Dalla sala VAR alle tribune virtuali in 5G, lo sport è diventato uno dei settori più sensibili all’impatto dell’intelligenza artificiale. Squadre, atleti e piattaforme media hanno integrato sistemi di AI per ogni aspetto: dalla prevenzione degli infortuni all’ottimizzazione contrattuale, dallo scouting dei giovani talenti alla creazione automatizzata di contenuti. E nel frattempo, streaming, cloud e gamification ridisegnano l’esperienza dei tifosi. Ci raccontano questa trasformazione gli esperti del team Global Technology Leaders Team di Janus Henderson Investors.
L’intelligenza artificiale conquista il mondo dello sport
Il 2025 è l’anno in cui l’intelligenza artificiale ha smesso di essere solo una promessa nello sport ed è diventata infrastruttura quotidiana. A livello globale, tecnologie avanzate come il machine learning, l’AI generativa e gli algoritmi predittivi stanno ridefinendo ogni fase del gioco: allenamenti, strategie, recupero fisico, scouting e ingaggio dei tifosi. Questa rivoluzione si fonda sull’enorme quantità di dati raccolti da wearable, telecamere e sensori, integrati perfino in palloni, racchette e mazze. “La crescita del mercato AI nello sport è un dato acquisito – osservano Graeme Clark, Portfolio Manager – con una proiezione che lo porterà da 1 miliardo di dollari nel 2024 a 2,6 miliardi nel 2030”.
Ma l’AI non è solo analisi: è anche capacità predittiva, insight strategico e supporto decisionale. Lo sport, da sempre laboratorio di performance, si conferma anche palestra d’adozione tecnologica avanzata.
Come l’AI sta cambiando le regole del gioco
Anche le realtà più tradizionali, come il torneo di Wimbledon, hanno ceduto all’efficienza delle soluzioni elettroniche: nel 2024, per la prima volta in 147 anni, gli arbitri di linea sono stati sostituiti dalla Electronic Line Calling (ELC). Nel frattempo, squadre di calcio di primo piano stringono partnership con aziende tech per rafforzare la propria competitività.
“In questo scenario – commenta Alison Porter, Portfolio Manager – i dati raccolti durante gli allenamenti e le partite diventano risorse preziose, processate da software come SBG MatchTracker, dispositivi GPS di Catapult, e piattaforme video come BEPRO. Ogni movimento, carico e recupero viene tracciato, valutato e ottimizzato. Tutto ciò permette una gestione scientifica della performance, dove anche il minimo dettaglio può determinare un vantaggio competitivo”.
Il caso Liverpool: quando l’AI costruisce una squadra vincente
Un esempio? Ian Graham, fisico teorico ed ex Director of Research del Liverpool FC che, sebbene pococ conosciuto, ha contribuito al successo del club in maniera significante. Graham ha guidato un team che ha sviluppato modelli AI capaci di leggere performance e probabilità con precisione chirurgica. È grazie a questi modelli che nel 2015 fu scelto Jürgen Klopp come allenatore, nonostante un’annata deludente al Borussia Dortmund. L’analisi indicava che la stagione del Dortmund era stata solo sfortunata e che Klopp restava altamente performante.
“Grazie ai modelli – spiega Richard Clode, Portfolio Manager – furono identificati anche gli acquisti strategici di Coutinho, Salah e Firmino, con previsioni accurate sulla loro sinergia. Nel 2025, la transizione tecnica da Klopp a Arne Slot si è rivelata vincente proprio grazie alla continuità dell’approccio data-driven, che ha condotto a un nuovo titolo di Premier League”.
De Bruyne e il contratto firmato con i dati
L’AI ha ridefinito anche le relazioni contrattuali. L’esempio più emblematico è quello di Kevin De Bruyne, che ha rinnovato il contratto con il Manchester City senza agente, affidandosi ai servizi di Analytics FC. Attraverso l’analisi della composizione della squadra, età media, minuti giocati, e valore predittivo delle performance future, De Bruyne ha negoziato un’estensione quadriennale da 83 milioni di sterline.
“Ogni dato, dagli expected goals agli assist creati, ha contribuito a stabilire il suo valore strategico – commenta Clark – rendendo questa trattativa un caso pionieristico nell’interazione tra atleta e AI. Questo modello potrebbe indicare la strada per il futuro dei rapporti tra atleti, club e agenzie”.
Talento e AI: scouting su smartphone
Oltre ai grandi nomi, la ricerca dei talenti si sta democratizzando grazie all’AI. L’app Footbao consente ai giovani aspiranti calciatori di caricare video con le proprie abilità. Il sistema li analizza, li confronta con le esigenze dei club e li segnala direttamente a realtà professionistiche.
“Alcuni sono stati già selezionati da Corinthians e Flamengo – osserva Porter– dimostrando come la tecnologia possa allargare il bacino di reclutamento oltre i circuiti tradizionali. Questo rappresenta un passaggio che potrebbe ridefinire l’intero ecosistema dello scouting giovanile”.
AI e mega-eventi: il caso Parigi 2024
L’AI è stata protagonista anche alle Olimpiadi di Parigi 2024, grazie al coinvolgimento di 15 partner tecnologici. Tra le applicazioni più avanzate, la generazione automatica di video highlight personalizzati, pronti per i social e le piattaforme globali in molte lingue. “Ma l’AI ha agito anche in chiave sostenibile – osserva Clode – grazie al monitoraggio in tempo reale dei consumi energetici. Un esempio di come i grandi eventi possano fungere da vetrina e banco di prova per l’innovazione applicata”.
Quando lo sport diventa esperienza digitale
Se da un lato l’AI lavora sulla performance, dall’altro rivoluziona la fruizione sportiva. Le piattaforme analizzano in tempo reale il comportamento degli utenti, suggerendo contenuti e formati personalizzati.
“Secondo eMarketer – spiega Porter – entro la fine del 2025 saranno 118 milioni gli americani che guarderanno sport in streaming, in crescita del 70% rispetto al 2021. Twitch ha trasmesso quasi 21 miliardi di ore di contenuti sportivi nel 2024. Le nuove generazioni cercano esperienze brevi, immersive, interattive. Come quelle di EA Sports o Prime Vision di Amazon, che integra dati live e visioni alternative del campo”.
5G, realtà aumentata e latenza zero: il futuro è già qui
Tecnologie come cloud, 5G, realtà virtuale e aumentata stanno gamificando l’esperienza sportiva. La latenza ridotta a 1 millisecondo consente visioni simultanee, dati a schermo e interazione in tempo reale.
“Grazie al 5G – sottolinea Clarke – è possibile condividere l’esperienza con amici, avere visuali a 360° o sedere virtualmente in prima fila. Inoltre, il miglioramento dell’efficienza spettrale rende il trasferimento dati più economico e stabile, anche con molti dispositivi connessi.
Legge di Moore e cloud: le basi del cambiamento
Alla base della trasformazione ci sono due driver storici: la Legge di Moore, che ha reso l’hardware sempre più efficiente, e l’adozione del cloud, che ha democratizzato l’accesso alla potenza di calcolo.
“Aziende come Zone7, Analytics FC o Playsight – commentano gli esperti di Janus Henderson Investors – sfruttano queste infrastrutture per offrire soluzioni senza dover investire in costosi server. I grandi cloud provider diventano così veicoli essenziali per distribuire innovazione AI anche nel mondo dello sport”.

