare terreno in termini di potere geopolitico rispetto ai paesi occidentali, la Cina sembra essere più vulnerabile in termini di risorse di quanto normalmente si pensi;

4. L’attuale blocco Usa-Ue-Nato continua ad apparire ben attrezzato, soprattutto per quanto riguarda la risorsa più importante: il know-how. Tuttavia, gli Stati Uniti, e ancora di più il Giappone o l’Unione Europea, dopo la decisione di abbandonare la loro dipendenza energetica dalla Russia e orientarsi verso le fonti rinnovabili, devono confrontarsi con un’altra dipendenza, quella da minerali e metalli;

5. I portafogli a gestione attiva otterranno benefici. La multipolarità geopolitica che influisce sull’accesso alle risorse e sugli scambi commerciali può creare una distorsione nei modelli economici normalmente utilizzati dagli investitori per determinare il prezzo delle risorse e degli asset alle stesse collegati. Poter cogliere e sfruttare le opportunità offerte da uno scenario così complesso e trainato dalla geopolitica è il terreno ideale per la competenza e la flessibilità dell’investimento attivo.

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su Risorse naturali e geopolitica: investire nell’epoca dei conflitti

Qual è la principale correlazione evidenziata dall'articolo tra risorse naturali e conflitti?

L'articolo evidenzia che lo sfruttamento delle risorse naturali e i relativi stress ambientali possono essere motori significativi di violenza interstatale. Secondo l'Unep, il 40% dei conflitti tra stati negli ultimi sessant'anni è collegato alle risorse naturali.

Quali sono le tre categorie di risorse naturali identificate nell'articolo e come la loro scarsità influenza la geopolitica?

L'articolo identifica tre livelli: risorse vitali (scarsità causa conflitti immediati), risorse per prosperare e proteggersi (scarsità influenza le mire geopolitiche), e risorse per innovare (scarsità causa emergenze o strategie). La scarsità di ciascuna categoria ha un impatto diverso sulla stabilità e le strategie globali.

Qual è il periodo temporale preso in considerazione per l'analisi dei conflitti legati alle risorse naturali?

L'analisi dei conflitti legati alle risorse naturali considera un periodo di sessant'anni per quanto riguarda la correlazione generale, mentre si concentra sui conflitti più feroci a partire dal 1990 per quanto riguarda l'utilizzo di beni preziosi.

Qual è il ruolo dell'Unep (Programma ambientale delle Nazioni Unite) nell'analisi della relazione tra risorse naturali e conflitti?

L'Unep fornisce dati e analisi che dimostrano come lo sfruttamento delle risorse naturali e gli stress ambientali possano essere fattori significativi di conflitti interstatali. I dati dell'Unep sono utilizzati per supportare l'affermazione che le risorse naturali sono collegate a una percentuale significativa dei conflitti globali.

Qual è l'implicazione principale per gli investitori, secondo l'articolo, data la connessione tra risorse naturali e conflitti?

L'articolo suggerisce che gli investitori dovrebbero considerare la connessione tra risorse naturali e conflitti per difendere i propri portafogli. Questo implica la necessità di valutare i rischi geopolitici legati alla scarsità di risorse e di adottare strategie di investimento adeguate.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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