Nuovo bond UniCredit al 6%: caratteristiche e scenari

UniCredit torna sul mercato con una nuova obbligazione retail callable al 6%: durata, meccanismo di rimborso e scenari da valutare per gli investitori

Se le prime settimane dell’anno hanno restituito ai mercati un equilibrio più ordinato del previsto, le più recenti tensioni geopolitiche stanno riportando l’incertezza – ancor di più – sotto i riflettori. Le operazioni militari avviate da Israele e Stati Uniti in Iran hanno aperto un nuovo fronte, con possibili ripercussioni sulle aspettative di inflazione e sulle prossime mosse delle banche centrali.

Questi stessi fattori, assieme al rischio geopolitico, continuano a condizionare le scelte di portafoglio, mentre la diversificazione e la visibilità dei rendimenti restano due direttrici centrali per gli investitori. È in una fase delicata come questa che UniCredit ha annunciato la terza emissione obbligazionaria del 2026.

Nuova obbligazione UniCredit: durata, rendimento e rimborso 

La nuova obbligazione UniCredit (ISIN: IT0005698458) è acquistabile direttamente sul MOT e Bond-X, ha una durata di 20 anni e riconosce un interesse annuo lordo del 6%, liquidato in un’unica soluzione alla scadenza o in caso di rimborso anticipato. 

L ‘opzione callable, infatti, offre all’emittente la possibilità di richiedere il rimborso anticipato a partire dal quinto anno di vita del bond, vale a dire dal 2031 – a marzo di ogni anno – fino al 2045 (con un preavviso di circa 15 giorni). In questo caso l’obbligazione garantisce all’investitore un rimborso pari al 100% del suo valore nominale (1.000€) a cui si aggiungono gli interessi annui al 6% moltiplicati per il numero di anni trascorsi dall’emissione. 

Al 9 marzo 2046, vale a dire alla sua scadenza naturale, il bond rimborserà un importo pari al suo valore nominale più 1.200€ lordi (6% x 20 anni).

La quotazione della nuova obbligazione UniCredit manterrà il prezzo dell’emissione fino al 27 marzo 2026. Successivamente, le quotazioni varieranno in base alle condizioni di mercato, che possono influenzare il prezzo delle obbligazioni, assieme ai tassi di interesse, al mercato creditizio dell’emittente e al livello di liquidità. 

Rimborso anticipato o scadenza: cosa succede

Da marzo 2027 a marzo 2030 l’obbligazione non può essere richiamata anticipatamente e non distribuisce cedole periodiche. Gli interessi, infatti, restano cumulati fino all’eventuale rimborso anticipato o alla scadenza.

Dal suo 5° anno di vita, invece, possono verificarsi due scenari per gli investitori obbligazionari. 

Dal 2031, a marzo di ogni anno, fino al 2045, l’emittente ha la facoltà di operare il rimborso anticipato dell’obbligazione. In questo caso, la cifra sarà pari al valore nominale del bond più il tasso fisso al 6% moltiplicato per il numero di anni trascorsi dall’emissione.

Ad esempio, nel 2033, al 7° anno, il rimborso lordo per l’investitore sarà pari a: 1.000€ + (6% x 7 = 350 euro), ovvero 1.350€. Nel caso in cui, in questo stesso periodo, l’emittente scelga di non far scadere anticipatamente l’obbligazione, quest’ultima non pagherà alcun interesse.

Nell’ultimo caso, al 20° anno di vita dell’obbligazione, ovvero alla sua scadenza naturale, l’ obbligazione scade, garantendo all’investitore un rimborso pari a 2.200€ (1.000 + 6% x 20), salvo rischio emittente. 

Tutte le informazioni complete sono disponibili sul sito di UniCredit. 

di Paola Ragno

Giornalista pubblicista e Senior Content Editor di We Wealth, è laureata in Mediazione linguistica e interculturale presso l’Università degli Studi di Bari. In We Wealth cura lo sviluppo di prodotti multimediali e redazionali, per l’online e il cartaceo. Nel passato ha lavorato e collaborato anche con Class CNBC.

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