Dagli anni della pandemia, la percezione della volatilità e dell’incertezza è cambiata: da fattori di rischio temporanei si sono trasformati in variabili strutturali del contesto di mercato. In questo scenario, secondo gli esperti del team Insight Investment di BNY Investments, la volatilità può diventare anche un’occasione per aumentare in modo selettivo l’esposizione al credito, soprattutto attraverso strategie globali high yield a breve duration.
Oggi l’obiettivo non può essere quello di inseguire il rendimento in modo indiscriminato, ma di costruire portafogli più resilienti, capaci di limitare il rischio di tasso e di spread, mantenendo al tempo stesso un’esposizione al premio per il rischio di credito offerto dalle obbligazioni ad alto rendimento, in un contesto macroeconomico e geopolitico sempre più incerto.
Perché guardare all’high yield a breve duration
Ci sono diverse ragioni a sostegno di questa tesi. La prima riguarda la riduzione della duration: secondo gli esperti di BNY Investments, una strategia high yield a breve duration può consentire di cogliere una parte rilevante delle opportunità offerte dalle obbligazioni ad alto rendimento, limitando al tempo stesso il rischio legato ai movimenti dei tassi e degli spread. In un contesto in cui la volatilità resta una variabile strutturale, accorciare la duration può quindi aiutare a costruire portafogli più resilienti, senza rinunciare del tutto al premio al rischio del credito.
Il secondo elemento riguarda la gestione attiva. Nei momenti di shock o turbolenza, il confronto diretto con il management delle società in portafoglio consente di valutare la solidità dei piani industriali, verificare l’evoluzione dei fondamentali e capire se l’investimento resta coerente con lo scenario. Per BNY Investments, questo dialogo è particolarmente importante nelle fasi di maggiore incertezza, perché permette di distinguere tra debolezza temporanea e deterioramento strutturale.
Un ulteriore criterio di selezione riguarda il profilo delle società emittenti. Molte aziende high yield operano prevalentemente sul mercato domestico o in prossimità della propria base clienti, un elemento che può ridurre l’esposizione a costi di trasporto, catene di fornitura globali e rischi legati alle tariffe internazionali o a crisi geopolitiche. Tra gli esempi citati dagli esperti ci sono le società di telecomunicazioni, che possono contare su flussi di cassa più prevedibili e su servizi considerati essenziali anche nelle fasi di rallentamento economico.
Resta, poi, fondamentale evitare le aree più fragili del mercato. Secondo BNY Investments, le società con rating CCC tendono infatti a presentare livelli di leva più elevati e modelli di business più dipendenti dalla crescita. Al contrario, un approccio globale e selettivo può permettere di individuare emittenti domestici solidi anche nei Paesi in via di sviluppo, spesso leader nei rispettivi mercati interni ma ancora poco conosciuti a livello internazionale.
Volatilità e punti di ingresso: il ruolo della selezione
La volatilità può assumere un ruolo diverso anche nella costruzione dei punti di ingresso. Nei momenti di maggiore incertezza, alcuni investitori possono essere spinti a vendere obbligazioni high yield, soprattutto attraverso strumenti come gli ETF, dove le vendite legate agli indici non sempre tengono conto del valore relativo o delle differenze nei fondamentali degli emittenti.
Secondo BNY Investments, questo può creare inefficienze temporanee: alcune emissioni vendute in mercati volatili possono essere scambiate a prezzi inferiori rispetto a quelli che avrebbero in condizioni normali. Per chi può mantenere l’investimento fino alla scadenza, queste fasi possono quindi offrire l’opportunità di acquistare emittenti di qualità a livelli potenzialmente più interessanti, costruendo un margine di protezione rispetto a nuova volatilità.
Cosa sostiene la resilienza del mercato
Le crisi degli ultimi anni, dalla pandemia alle tensioni geopolitiche, hanno messo alla prova anche il mercato obbligazionario high yield. Secondo gli esperti, tuttavia, il comparto ha mostrato una crescente capacità di tenuta, sostenuta dal miglioramento della qualità creditizia complessiva e da una gestione più proattiva da parte delle società emittenti.
Un elemento rilevante riguarda proprio la composizione del mercato. Negli Stati Uniti, per esempio, i dati BofA indicano che a fine marzo 2026 quasi il 58% del comparto high yield presentava rating BB, il livello più elevato all’interno dell’universo ad alto rendimento. Si tratta di un dato che segnala un progressivo rafforzamento della qualità media del mercato.

Accanto alla qualità del credito, va considerato anche il livello di leva finanziaria, cioè l’indicatore che misura l’indebitamento di un’azienda rispetto all’Ebitda. Nel mercato high yield statunitense, la leva è risalita solo lievemente rispetto ai minimi toccati nel 2023 e resta intorno a 3,8 volte, poco sotto la media decennale di circa 4 volte.
Questi elementi contribuiscono a spiegare perché, secondo gli esperti, il mercato high yield appaia oggi più robusto rispetto al passato. Non si tratta di eliminare il rischio, che resta significativo, ma di riconoscere che il comparto presenta fondamentali più solidi e una qualità creditizia mediamente più elevata.
High yield, il ruolo della gestione delle scadenze
Un altro elemento che, secondo BNY Investments, ha rafforzato il mercato high yield negli ultimi anni è l’evoluzione della gestione finanziaria delle società emittenti. I team manageriali tendono oggi a muoversi con maggiore anticipo, definendo piani di crescita più chiari e gestendo in modo proattivo il proprio profilo di scadenze.
Garantire certezza nei finanziamenti è diventato una parte essenziale della pianificazione aziendale, soprattutto in un contesto in cui la volatilità dei mercati del credito può riemergere rapidamente. Per questo, molte società stanno rifinanziando il debito con largo anticipo rispetto alla scadenza, riducendo il rischio di dover accedere al mercato in condizioni sfavorevoli. In alcuni casi, questo comporta il rimborso anticipato di obbligazioni esistenti con un premio, a beneficio degli investitori già presenti.
Una base investitori più istituzionale
Un ulteriore elemento di stabilità riguarda la composizione della base degli investitori. Se dieci anni fa il mercato high yield era dominato soprattutto dagli investitori retail, oggi fondi pensione e compagnie assicurative detengono direttamente il 39% del mercato. Secondo BNY Investments, questa maggiore presenza istituzionale può contribuire a rendere l’asset class più stabile, soprattutto in un contesto di rendimenti assoluti ancora elevati, qualità del credito migliorata e tassi di default contenuti.
Una componente istituzionale destinata ad ampliarsi nei prossimi anni, secondo gli esperti di BNY Investments, con un conseguente aumento della presenza di questa asset class nei loro fondi. Il risultato sarà un aumento costante della stabilità dell’obbligazionario ad alto rendimento. Un aspetto che, unito al basso tasso di insolvenze, al miglioramento della qualità del credito e a un livello elevato assoluto dei rendimenti, contribuirà a rendere questo segmento centrale per costruire portafogli più mirati a combattere la volatilità e per ottenere un profilo rischio-rendimento interessante e trasparente, concludono gli esperti.

