Economia USA, i 5 fattori alla base della sua resilienza

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Una spilla rotonda con il disegno della bandiera americana poggia su una banconota statunitense da un dollaro, coprendo parzialmente la parola "ONE" e parte di "UNITED STATES OF AMERICA".

Resilienza senza euforia: la direzione della Fed, le misure fiscali, l’orientamento regolatorio e l’innovazione delineano il ciclo americano, con impatti differenziati su crescita e utili, spiegano gli esperti di Capital Group

Dopo mesi in cui l’economia statunitense ha dovuto assorbire l’incertezza dei dazi e segnali in chiaroscuro dal mercato del lavoro, lo sguardo degli investitori torna sulla dinamica di fiducia e sulla capacità del ciclo di reggere. In questa fase, la bussola indica tassi, condizioni finanziarie, driver fiscali e dinamiche di innovazione che incidono su spesa in capitale e margini. Un difficile equilibrio tra resilienza e vulnerabilità, come spiegano gli esperti di Capital Group.

1. Fed accomodante e condizioni finanziarie

Il primo fattore che ha peresso all’economia a stelle e strisce di mostrarsi resiliente è L’orientamento accomodante della Federal Reserve, con funzionari che hanno indicato possibili tagli fino al 2028 in un contesto di crescita dell’occupazione stagnante. Storicamente, quando i tagli sono avvenuti al di fuori di una recessione, l’S&P 500 ha registrato in media un rendimento del 27,9%, mentre il Bloomberg US Aggregate del 16,7%. La trasmissione ai mercati, però, non è lineare: nel settembre 2024, a fronte di un taglio, i Treasury a 10 anni sono saliti; da inizio anno si sono poi ridimensionati dal 4,79% di gennaio al 4,26% del 1° ottobre. “Sono molte le aziende che aspettano il calo dei tassi, soprattutto quelle legate al mercato immobiliare”, osserva Cheryl Frank, gestore di portafogli azionari. E su un possibile presidio della parte lunga della curva, Damien McCann, gestore di portafogli obbligazionari, precisa: “Non è una previsione, ma una possibilità che vale la pena prendere in considerarzione.

2. La legge fiscale come impulso alla domanda

In continuità con il quadro precedente, il canale fiscale rappresenta un secondo sostegno potenzialmente rilevante. Una caratteristica del One Big Beautiful Bill Act è l’inclusione di tagli retroattivi per il 2025, con rimborsi ai contribuenti all’inizio del 2026 per oltre 200 miliardi di dollari; “potrebbe fungere da enorme assegno di stimolo”, afferma Frank. L’iniezione una tantum può agire sulla fiducia dei consumatori e offrire un certo sollievo rispetto all’inflazione legata ai dazi. La legge favorisce anche le imprese con l’ammissibilità ad ammortizzare rapidamente spese di R&S, capex e nuovi stabilimenti, con possibili effetti sul flusso di cassa libero in alcuni comparti; non tutti, perché vengono revocati incentivi per energia pulita e assicurazione sanitaria. Il piano aumenta il debito pubblico nel lungo periodo, con possibili implicazioni su prezzi e crescita.

3. Deregolamentazione e propensione agli investimenti

In scia all’impulso fiscale, un quadro di deregolamentazione può riattivare la propensione al capex anche al di fuori dell’IA. Un contesto normativo più debole può avvantaggiare società rimaste ai margini del boom tecnologico: “Molte aziende che non sono all’avanguardia dal punto di vista tecnologico sono state lasciate indietro”, afferma Brittain Ezzes, gestore di portafogli azionari. “In generale, la deregolamentazione potrebbe aiutare le aziende a sentirsi più a loro agio nel fare nuovi investimenti.”

I settori che potrebbero rispondere meglio includono energia, industria e telecomunicazioni. L’attenzione degli investitori si concentra anche sulla deregolamentazione bancaria: adeguamenti prudenti potrebbero aumentare l’attività di prestito. In questo perimetro, Wells Fargo ha vissuto per anni restrizioni che hanno limitato la crescita dei ricavi; dopo il cambio del management nel 2019 e in presenza di un clima più favorevole, la banca “potrebbe espandere la sua base prestiti e i suoi potenziali utili”. Sul più ampio fronte M&A, “con la spinta alla deregolamentazione da parte dell’amministrazione statunitense, le aziende potrebbero sentirsi meno vincolate nel prendere decisioni di investimento”, aggiunge McCann. Le ipotesi di consolidamento nel cavo e nelle ferrovie segnalano un’onda che può “mettere alla prova i limiti delle preoccupazioni antitrust”, imponendo al contempo maggiore cautela di risk management per gli investitori.

4. Aumento dei budget della difesa

In scia alla leva fiscale, un ulteriore sostegno di più lungo periodo proviene dalla difesa. Con l’aumento dei budget da parte dei partner NATO, “la domanda di prodotti in una vasta gamma di settori dovrebbe aumentare”, afferma Frank. Gli alleati si sono impegnati ad accrescere la spesa dal 2% al 5% del PIL entro il 2035, con ricadute sulla catena del valore e sui fornitori di sistemi avanzati; tra i titoli statunitensi citati in questo contesto figurano RTX e Northrop Grumman, mentre la crescente adozione dei droni è indicata come ulteriore volano della domanda. In Europa, gli ordini in arretrato sono in aumento: Rheinmetall ha registrato +29,9% fino a 63,2 miliardi di euro al 30 giugno 2025

5. Investimenti nell’IA in espansione

Guardando oltre la spinta della difesa, gli investimenti in IA restano un asse trasversale del ciclo. Al 30 giugno 2025 la spesa tecnologica (tra R&S e data center) è pari a circa 7,5% del PIL statunitense, oltre il picco dell’era dot-com, e “dovrebbe crescere ulteriormente”. “I sistemi di IA hanno compiuto progressi notevoli, ma siamo ancora all’inizio del processo di implementazione dell’IA nel prossimo decennio”, afferma Mark Casey, portfolio manager. L’adozione è attesa a livello settoriale ampio, con effetti potenziali su produttività e innovazione, ma l’impatto non sarà lineare: “vedremo periodi di ottimismo seguiti da occasionali battute d’arresto quando le aspettative supereranno temporaneamente la realtà”

In conclusione

Il quadro che tiene insieme politica monetaria, leva fiscale, deregolamentazione, difesa e dinamiche di economia reale resta bilanciato tra sostegni e fragilità: occupazione, fiducia e investimenti appaiono in stallo, mentre l’inflazione rimane elevata e l’impatto dei dazi non è ancora pienamente visibile. Sul piano operativo, la bussola resta orientata sulla gestione del rischio e nell’orizzonte di lungo: “Credo nel mantenere il 100% degli investimenti”, conclude Frank. “Anche quando i mercati sono troppo esaltati o timorosi, la disciplina e l’attenzione ai fondamentali mi aiutano ad affrontare la volatilità.”

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

Domande frequenti su Economia USA, i 5 fattori alla base della sua resilienza

Quali sono i principali fattori che contribuiscono alla resilienza dell'economia statunitense secondo l'articolo?

L'economia statunitense beneficia di una Fed accomodante con condizioni finanziarie favorevoli, di una legge fiscale che stimola la domanda e di una deregolamentazione che incentiva gli investimenti. Inoltre, l'aumento dei budget della difesa e l'espansione degli investimenti nell'IA giocano un ruolo significativo.

In che modo la politica della Federal Reserve (Fed) influisce sulla resilienza economica degli Stati Uniti?

Una Fed accomodante contribuisce a mantenere condizioni finanziarie favorevoli, facilitando l'accesso al credito e riducendo i costi di finanziamento per le imprese. Questo supporta la spesa in capitale e la propensione agli investimenti, elementi chiave per la resilienza economica.

Qual è l'impatto della legge fiscale sulla domanda nell'economia USA?

La legge fiscale agisce come un impulso alla domanda, stimolando la spesa sia da parte dei consumatori che delle imprese. Questo aumento della domanda è un fattore importante nel sostenere la crescita economica e la sua capacità di resistere a shock esterni.

Come la deregolamentazione e gli investimenti nell'IA influenzano la spesa in capitale e i margini delle aziende statunitensi?

La deregolamentazione crea un ambiente più favorevole agli investimenti, mentre l'espansione degli investimenti nell'IA stimola l'innovazione e l'efficienza. Entrambi questi fattori incidono positivamente sulla spesa in capitale e sui margini di profitto delle aziende.

Oltre ai fattori fiscali e monetari, quali altri elementi contribuiscono alla dinamica di fiducia e alla capacità del ciclo economico di reggere negli Stati Uniti?

L'aumento dei budget della difesa e la crescente propensione agli investimenti nell'intelligenza artificiale (IA) sono driver importanti che incidono sulla spesa in capitale e sui margini. Questi elementi, insieme ai tassi e alle condizioni finanziarie, supportano la fiducia degli investitori.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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