Un tempo appannaggio esclusivo di fondi sovrani, grandi fondi pensione e investitori istituzionali, oggi il private equity si avvicina finalmente a un pubblico più ampio di investitori professionali. Grazie a strutture più flessibili e soluzioni evergreen, è ora possibile accedere a un universo in continua espansione di aziende private, spesso fuori dal radar dei mercati quotati, ma ricche di potenziale. In un contesto in cui la diversificazione e la ricerca di rendimento sono sempre più cruciali, l’apertura di questa asset class può rappresentare un’evoluzione strategica nei portafogli dei clienti. Ne parliamo con gli esperti di Carmignac.
1. Superare i limiti dell’allocazione tradizionale
Una primissima ragione è offerta dall’andamento dei mercati nella prima metà del 2025, che ha confermato come la tradizionale allocazione azioni-obbligazioni non sia più sufficiente a garantire un profilo rischio/rendimento soddisfacente per i clienti più evoluti. Sempre più professionisti della consulenza patrimoniale si trovano a dover ampliare il perimetro degli strumenti d’investimento per rispondere a esigenze di diversificazione più complesse.
“È in questo contesto – spiegano gli esperti di Carmignac – che il private equity si impone come asset class strategica. Se fino a poco tempo fa era un’asset class attenzionata solo da investitori istituzionali come fondi pensione e fondi sovrani, oggi è divenuta accessibile anche agli investitori individuali professionali. Negli ultimi anni, infatti, sono nate strutture evergreen in grado di superare molte delle barriere storiche all’accesso al private equity: questi strumenti permettono di beneficiare del potenziale di rendimento mantenendo maggiore flessibilità e controllo sulla liquidità“.
Il risultato è un accesso più democratico a un universo di investimento che, storicamente, ha offerto rendimenti superiori e bassa correlazione rispetto ai mercati quotati.
2. Il valore si crea nel mercato private
Una delle trasformazioni più significative degli ultimi decenni riguarda la tendenza delle aziende a restare lontane dai mercati quotati più a lungo.
“Se nel 1999 l’età media di un’azienda prima della quotazione era di 4,5 anni – osservano da Carmignac – oggi supera i 12. Questa dinamica è figlia di diversi fattori: dalla maggiore disponibilità di capitale privato alla preferenza delle aziende per modelli di crescita meno vincolati agli obblighi del mercato pubblico. Il risultato è che il 96% delle aziende a livello globale non è oggi quotato in borsa”.
“Il secondo motivo per cui il private equity risulta particolarmente interessante è proprio che gran parte del valore e dell’innovazione imprenditoriale si sviluppa fuori dai mercati regolamentati, osservano gli specialisti di Carmignac. Per un consulente finanziario, trascurare questo segmento significa limitare la portata delle proprie soluzioni allocative”.
Il private equity, in questo scenario, diventa uno strumento imprescindibile per accedere a un ecosistema di opportunità in crescita.
3. Una diversificazione anche settoriale
Un terzo motivo è offerto dall’estrema eterogeneità dei mercati azionari privati. A differenza dei mercati quotati, dominati da colossi della tecnologia, della finanza e della sanità, il private equity consente una maggiore esposizione a settori più frammentati e dinamici.
“Nel private equity troviamo una presenza più equilibrata di settori come l’industria, i servizi alle imprese e il retail – spiegano gli esperti di Carmignac – settori che, seppur meno rappresentati negli indici di borsa, contribuiscono in modo significativo alla crescita economica e all’innovazione”.
Questa diversificazione settoriale non è solo accessoria, ma strategica: consente di cogliere tendenze emergenti e di partecipare a storie di crescita spesso più agili e meno esposte alla pressione mediatica o regolatoria.
“Per chi costruisce portafogli a medio-lungo termine, questo approccio può offrire un vantaggio competitivo”.
4. Una storia di rendimenti superiori
L’interesse per il private equity non nasce tuttavia solamente per via del suo fascino “esotico”. Un quarto motivo per cui i private equity stanno competendo per l’attenzione degli investitori è che i dati storici mostrano una costante sovraperformance rispetto alle asset class tradizionali, sia negli Stati Uniti sia in Europa.
Le ragioni vanno ricercate nella natura stessa dell’investimento: selezione attiva, interventi strategici e operativi nelle aziende in portafoglio, allineamento degli interessi tra gestori e imprenditori.
“Inoltre, gli investitori nel private equity ricevono un premio per l’illiquidità, ovvero una remunerazione extra per l’impegno di lungo periodo“, spiegano da Carmignac. Ma attenzione: il premio di illiquidità non si ottiene automaticamente. È necessaria una gestione competente, capace di selezionare asset di qualità e ottimizzare i tempi di ingresso e uscita. In un contesto in cui i tassi di interesse restano relativamente contenuti e la volatilità continua a minacciare i portafogli tradizionali, il private equity può offrire una fonte preziosa di rendimento stabile”.
5. Strategie evergreen: un approccio integrato e professionale
Nel mondo del private equity, le strategie evergreen rappresentano un’evoluzione significativa rispetto ai fondi chiusi tradizionali. Invece di seguire un ciclo rigido con scadenze prefissate, queste soluzioni permettono agli investitori di entrare e uscire con maggiore flessibilità, beneficiando di una gestione continua e di una valutazione regolare degli asset.
“Le strutture evergreen favoriscono un accesso più fluido al mercato privato e consentono una gestione più efficiente dei flussi di capitale“, spiegano gli esperti di Carmignac.
È su queste basi che nasce Carmignac Private Evergreen, una soluzione pensata per offrire agli investitori professionali un’esposizione diversificata e trasparente al private equity. “La nostra strategia si concentra su operazioni di buyout nei mercati sviluppati, con particolare attenzione alle transazioni secondarie, che garantiscono maggiore visibilità sugli asset“, proseguono gli esperti.
Grazie alla sua struttura flessibile e alla qualità della selezione, il fondo si integra facilmente in un portafoglio multi-asset, offrendo un accesso professionale a un’asset class sempre più centrale nelle scelte allocative.
Per maggiori informazioni si prega di fare riferimento alla pagina del fondo Carmignac Private Evergreen
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