Investimenti, come orientarsi nel H2 tra dollaro debole e AI

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Un uomo in giacca e cravatta sta in piedi con le braccia incrociate, sorridendo con sicurezza su uno sfondo chiaro e semplice. L'immagine è in bianco e nero.

un contesto in cui la normalizzazione fiscale e monetaria sfida le certezze del decennio passato. Kevin Thozet di Carmignac, individua traiettorie chiare e strumenti difensivi su più asset class.

Non è bastata l’intelligenza artificiale a compensare i venti contrari che hanno soffiato sui mercati globali nella prima metà dell’anno. Il primo semestre 2025 non ha infatti deluso le aspettative in termini di complessità macroeconomica e volatilità, mettendo in discussione molte delle certezze che avevano sostenuto le allocazioni del biennio precedente. Il dollaro ha perso il suo ruolo di valuta rifugio, gli spread obbligazionari si sono mossi in modo asimmetrico e le valutazioni delle Big Tech hanno raggiunto livelli che pongono interrogativi anche per i più ottimisti. In questo quadro, le scelte di asset allocation diventano nuovamente centrali per ottenere valore. Ne parliamo con Kevin Thozet, Membro del comitato di investimenti di Carmignac

Oltre il muro della preoccupazione: la lezione del primo semestre

Il primo semestre del 2025 ha rappresentato un vero e proprio stress test per la tenuta dei portafogli globali. L’apparente sincronizzazione negativa tra le principali asset class – obbligazioni, valute e azioni – ha colto molti investitori impreparati, rivelando i limiti di approcci troppo passivi o sbilanciati su logiche direzionali. Non è solo il quadro macroeconomico a essere cambiato: sono mutate le regole del gioco. La fine dell’epoca dei tassi zero e delle banche centrali ultra-espansive ha lasciato spazio a un ambiente dominato dall’incertezza politica, dalla volatilità dei flussi e da valutazioni tirate.

“In questo scenario – osserva Thozet – la simultanea correzione di asset obbligazionari, valutari e azionari ha segnato una rottura rispetto alla compiacenza che ha dominato i mercati negli anni post-pandemici. Il posizionamento degli investitori riflette oggi un prudente realismo, ma proprio per questo apre spiragli di ripresa per chi è disposto a guardare oltre il breve termine. Le incertezze legate alla politica americana, con un ciclo elettorale altamente polarizzato e un’esposizione mediatica costante ai comportamenti erratici di Trump, si intrecciano a una Fed ancora in fase di attesa e a una dinamica valutaria che ha sovvertito molti modelli predittivi”.

Eppure, anche in questo clima di apparente disordine, le opportunità non mancano. “L’investimento attivo, supportato da una chiara visione macro e dalla flessibilità operativa, è lo strumento più efficace per “scalare il muro della preoccupazione” che oggi definisce il contesto di mercato”.

Obbligazioni: short al di qua dell’Atlantico, long al di là

Sul fronte obbligazionario, le scelte non possono più essere guidate dalla semplice ricerca di rendimento. “Oggi è fondamentale leggere la natura della curva, le pressioni inflazionistiche e la politica fiscale – afferma Thozet. “Negli Stati Uniti, il deficit strutturale e la mancanza di appetito per i titoli di lungo termine hanno indebolito l’efficacia della duration estesa. Preferiamo la parte a cinque anni della curva USA la Fed, pur in una posizione reattiva, dovrà necessariamente avviare tagli significativi nel medio periodo, dopo la fase di stallo attuale“.

Diversa la lettura sull’Eurozona, dove la pressione disinflazionistica e la maggiore manovrabilità della BCE aprono spazi sul breve termine. “Il debito a breve in euro offre oggi un profilo rischio/rendimento interessante, anche perché riflette una gestione più pragmatica del ciclo rispetto alla Federal Reserve. Le tensioni politiche in Francia, l’attivismo fiscale tedesco e la volatilità italiana richiedono però un’attenta selezione degli emittenti”.

“Quanto al credito, alcuni segmenti offrono rendimenti sopra il 5%, soprattutto nel settore energetico e in quello bancario. In un contesto dove il rischio di recessione rimane contenuto, questi strumenti diventano isole di certezza. Tuttavia, non bisogna dimenticare che gli spread di molti titoli high yield si sono già contratti ai livelli pre-invasione Ucraina. Serve quindi una protezione attiva, acquistata oggi a prezzi ancora convenienti”.

Il dollaro non sorride più

Dopo un lungo periodo di sovraperformance, il biglietto verde mostra segni di indebolimento strutturale. “Il cosiddetto ‘sorriso del dollaro’, che vedeva la valuta USA rafforzarsi sia in fase di crescita sia in momenti di stress, oggi ha lasciato spazio a una smorfia“, commenta Thozet. “Il ruolo di valuta rifugio è entrato in crisi, complice anche l’erosione della credibilità fiscale americana e il nuovo equilibrio multipolare sui mercati valutari.

La conseguenza è una strategia valutaria “barbell“, con due poli opposti ma complementari.

Da un lato privilegiamo euro e yen – spiega – che possono beneficiare del rientro di capitali dagli Stati Uniti e di una maggiore copertura valutaria da parte degli investitori europei, spesso esposti in dollari senza hedging”. L’attuale livello del cambio EUR-USD, ancora sotto 1,10, lascia margini per una rivalutazione verso quota 1,18-1,20 in caso di aggiustamenti significativi nei portafogli istituzionali.

Dall’altro guardiamo al real brasiliano e al peso cileno: queste valute cicliche hanno fondamentali solidi, supportati da bilance commerciali robuste e dalla domanda globale di materie prime, rame in primis. Il Cile, in particolare, sta beneficiando di un contesto simile a quello degli anni 2000, con un export dinamico e un’eventuale svolta politica che potrebbe rafforzare l’ortodossia economica”.

Azioni: cercare valore oltre la narrativa dominante

L’intelligenza artificiale continua a catalizzare l’attenzione degli investitori, ma Thozet invita a distinguere tra esposizione tematica e solidità dei fondamentali. “I massicci investimenti nel settore non bastano da soli: servono valutazioni d’ingresso adeguate. In Carmignac preferiamo concentrarci sugli hardware provider e sugli hyperscaler, meno esposti alle valutazioni estreme che caratterizzano i software player. Inoltre guardiamo con interesse alla Cina, dove alcune aziende tech stanno emergendo come innovatori autentici, non più semplici imitatori del modello occidentale”.

Il resto del mondo azionario, invece, offre aree ancora trascurate dal consenso. “Le azioni europee restano sottovalutate rispetto ai fondamentali e agli stimoli di politica fiscale e monetaria che le supportano. Le valute locali in rivalutazione e la stabilità dei prezzi rafforzano il potenziale di molte società con business model local-to-local. Nei mercati emergenti, l’attenzione va ai campioni domestici. Puntiamo su realtà locali in settori a bassa penetrazione, come l’e-commerce e il banking retail in America Latina, dove la crescita è ancora guidata da dinamiche interne”.

Diversificare i driver, dominare la complessità

La strategia di Carmignac per la seconda metà del 2025 punta sulla diversificazione dei driver di crescita, sulla selettività degli strumenti e sulla disciplina valutativa. “In un contesto in cui i grandi trend macro sono in fase di ridefinizione – conclude Thozet – ciò che conta è la capacità di leggere i segnali prima degli altri. L’investimento attivo, oggi più che mai, non è una scelta tattica, ma una necessità strutturale per affrontare l’incertezza e trasformarla in opportunità”.

Questo è un documento pubblicitario. Il presente articolo non può essere riprodotto, totalmente o parzialmente, senza la previa autorizzazione della società di gestione. Non si tratta né di un’offerta di sottoscrizione né di una consulenza d’investimento. Le informazioni contenute nel presente articolo possono essere incomplete e potrebbero subire modifiche in qualsiasi momento senza preavviso. Le performance passate non sono un’indicazione delle performance future. Il riferimento a titoli o strumenti finanziari specifici è riportato a titolo meramente esemplificativo per illustrare titoli attualmente o precedentemente presenti nei portafogli dei Fondi della gamma Carmignac. Tale riferimento non è volto pertanto a promuovere l’investimento diretto in detti strumenti né costituisce una consulenza di investimento. La Società di Gestione ha la facoltà di effettuare transazioni con tali strumenti prima della pubblicazione della comunicazione. I portafogli dei Fondi Carmignac possono essere modificati in qualsiasi momento.

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

Domande frequenti su Investimenti, come orientarsi nel H2 tra dollaro debole e AI

Qual è stata la principale caratteristica del primo semestre del 2025 per i mercati globali?

Il primo semestre del 2025 è stato caratterizzato da complessità macroeconomica e volatilità, mettendo in discussione le allocazioni del biennio precedente. L'intelligenza artificiale non è riuscita a compensare i venti contrari che hanno soffiato sui mercati.

Come si sono comportate le obbligazioni secondo l'articolo?

L'articolo suggerisce una strategia 'short' sulle obbligazioni al di qua dell'Atlantico e 'long' al di là, indicando aspettative di performance diverse tra le due aree geografiche.

Qual è la prospettiva sul dollaro nel contesto descritto?

L'articolo indica che il dollaro ha perso il suo ruolo di valuta rifugio, suggerendo un indebolimento della sua posizione sui mercati.

Quale strategia viene consigliata per gli investimenti azionari?

L'articolo suggerisce di cercare valore oltre la narrativa dominante nel settore azionario, implicando la necessità di un'analisi più approfondita e meno influenzata dalle tendenze del momento.

Qual è la raccomandazione generale per affrontare la complessità del mercato?

L'articolo raccomanda di diversificare i driver di investimento e di dominare la complessità, suggerendo un approccio strategico e ben ponderato per la gestione del portafoglio.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Scopri come cogliere le opportunità del secondo semestre

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